La passeggiata verso Garda nonostante i ripetuti interventi presenta un fondo sgretolato e pieno di buche. L’assessore Avanzini: «Sbagliato il legante, servivano porfido e resina»

Rivalunga, camminata a pezzi

22/02/2004 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

Una sto­ria infini­ta, sen­za una soluzione sod­dis­facente. Si trat­ta del­la passeg­gia­ta fronte lago che col­le­ga a Gar­da, sis­tem­a­ta già due volte sen­za però risol­vere defin­i­ti­va­mente i prob­le­mi di pavi­men­tazione. La novità è che a denun­cia­re i lim­i­ti e le defi­cien­ze dell’opera, ques­ta vol­ta non è il soli­to grup­po di mino­ran­za con­sil­iare Bar­dolino oltre il 2000, ma lo stes­so asses­sore ai Lavori pub­bli­ci, Aris­tide Avanzi­ni. L’esponente dell’amministrazione Fer­rari, di pro­fes­sione architet­to, ha tran­quil­la­mente ammes­so in Con­siglio comu­nale che anche l’ultimo rifaci­men­to del­la litoranea Rival­un­ga «non cor­risponde agli esi­ti sperati». «Abbi­amo fat­to diverse riu­nioni per tentare di risol­vere defin­i­ti­va­mente il prob­le­ma, ma purtrop­po a tutt’oggi non siamo arrivati a un risul­ta­to finale tale, per il quale si pos­sa dire che l’opera rispon­da alle attese sper­ate». Non è del­lo stes­so avvi­so il sin­da­co. «Il lavoro è sta­to fat­to a rego­la d’arte, ma il pas­sag­gio inten­so, anche di auto, ha fini­to per dete­ri­o­rare il sed­ime», ha pun­tu­al­iz­za­to Arman­do Fer­rari. Inevitabile l’intervento del rap­p­re­sen­tante dell’opposizione, Francesco Mar­chiori. «Siamo alla sto­ria delle ochette. È da tre anni che in Con­siglio solle­vi­amo lo stes­so prob­le­ma: ci sono sem­pre state date garanzie in mer­i­to alla sis­temazione del­la pavi­men­tazione e per tut­ta ripos­ta oggi ci toc­ca sen­tire un asses­sore che scon­fes­sa il suo sin­da­co. La ver­ità è che la passeg­gia­ta così com’è è un dis­as­tro e per giun­ta non s’intravede all’orizzonte una via d’uscita». «Sin­ce­ra­mente a suo tem­po io aus­pi­ca­vo un altro tipo di sis­temazione», ha rib­at­tuto paca­to Avanzi­ni, «sono anda­to anche a vedere assieme ad altri col­leghi dell’amministrazione alcune passeg­giate costru­ite nel Vene­to. Purtrop­po la dit­ta che a suo tem­po ave­va effet­tua­to i lavori ha prefer­i­to ripro­porre l’utilizzo del­lo stes­so tipo di legante cemen­tizio». Un lift­ing che non ha risolto gli annosi prob­le­mi, con la for­mazione in varie par­ti del­la stra­da di poz­zanghere in caso di piog­gia, pol­vere soll­e­va­ta al pas­sag­gio delle bici e man­to sgre­to­la­to e rugoso in alcu­ni pun­ti. «Riman­go anco­ra con­vin­to che l’unica via d’uscita era quel­la di usare un gran­u­la­to di por­fi­do con sopra uno stra­to di alcu­ni cen­timetri di una sostan­za com­pat­tante, tipo resina», ha pros­e­gui­to l’assessore ai Lavori pub­bli­ci con­fer­man­do che esiste un con­tenzioso con l’impresa per ciò che con­cerne l’aspetto eco­nom­i­co. Già, per­ché dopo il pri­mo insod­dis­facente lavoro di pavi­men­tazione, svolto in due stral­ci e ter­mi­na­to dopo un paio di anni nel­la pri­mav­era del 2001, il Comune si era oppos­to all’intero paga­men­to dell’opera. Anco­ra nel gen­naio del 2002 rimanevano da erog­a­re alla dit­ta poco più di 30mila euro, cifra com­pren­si­va del­la cauzione in pos­ses­so dell’amministrazione. Al ter­mine di una lun­ga trat­ta­ti­va, l’impresa ave­va deciso di rimet­tere mano alla pavi­men­tazione, con risul­tati purtrop­po anco­ra poco lus­inghieri, tan­to da costrin­gere ora l’assessore Avanzi­ni ad ammet­tere pub­bli­ca­mente l’insoddisfazione per un lavoro non com­ple­ta­mente riuscito.