Rivoluzione per il Bardolino e il Chiaretto: approvata la modifica del disciplinare che liberalizza tutti i tipi di tappo

30/07/2013 in Attualità
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Di Luigi Del Pozzo

È una pic­co­la riv­o­luzione quel­la mes­sa in atto dal Con­sorzio di tutela del Bar­dolino: è sta­to lib­er­al­iz­za­to l’utilizzo di qualunque tipolo­gia di tap­pi per le bot­tiglie del Bar­dolino e del­la sua ver­sione rosa­ta, il . La mod­i­fi­ca in tal sen­so del dis­ci­pli­nare di pro­duzione è sta­ta approva­ta dal Comi­ta­to nazionale vini nel­la sedu­ta del­lo scor­so 23 luglio. La nuo­va dizione dell’articolo 8 del dis­ci­pli­nare del­la doc del Bar­dolino e del Chiaret­to prevede ora sem­plice­mente che per i vini del­la denom­i­nazione “è obbli­ga­to­rio l’uso delle tradizion­ali bot­tiglie e fiaschi di vetro”, sen­za alcu­na indi­cazione del tipo di chiusura (che invece era espres­sa­mente indi­ca­ta in prece­den­za) ed inoltre che per il Bar­dolino “sen­za alcu­na speci­fi­cazione aggiun­ti­va”, si pos­sono uti­liz­zare anche i bag-in-box fino a 3 litri. Di fat­to, si trat­ta di una delle norme in asso­lu­to più elas­tiche dell’intero panora­ma vini­co­lo ital­iano.

La lib­er­al­iz­zazione dei sis­te­mi di chiusura dei nos­tri vini – spie­ga il pres­i­dente del Con­sorzio di tutela del Bar­dolino, – era un’esigenza sen­ti­ta per pot­er rispon­dere effi­cace­mente alla doman­da prove­niente dai dis­trib­u­tori e dai con­suma­tori soprat­tut­to di numerosi Pae­si europei ed extraeu­ropei, che man­i­fes­tano un cres­cente inter­esse per i vini con­fezionati con chiusure alter­na­tive rispet­to al tradizionale tap­po di sug­hero o di mate­ri­ale sin­teti­co, in par­ti­co­lare quan­do si trat­ti di vini di pronta beva come i nos­tri. Appe­na emana­to il decre­to che con­sen­ti­va di rivedere le vec­chie norme, il Con­siglio di ammin­is­trazione e l’Assemblea dei soci del Con­sorzio del Bar­dolino han­no delib­er­a­to una vari­azione del dis­ci­pli­nare, superan­do ogni prece­dente pre­vi­sione che impedisse il libero uti­liz­zo di qualunque for­ma di chiusura. Ora il Comi­ta­to nazionale vini, cui va il ringrazi­a­men­to per la sen­si­bil­ità dimostra­ta, ha approva­to la mod­i­fi­ca del dis­ci­pli­nare, per cui i tap­pi alter­na­tivi, final­mente, non sono più un tabù.”

Per il Con­sorzio del Bar­dolino e per i suoi pro­dut­tori res­ta solo un ulti­mo scoglio da super­are ver­so la totale lib­er­al­iz­zazione: con­sen­tire che si pos­sa usare il bag-in-box non solo per il Bar­dolino, ma anche per il Chiaret­to. “Il prob­le­ma – dice il pres­i­dente del Con­sorzio di tutela – è pret­ta­mente buro­crati­co e deri­va da un elen­co che si tro­va alle­ga­to al decre­to che rego­la le doc ital­iane. In tale elen­co, si cita il ter­mine Chiaret­to tra le men­zioni per le quali è pos­si­bile con­fezionare il solo in bot­tiglia di vetro. Si trat­ta insom­ma di un anacro­nis­ti­co imped­i­men­to di natu­ra for­male, che spe­ri­amo ven­ga super­a­to, per­ché soprat­tut­to le popo­lazioni nordiche man­i­fes­tano una forte sen­si­bil­ità per forme di chiusura e di con­fezion­a­men­to dei vini che siano alter­na­tive rispet­to a quelle tradizion­ali, e questo per ragioni di carat­tere prati­co, come una mag­giore facil­ità di aper­tu­ra, di con­ser­vazione e di uti­liz­zo, e per motivi di carat­tere eco­logi­co, come una mag­giore facil­ità nel­lo smal­ti­men­to dei rifiu­ti o la pref­eren­za per prodot­ti con­fezionati con mate­ri­ali agevol­mente rici­cla­bili. In questi Pae­si il con­sumo del vino è sostanzial­mente nuo­vo e non esistono per­tan­to for­mal­is­mi tradizion­ali: è assur­do che un cav­il­lo buro­crati­co ci impedis­ca di sod­dis­fare le loro richi­este di bag-in-box di Chiaret­to.”

 

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