Il sindaco Chincarini: «Magari la burocrazia imporrà i suoi tempi, ma rispetto al silenzio di prima questo è un passo avanti»

Roma scioglie i dubbisul futuro della Fortezza

Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Uno dei gioiel­li più preziosi del pat­ri­mo­nio stori­co e architet­ton­i­co nazionale. La con­fer­ma del val­ore del­la piaz­zaforte aril­i­cense arri­va da Roma, dove l’agenzia del Demanio ha pre­sen­ta­to alle mas­sime autorità del Paese «Il cen­si­men­to del pat­ri­mo­nio immo­bil­iare del­lo Sta­to»: oltre 700 mila beni, accu­rata­mente sche­dati. Tra questi il Demanio ne ha iden­ti­fi­cati 2500 «ad alto poten­ziale di val­oriz­zazione»: un elen­co ristret­to in cui rien­tra­no le strut­ture del­la Fortez­za di Peschiera., il sin­da­co, era tra gli invi­tati alla pre­sen­tazione del cen­si­men­to «che a quan­to pare è sta­to fat­to per la pri­ma vol­ta in modo così det­taglia­to. Adesso che il quadro è chiaro, l’auspicio è che sia più sem­plice arrivare a deci­sioni sulle des­ti­nazioni di immo­bili che altri­men­ti rischi­ano di restare chiusi e inuti­liz­za­ti per anni». Pri­ma con­seguen­za di quan­to emer­so a Roma la «mis­sione, lunedì alle 10 a Venezia, alla Soprint­en­den­za regionale, di una del­egazione del Comune. Ne farà parte anche il prog­et­tista incar­i­ca­to del­la redazione del Piano di area ter­ri­to­ri­ale inter­co­mu­nale (Peschiera con Castelnuovo).«Sono sem­pre molto cau­to e conoscen­do i tem­pi del­la buro­crazia non cre­do vedremo tan­to in fret­ta chissà quali deci­sioni. Cer­to, rispet­to al silen­zio di pri­ma, quel­lo che è accadu­to è già qual­cosa. E lunedì spero che si inizierà a ragionare sul nos­tro pat­ri­mo­nio stori­co architet­ton­i­co, su cui va fat­to un pre­ciso dis­tin­guo: da un lato», sot­to­lin­ea Chin­car­i­ni, «ci sono gli edi­fi­ci real­iz­za­ti dagli aus­triaci nel cen­tro stori­co, all’interno del­la cosid­det­ta “piaz­zaforte” che pro­prio per questo è vin­co­la­ta nel suo com­p­lesso». «Queste costruzioni potran­no essere ogget­to dei “prog­et­ti di val­oriz­zazione del cen­tro stori­co” e messe “a red­di­to”: non potran­no essere ven­dute ma date in ges­tione. Sul come e per quale fine, dal­la sede uni­ver­si­taria di cui si è par­la­to ad altre soluzioni, decider­an­no Sta­to, Comune e gli even­tu­ali pri­vati coinvolti».Diversa la situ­azione dell’area di Bor­go Sec­o­lo ester­na all’area vin­co­la­ta e che può essere cedu­ta. «Anche in questo caso, però, l’interlocutore deve rap­por­tar­si con il Comune che potrà dare indi­cazioni. Rimane fer­mo il fat­to che le deci­sioni finali sono prese a Roma».La novità riguar­do ai beni dema­niali por­ta il sin­da­co a sof­fer­mar­si anche sul­la Palazz­i­na stor­i­ca: l’edificio, in , è in con­ces­sione al Comune. «Stori­co» lo è per aver ospi­ta­to, l’8 novem­bre 1817, il con­veg­no inter­al­leato che decise la resisten­za sul Piave e le sor­ti del­la pri­ma guer­ra mondiale.«Ci prepari­amo a cel­e­brare il 90° anniver­sario dell’evento. Il Comune ha e intende man­tenere la con­ces­sione del­la Palazz­i­na che in questi anni ha richiesto inter­ven­ti di manuten­zione e con­ser­vazione. L’ul­ti­mo dovrebbe par­tire la prossi­ma set­ti­mana: la Soprint­en­den­za», con­clude Chin­car­i­ni, «ha final­mente defini­to il col­ore per la rit­in­teggiatu­ra esterna».