Comitati e associazioni contestano il piano d’area della Regione che delinea le prospettive di sviluppo del comprensorio benacense.
Un documento unitario dei gruppi locali: «Stravolte le premesse di tutela, troppe strade e cemento»

Rivolta contro la metropoli del lago

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Di Luca Delpozzo
Annamaria Schiano

Asso­ci­azioni ambi­en­tal­iste e comi­tati del lago di Gar­da, rag­grup­pati in un coor­di­na­men­to inter­re­gionale, han­no invi­a­to il 29 dicem­bre alla Regione Vene­to in un doc­u­men­to con­giun­to, le osser­vazioni al prog­et­to pre­lim­inare del Piano d’Area del Bal­do-Gar­da. Il doc­u­men­to speci­fi­ca: «Asso­ci­azioni e comi­tati rap­p­re­sen­ta­tivi di cias­cun ambito ter­ri­to­ri­ale, di cui alcu­ni anche dell’area lom­bar­da e del baci­no fiume Min­cio, han­no inoltra­to le osser­vazioni alla Direzione piani­fi­cazione ter­ri­to­ri­ale e parchi del­la Seg­rete­ria all’ambiente e ter­ri­to­rio del­la Regione. Insieme abbi­amo focal­iz­za­to alcu­ni pun­ti car­dine che non risul­tano coer­en­ti con quan­to cita­to in pre­mes­sa nel piano stes­so dal geografo Euge­nio Tur­ri, cioè che il ter­ri­to­rio richiede tutela, rispet­to e con­ser­vazione dell’identità culturale».«In più par­ti questi val­ori sono stra­volti». Ovvero: «Si par­la di borghi antichi da sal­va­guardare ma si prevede in prossim­ità del nucleo stori­co di Lumi­ni a Pra­da un cam­po da golf che farebbe sparire i prati sta­bili, di cui però si ripete più volte la neces­sità di con­ser­vazione. Si par­la di tutela del pae­sag­gio ma anche di una stra­da di con­nes­sione che taglia il fian­co del monte Belpo. E nel­la zona delle “Sen­ge” in Comune di Coster­mano, defini­ta nel piano ambito nat­u­ral­is­ti­co di liv­el­lo regionale e zona boschi­va, è pre­vis­to un inter­ven­to edilizio di 20 mila metri cubi di unità ricettive».«Per il Bal­do», con­tin­ua il doc­u­men­to, «si prevede un carosel­lo di impianti di risali­ta, dal lago e dal­la Val d’Adige, sen­za tenere con­to che le strut­ture esisten­ti a Pra­da e Novezzi­na sono morte o stan­no per esser­lo per man­can­za di fon­di per rin­no­vare gli impianti». Le asso­ci­azioni chiedono anche la can­cel­lazione di «inven­zioni» quali il «teatro sul lago, davan­ti al lun­go­la­go di Gar­da, che ci pare uno scempio».«Si chiede inoltre che non avven­ga nes­sun ampli­a­men­to dei posti bar­ca né por­ti-mari­na sul­la spon­da veronese, opere di impat­to ambi­en­tale per un lago già tan­to inquina­to dai motori e dove occorre invece pro­muo­vere la a vela».Gli ambi­en­tal­isti poi con­tes­tano la definizione di «cit­tà lin­eare del Gar­da-Bal­do»: «Per­ché il lago e il Bal­do non sono parte di una cit­tà e la gente non si sente parte di un’area urbana: i luoghi han­no una forte iden­tità che deve essere man­tenu­ta e valorizzata».Per Legam­bi­ente Verona il piano d’area del Gar­da-Bal­do «nasce sen­za alcu­na anal­isi su svilup­po urban­is­ti­co e con­sumo di ter­ri­to­rio, mon­i­tor­ag­gio di sec­onde case e di fin­ti alberghi, anal­isi pun­tuale sulle emer­gen­ze ambi­en­tali, coor­di­na­men­to del­la Regione con la Provin­cia e i Comu­ni inter­es­sati e di scelte ben pre­cise per una mobil­ità sostenibile».Bocciato anche il sis­tema del­la mobil­ità: «Sono state inserite nel piano un elen­co impres­sio­n­ante di strade nuove e da riqual­i­fi­care. Ad esem­pio si prevede una non meglio pre­cisa­ta stra­da com­planare, indi­ca­ta come l’insieme delle infra­strut­ture viarie per lo sposta­men­to celere all’interno dell’area garde­sana. Ques­ta pro­pos­ta sem­bra la stes­sa “sec­on­da garde­sana” pre­sen­ta­ta dal­la Regione Vene­to e rispedi­ta al mit­tente da Comu­ni, Comi­tati e asso­ci­azioni (la famosa Affi-Pai)».Ancora: «Per la mobil­ità fer­roviaria si par­la di trac­cia­to del­la lin­ea ad alta veloc­ità (Tav) nell’area a sud, mai pro­pos­ta dal­la Regione nelle con­feren­ze di servizi rel­a­tive al trac­cia­to. Per quan­to riguar­da la Metro lit­to­ri­na del Gar­da, si chiede quali anal­isi siano state fat­te per ver­i­fi­care il pos­si­bile recu­pero di trac­ciati e il ripristi­no di linee storiche e quali finanzi­a­men­ti siano pre­visti. Al pun­to Mobil­ità acquea, i por­ti pre­visti sono in con­trasto con il piano ter­ri­to­ri­ale regionale di coor­di­na­men­to, quin­di se ne chiede lo stral­cio». Legam­bi­ente con­tes­ta anche i Prog­et­ti strate­gi­ci: «Ven­gono indi­vid­uati in maniera ecces­si­va: un elen­co infini­to di nuovi por­ti, di cen­tri ippi­ci e di campi di golf. Con ciò si vuole con­sen­tire nuo­va edi­fi­cazione. Il monte Bal­do si prevede, da anni, che diven­ga par­co nat­u­rale, ma in Comu­ni come San Zeno di Mon­tagna e Fer­rara di Monte Bal­do, si è per­me­s­sa la nasci­ta di sec­onde case e di vil­lag­gi tur­is­ti­ci che han­no stra­volto l’ambiente. Per­ciò si pro­pone di inserire nel par­co un’area più vas­ta alle zone som­mi­tali pre­viste, in par­ti­co­lare sul ver­sante garde­sano dove le mire spec­u­la­tive sono più forti».Al capi­to­lo «con­trib­u­to dei Comu­ni» le pro­poste par­ti­co­lari inserite «sono l’esempio di un mod­el­lo di gov­er­no del ter­ri­to­rio che ha prodot­to l’attuale dis­as­tro ambi­en­tale. Si chiede quin­di lo stral­cio di tutte le pro­poste dei Comu­ni e in par­ti­co­lare van­no respin­ti il prog­et­to di 120 unità abi­ta­tive a Mar­ci­a­ga nel Comune di Coster­mano; la mod­i­fi­ca del perimetro di sal­va­guardia dell’anfiteatro moreni­co di Riv­o­li in Comune di Affi; la vas­ta zona alberghiera pro­pos­ta dal Comune di Mal­ce­sine, in area a ris­chio idro­ge­o­logi­co».

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