«Dovete scusarmi la mia agenzia vi ha preso in giro»

Ron chiede personalmente scusa con una lettera

06/08/2000 in Spettacoli
Di Luca Delpozzo
Ron

Caro diret­tore, vor­rei spie­gare a lei, al suo gior­nale e soprat­tut­to ai cit­ta­di­ni di Tor­ri, cosa è vera­mente suc­ces­so la sera del 28 luglio 2000. Quel giorno arri­vo a Verona nel pomerig­gio per fare una lun­ga inter­vista in diret­ta a Match Music. Alle 19 cir­ca rice­vo una tele­fona­ta dall’ufficio dell’agenzia che trat­ta e orga­niz­za i miei con­cer­ti, in cui mi si comu­ni­ca che alle 19,30 l’Amministrazione comu­nale nelle vesti del sin­da­co, vuole fes­teggia­re i miei trent’anni di attiv­ità, donan­do­mi le chi­avi del­la cit­tà di Tor­ri. Tut­to questo mi ono­ra, ma nel­lo stes­so tem­po mi infas­tidisce il fat­to di non essere sta­to avver­ti­to pri­ma, il chè mi impedisce di essere sul pos­to pri­ma delle 20. Alle 20,15 arriva­to a Tor­ri, il respon­s­abile del­la mia agen­zia mi riferisce che il sin­da­co mi avrebbe dona­to le chi­avi del­la cit­tà o all’inizio o alla fine del con­cer­to, che avrei dovu­to tenere ad Albisano la sera stes­sa. Ven­go accom­pa­g­na­to ad un ris­torante dove tran­quil­la­mente inizio a cenare. Alle 21,15, lo stes­so respon­s­abile del­la mia agen­zia chia­ma il por­tatile del mio seg­re­tario, dicen­do che pri­ma delle 21,30, ora in cui avrebbe dovu­to avere inizio il con­cer­to, il sin­da­co sarebbe sta­to felice di don­ar­mi le chi­avi del­la cit­tà di Tor­ri in un luo­go impre­cisato, dicen­do inoltre di aver dovu­to inventare (per sal­vare il buon nome del­la sua agen­zia) che la mia auto si era guas­ta­ta, per cui sarebbe sta­to meglio uscire dal retro del ris­torante per non dare nell’occhio. All’uscita, vedo per la pri­ma vol­ta il mio man­i­festo appe­so al ban­cone del ris­torante in cui si ripor­ta chiara­mente che la cit­tad­i­nan­za è invi­ta­ta sul­la piaz­za di Tor­ri per fes­teggia­r­mi e con­seg­n­ar­mi le chi­avi alle ore 19,30. A questo pun­to com­in­cio ad inner­vosir­mi molto. Sola­mente arrivan­do sul pos­to, sco­pro che si trat­ta di una vera fes­ta con tan­to di pal­co allesti­to per l’occasione e un folto pub­bli­co che mi sta aspet­tan­do affet­tu­osa­mente dalle 19,30. Sal­go sul pal­co con grande imbaraz­zo, cer­can­do di spie­gare l’accaduto, ren­den­do­mi con­to del­la pre­sa in giro da parte del­la mia agen­zia, non solo nei miei con­fron­ti, ma soprat­tut­to nei con­fron­ti del­la cit­tad­i­nan­za. La mia rab­bia (non sicu­ra­mente con­tro alcu­ni dei cit­ta­di­ni che mi con­tes­ta­vano, ma con­tro le per­sone respon­s­abili di tut­to ciò) è tale da non potere più con­trol­lar­mi, e las­cio il pal­co. Ques­ta è la cronaca esat­ta di ciò che real­mente è accadu­to. Caro diret­tore, non mi è mai suc­ces­so di rea­gire in questo modo; non è nel mio stile. Rib­adis­co le mie scuse a tut­ti e spero che pos­si­ate capire.