Da domani, nella frazione di Cisano, si tornerà indietro di cinquecento anni. A due passi dalle cartiere, tre serate ricordando un’antica tradizione

Rivive la stampa della Serenissima

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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

In questo fine set­ti­mana, a Palaz­zo Cominel­li di Cisano, frazione di S.Felice che si affac­cia sul gol­fo di Salò, si ter­ran­no dimostrazioni pub­bliche di stampe di matri­ci d’au­tore su quat­tro torchi costru­iti da Agosti­no De Miche­li, ex tor­n­i­tore al Mol­li­fi­cio-Sider­gar­da, ora dipen­dente ospedaliero. Sarà un modo per ricor­dare come, più di 500 anni fa, ai tem­pi del­la Serenis­si­ma, a Portese ci fos­se un tipografo, Bar­tolomeo Zani, che stam­pa­va la Bib­bia, gli Statu­ti del­la Mag­nifi­ca Patria, le opere di Dante, del Petrar­ca, ecc. Poi Zani ritornò a Venezia, dove ave­va impara­to il mestiere. Nel­la cit­tà lagunare si affer­mò Bernardi­no Celeri, un altro tipografo giun­to dal­la Valte­n­e­si, e a Verona Anto­nio Utelet­to. E nel 1517 Francesco Lechi, filoso­fo seguace di Duns Sco­to, pri­ma di diventare min­istro gen­erale dei con­ven­tu­ali, chi­amò all’ Pagani­no dei Pagani­ni, che arrivò por­tan­do i suoi grossi carat­teri, nec­es­sari a pub­bli­care i lib­ri. Zani ha inven­ta­to l’oc­chi­et­to, la zona del rec­to del­la pri­ma pag­i­na di un vol­ume in cui com­pare il tito­lo del­l’­opera. Lo ha fat­to per la pri­ma vol­ta nel 1492 in una ver­sione di “Farsalia” di Lucano. Più tar­di Aldo Manuzio (in “Stazio”, 1502) trasfor­mò l’oc­chi­et­to in quel­lo che oggi è chiam­a­to fron­te­spizio. «Inten­di­amo dedi­care tre ser­ate all’an­ti­ca arte delle stam­perie bena­cen­si, ricor­dan­do così gli anni d’oro del­la Mag­nifi­ca Patria — dicono gli espo­nen­ti del­la asso­ci­azione De Porte­sio, che han­no pro­gram­ma­to l’inizia­ti­va -. Tec­ni­ci costrut­tori, stam­pa­tori d’arte, poeti e biografi rian­i­mano le atmos­fere di un pas­sato glo­rioso. Una forte ten­sione per la cul­tura locale imprime al prog­et­to un’at­ten­zione al recu­pero e alla dif­fu­sione delle conoscen­ze storiche di ques­ta ter­ra lacus­tre. Portese fu sede nel XV e XVI del­la tipografia di Bar­tolomeo Zani, atti­va negli anni a cav­al­lo dei due sec­oli. Ebbe in cari­co, fra altri, su mag­nifi­co sig­illo del­la Serenis­si­ma, la stam­pa degli “Statu­ti civili e crim­i­nali” del­la Mag­nifi­ca Patria del 1489. Copie dei lib­ri sono con­sulta­bili nelle pres­ti­giose bib­lioteche di Venezia, Pado­va e Roma, anco­ra in atte­sa di riscon­tri dagli archivi locali. Di non minore inter­esse la pre­sen­za delle cartiere, con­dizione tec­ni­ca indis­pens­abile per svol­gere il lavoro, eco­nomi­ca­mente inter­es­sante per lo sposta­men­to delle pro­duzioni da Venezia. La neces­sità cul­tur­ale di riva­l­utare il nos­tro pat­ri­mo­nio artis­ti­co ha per­me­s­so una ten­sione pas­sion­ale in chi, gen­erosa­mente, si è impeg­na­to per l’alles­ti­men­to e la real­iz­zazione del­l’inizia­ti­va”. Agosti­no De Miche­li, ex tor­n­i­tore e geniale risco­pri­tore delle tradizioni locali (ha fotografa­to e archivi­a­to tutte le merid­i­ane del­la zona, è anda­to a rac­cogliere le pietre dei broli, si è dato da fare per sal­vare alcu­ni vec­chi pozzi dei cor­tili, ha recu­per­a­to una bar­ca dei pesca­tori, la “Gel­sa”, dotan­dola di una splen­di­da vela, cus­todisce decine di tabar­ri), ha costru­ito quat­tro torchi col sis­tema tedesco (è il rul­lo supe­ri­ore a tirare, anzichè quel­lo sot­tostante), uti­liz­zan­do anche leg­ni di cilie­gio, uli­vo e man­dor­lo. Domani alle 18 con l’inizio del­la Fes­ta di Cisano, all’in­ter­no di Palaz­zo Cominel­li rinascerà in un cer­to sen­so l’an­ti­ca stam­pe­ria. Il pro­fes­sor Alber­to Bal­let­ti, docente di tec­niche del­l’in­ci­sione del­l’Ac­cad­e­mia belle arti di Venezia, ter­rà alcune dimostrazioni pratiche, sfor­nan­do copie delle matri­ci di Bar­tolomeo Zani. Saran­no pre­sen­ti Giu­liano Guat­ta, Elio Zorzi e Bruno Muz­zoli­ni. Il replay, saba­to e domeni­ca, alla stes­sa ora. Il 29 ver­rà effet­tua­ta anche una dimostrazione di fab­bri­cazione di car­ta arti­gianale a mano (lavo­razione al tino a cura di Antonel­la Fan­ni). Alle 19.30 il prof. Dario Tren­to, docente a , Accad­e­mia di Brera, con­dur­rà il pub­bli­co a una visi­ta gui­da­ta alla mostra su Leonar­do Cominel­li, pit­tore e let­ter­a­to. Simone Zuin, con­sigliere con del­e­ga al tur­is­mo, affer­ma che, con Ele­na Lom­bar­di, asses­sore alla cul­tura, sta val­u­tan­do la pos­si­bil­ità di coin­vol­gere i ragazzi delle scuole, uti­liz­zan­do in futuro i torchi nei lab­o­ra­tori delle Ele­men­tari e delle Medie.

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