Il primo progetto, una proiezione di cosa e come si potrebbe fare e del perché farlo, risale alla fine degli anni '80

Riva riprende il progetto del teleriscaldamento

08/02/2000 in Avvenimenti
Parole chiave:
Di Luca Delpozzo

II primo progetto, una proiezione di cosa e come si potrebbe fare e del perché farlo, risale alla fine degli anni ’80. Firmato dall’ingegner Bondavalli per conto dell’alierà Amsea (ora Ags), era un progetto di massima e tate rimase perché gli amministratori di allora e quelli che vennero dopo non riuscirono a farlo decollare. Ora la giunta Malossini prova a fare centro dove altri hanno «fallito». Dotare la città di una rete capillare di teleriscaldamento che va da Porto S. Nicolò alla sede dell’Ags in via Ardaro, servendo utenti pubblici e privati, aziende, alberghi, attività commerciali e semplici cittadini. Un progetto che finanziariamente viaggia nell’ordine di svariati miliardi e che coinvolgerebbe in prima persona assieme al Comune e all’Ags la «Cartiere del Garda S.p.A.». Sia chiaro, siamo ancora nella fase dei contatti preliminari, dei «pourparler», delle idee da mettere in agenda per il medio periodo. La giunta, su proposta dell’assessore all’urbanistica Adalberto Mosaner, ne ha parlato recentemente con l’impegno di riprendere il discorso nei prossimi mesi, forse già a marzo, a bilancio approvato. Un discorso complessivo che abbraccia tutta la riorganizzazione di viale Rovereto, non ultima l’idea di realizzare nella zona dell’ex Colonia Miralago un centro natatorio. L’Ags dal canto suo smentisce «contatti ufficiali» ma non quelli ufficiosi. Insomma, il motore è ripartito, resta da vedere se non si ingolferà strada facendo e se parte pubblica e privata troveranno la «benzina» sufficiente (denaro) per farlo arrivare al traguardo.Il concetto di teleriscaldamento presuppone la realizzazione di una centrale di cogenerazione che produce energia elettrica e termina. Acqua calda che poi verrebbe distribuita nelle zone prescelte della città attraverso chilometri di tubi realizzati ovviamente sottoterra. Il vecchio progetto Bondavalli prevedeva un tracciato di massima che, partendo dalla sede dell’Ags in via Ardaro, toccava viale Cannella, viale Roma, viale Dante, viale Carducci, viale Rovereto e si concludeva a Porto San Nicolo. Poi, magari in più lotti d’intervento, si possono studiare e realizzare tutte le diramazioni del caso per estendere il più possibile questa forma di riscaldamento. La centrale di cogenerazione verrebbe di massima realizzata ovviamente previo accordo all’interno del perimetro della Cartiera del Carda, in sinergia con la stessa, a meno che quella già esistente in Cartiera non sia sufficiente a far fronte alle richieste. Da qui poi partirebbero le tubazioni sotterranee necessario per trasmettere l’acqua calda e il calore. Prima di ogni decisione comunque, l’amministrazione comunale vuole verificare l’interessamento delle aziende che potrebbero usufruire di questo servizio. A cominciare dall’asse alberghiero di viale Rovereto. Anche perché l’adesione, per le aziende così come per i privati cittadini, è ovviamente volontaria. I vantaggi? Inquinamento ambientale ridotto e meno costi di riscaldamento. Per realizzare il tutto però di miliardi ce ne vogliono fantini (a Rovereto la spesa sarà ci circa 60 miliardi di lire). Gli svantaggi? Per qualche mese cantieri e problemi per la viabilità. Ma il gioco vale la candela.

Paolo Lisierre
Parole chiave:

Commenti

commenti