Non c'è volatile che non abbia provato la «clinica» di S.Giacomo

Rondini, colibrì e pappagalli: tutti in cura

05/10/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo

Quali uccel­li cura Mar­co Rigat­ti? Un po’ tutte le specie sia autoc­tone che di pas­sag­gio: si va dagli inset­tivori come ron­di­ni e passeri, o passeri soli­tari, ai granivori comu­ni (fringuel­lo, canari­no, cardelli­no), e il ver­done, oppure gli onnivori come tor­di, storni e mer­li. Uccel­li di pas­sag­gio sono i rapaci come gufo reale o civet­ta, uni­ti alla locale poiana, men­tre non si con­tano le specie di palmi­pe­di, oche, ana­tre e cig­ni. Agli uccel­li in lib­ertà si aggiun­gono quel­li da gab­bia, prove­ni­en­ti per­lop­iù da Giap­pone o Cina, come i numerosi tipi di pap­pa­gal­lo, col­i­brì o i mer­av­igliosi Lizard.“Le specie di uccel­li sono aumen­tate in questi anni, per l’im­mis­sione di numerosI esem­plari stranieri. Gli effet­ti si vedono negli incro­ci”, con­fes­sa Rigat­ti, addi­tan­do­ci un bel­lis­si­mo incro­cio di lucheri­no e canari­no, il“lucherinato”, che vive in gab­bia insieme con l’in­cro­cio di canari­no e fringuel­lo, il“canarinato”, un minus­co­lo uccel­lo con penne a metà tra il nero e il gial­lo. Sug­li incro­ci Rigat­ti ha una serie impres­sio­n­ante di infor­mazioni, che ci trasmette in , men­tre moglie e figlio stan­no a guardare, anche loro affas­ci­nati dal suo modo di trattare gli uccel­li. Ma è in sof­fit­ta che Rigat­ti ha il suo luo­go nat­u­rale, e dove tor­na spes­sis­si­mo per vivere insieme alle crea­ture pen­nute. Lo las­ci­amo inten­to a lis­cia­re le penne di un minus­co­lo lucheri­no appe­na mor­to in gab­bia: nem­meno San Francesco potrebbe lis­cia­r­le con più affetto.

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