Rolls-Royce Centenary Alpine Tour a Riva del Garda

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Di Redazione

Esat­ta­mente cen­to anni fa tre mod­el­li del­la fac­to­ry inglese Rolls-Royce parti­vano per un raid auto­mo­bilis­ti­co tra le Alpi, oggi, 30 luglio 2013, Riva del Gar­da e due dei suoi più pres­ti­giosi alberghi il Resort Lido Palace e il Du lac et du Parc, ospi­tano una tap­pa del Rolls-Royce Cen­te­nary Alpine Tour, ripe­tizione del­lo stori­co raid avvenu­to nel 1913. Nel 1913 le Rolls-Royce Sil­ver Ghost com­ple­tarono un viag­gio di 1850 miglia tra le mon­tagne e le val­li alpine di Aus­tria, Italia, Slove­nia e Croazia per cer­ti­fi­care nuovi stan­dard di qual­ità auto­mo­bilis­ti­ca e per per­me­t­tere poi all’azien­da inglese di intro­durre varie novità tecnologiche.

Oggi come allo­ra questo raid fu un tri­on­fo medi­ati­co che vide inter­es­sati gior­nali inter­nazion­ali come per esem­pio il New York Times e il Dai­ly Telegraph.

Il per­cor­so parti­va da Vien­na e con­ta­va tappe, tra le altre, a Sal­is­bur­go, Inns­bruck, Riva del Gar­da, Tri­este e Kla­gen­furt, con rien­tro anco­ra a Vienna.
Quan­do la carovana giunse a Riva del Gar­da fu accol­ta da fuochi d’ar­ti­fi­cio e barche illuminate.
Il grup­po per­not­tò al Lido Palace, oggi hotel di lus­so a cinque stelle. L’ac­coglien­za fu tal­mente apprez­za­ta dai parte­ci­pan­ti che, a fine raid, alcu­ni di loro vi ritornarono autono­ma­mente per sog­giornarvi alcu­ni giorni.

Il raid, che nel 1913 fu ten­ta­to da James Radley, ver­rà ripetu­to cen­to anni dopo da 47 vet­ture Sil­ver Ghost, costru­ite tra il 1912 e il 1925.
Dato che ai pro­pri­etari delle auto era vieta­ta l’aper­tu­ra dei loro cofani per impedire che effet­tuassero riparazioni durante il per­cor­so, l’affid­abil­ità tec­ni­ca era di fon­da­men­tale importanza. 
Oggi i nuovi mod­el­li Rolls sono dotati di cam­bio a otto marce, col­le­ga­to ad un sis­tema di satel­litare capace di selezionare autono­ma­mente il rap­por­to ide­ale per ogni per­cor­so e di usare marce adeguate.
Le tre Sil­ver Ghost, nel 1913, non era­no ovvi­a­mente dotate del­la stes­sa attrez­zatu­ra, ma era­no comunque in gra­do di vali­care qual­si­asi pas­so alpino, anche in pre­sen­za di neve, e fu pro­prio per questo che le tre vet­ture ven­nero sopran­nom­i­nate “Aquile”.

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