A Riva del Garda l’antichissima sagra di polenta e mortadella

02/03/2017 in Attualità
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Di Redazione

Doc­u­men­ti stori­ci fan­no ritenere che la sua orig­ine pos­sa risalire addirit­tura al 1463: la tradizionale dis­tribuzione gra­tui­ta di polen­ta e mor­tadel­la a Varone, nata da un anti­co «ben­efi­cio» dovu­to dal­la Curia alla comu­nità, con­sis­tente nel­l’ob­bli­go di dis­tribuire una «soma di pane di fru­men­to, una brenta di ed un minale di fari­na cot­ta», tor­na domeni­ca 5 mar­zo, per la pri­ma vol­ta al par­co del Per­none (anziché in piaz­za del­la Chiesa), come sem­pre pre­ce­du­ta da «Quat­tro pas­si in atte­sa di polen­ta e mor­tadel­la», mar­cia non com­pet­i­ti­va con tre trac­ciati di diver­sa dif­fi­coltà (uno per per­sone con dis­abil­ità), il rica­va­to delle cui iscrizioni sostiene un prog­et­to uman­i­tario del Grup­po Mis­sion­ario Alto Gar­da e Ledro. Orga­niz­za la locale pro loco Grup­po Inizia­tive Varone

L’inizio è alle 13 con l’aper­tu­ra del­la man­i­fes­tazione; alle 14 inizia la dis­tribuzione di polen­ta e mor­tadel­la; dalle 16 lo spet­ta­co­lo musi­cale. Per tut­ta la dura­ta del­la man­i­fes­tazione è in fun­zione un for­ni­tis­si­mo bar ris­toro con bevande e pani­ni. In caso di mal­tem­po la man­i­fes­tazione sarà sposta­ta alla domeni­ca suc­ces­si­va, 12 mar­zo. L’or­ga­niz­zazione è a cura del comi­ta­to Polen­ta e Mor­tadel­la di Varone, col patrocinio del Comune di Riva del Garda.

«Quat­tro pas­si in atte­sa di polen­ta e mor­tadel­la» inizia con la parten­za lib­era dalle 9 alle 10. I per­cor­si sono due (chi vuole può far­li di segui­to entram­bi); il pri­mo, di pia­nu­ra, ha uno svilup­po di cir­ca 8 chilometri ed è tut­to pianeg­giante, qua­si intera­mente su piste ciclope­donali. La parten­za è dal Per­none, quin­di si imboc­ca la ciclope­donale del tor­rente Varone all’altezza del ponte di via For­naset­ta, che è per­cor­sa fino al par­co Mirala­go; qui c’è il ris­toro; si pros­egue sul lun­go­la­go fino a por­to San Nicolò, quin­di risal­en­do da via Lon­ga si rag­giunge la chiesa dei San­ti Pietro e Pao­lo, per poi girare a sin­is­tra in via Filan­da; super­a­to l’incrocio con via Rovi­go, si attra­verserà la stra­da Provin­ciale all’altezza del semaforo vici­no al depu­ra­tore, e quin­di ricon­giunger­si alla ciclope­donale del tor­rente Varone (per­cor­sa nell’andata) e tornare al pun­to di partenza.

Il sec­on­do per­cor­so, di mon­tagna, ha uno svilup­po di cir­ca 7 chilometri per un dis­liv­el­lo di 200 metri, preva­len­te­mente in mon­tagna, su strade sec­on­darie, fore­stali e sen­tieri Parten­za dal Per­none, si imboc­ca la stra­da che sale nell’olivaia di Roncaglie, si per­cor­rono cir­ca 300 metri del­la Provin­ciale del Tombio fino al tor­nante di Dom (prestare mol­ta atten­zione), per poi scen­dere alla local­ità Foci (San Gia­co­mo) e pros­eguire sul sen­tiero che por­ta a San­ta Maria Mad­dale­na; da qui si pro­cede pri­ma in disce­sa e poi in piano fino al Bas­tione, dove tro­va il ris­toro; si scende poi fino a Riva del Gar­da per imboc­care via Ardaro, via Marone e via Chiesa Vec­chia, per tornare al pun­to di partenza.

Per le per­sone con dis­abil­ità è disponi­bile un per­cor­so ded­i­ca­to, di 2 chilometri cir­ca, con parten­za alle ore 10 e l’ac­com­pa­g­na­men­to di un responsabile.

Dalle ore 11 pas­ta par­ty per tut­ti i concorrenti.

È a dis­po­sizione un ampio parcheg­gio a 350 metri dal luo­go di partenza.

Iscrizioni nel­la sede del Per­none, il giorno del­la man­i­fes­tazione, dalle ore 8 alle 9.30. I grup­pi potran­no anche iscriver­si i giorni prece­den­ti tramite email (ufficiogiv@gmail.com), con ritiro dei cartelli­ni e paga­men­to pri­ma del­la parten­za alla postazione delle iscrizioni.
L’atto di iscrizione fa fede per l’idoneità fisica.

Infor­mazioni

Grup­po Inizia­tive Varone pro loco, tele­fono 329 7931263 (Lucia)

Qualche nota storica

La tradizionale sagra di «polen­ta e mor­tadel­la» a Varone rap­p­re­sen­ta una delle feste popo­lari più antiche di tut­to il Trenti­no. Sfoglian­do qualche vec­chio doc­u­men­to è pos­si­bile risalire al dicem­bre del lon­tano 1708, quan­do il cura­to don Gae­tano Bertol­di affer­ma­va di essere tenu­to, in virtù di un «ben­efi­cio» di cui gode­va le ren­dite, con­fer­i­togli dal­la comu­nità che ne detene­va lo «Jus Patrona­tus», a dis­tribuire nel giorno dell’Annunciata nel­la chiesa di San­ta Maria del Per­dono una «soma di pane di fru­men­to, una brenta di vino ed un minale di fari­na cotta».

L’usanza è giun­ta fino ai nos­tri giorni: alla «fari­na cot­ta» (polen­ta) è anda­ta ad aggiunger­si la mor­tadel­la e la data effet­ti­va è slit­ta­ta dal giorno dell’Annunciazione alla pri­ma domeni­ca di Quares­i­ma. Un’altra tes­ti­mo­ni­an­za scrit­ta dell’usanza di dis­tribuire cibarie alla popo­lazione del Varone risale al 1829. E andan­do anco­ra a ritroso nel tem­po, si sco­pre che il «ben­efi­cio» cui si fa rifer­i­men­to nel­lo scrit­to del 1708 risale addirit­tura al 1463, quan­do «Ser Gabriel Pitil­iani, orig­i­nario del­la cit­tà di Siena e sepolto nel cimitero di San Francesco di Riva, las­ciò tut­ti i suoi beni all’altare di San Gia­co­mo nel­la chiesa del Per­none e volle che lo «Jus Patrona­tus» fos­se del Comune di Riva. Non è dunque da esclud­ere che le pub­bliche dis­tribuzioni di cibarie a Varone, di cui «polen­ta e mor­tadel­la» è la mod­er­na con­tin­u­azione, abbiano avu­to inizio pro­prio in quel lon­tano 1463.

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