I timori avvalorati dal sindaco in un’assemblea a Fasano. Le Poste all’ex hotel Centrale? Il rischio è che non riapra, ma diventi un «residence di lusso»

S. Corona, ospedale in bilico

29/01/2006 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Il San­ta Coro­na chiu­so, le poste che tagliano gli orari di aper­tu­ra dell’ufficio, la costruzione del­la passeg­gia­ta a lago, i lavori nell’ex hotel Cen­trale, ecc. Sono molte le ques­tioni esam­i­nate a Fasano, nel cor­so di una pub­bli­ca assem­blea. Al tavo­lo dei rela­tori: il sin­da­co di Gar­done Riv­iera Alessan­dro Baz­zani, il vice Euge­nio Mus­ciot­to, l’assessore Ric­car­do Zumi­ani. Con la pos­si­bil­ità, da parte del pub­bli­co, di inter­venire in «dis­or­dine spar­so». Il San­ta Coro­na, ospedale di pro­pri­età del Civile di Bres­cia, è sta­to dichiara­to inag­i­bile subito dopo il ter­re­mo­to del 24 novem­bre 2004, e non più ria­per­to. Quel­la notte i pazi­en­ti, tutte per­sone che han­no avu­to prob­le­mi di cuore (infar­tuati, sot­to­posti a oper­azioni chirur­giche) e trascor­rono un peri­o­do di riabil­i­tazione sul Gar­da, dove il cli­ma è mite, furono trasfer­i­ti altrove, in fret­ta e furia. Come se l’edificio stesse per crol­lare. «Il diret­tore gen­erale del Civile, Lucio Mas­tro­mat­teo, ha pre­sen­ta­to richi­es­ta in Regione per ottenere 800 mila euro — ha spie­ga­to il sin­da­co — da des­tinare alla ristrut­turazione dell’immobile. E dovrebbe pren­der­li tut­ti. L’interrogativo è lega­to al rien­tro dei car­diopati­ci. Con le elezioni par­la­men­tari in vista, nes­suno si muove e prende deci­sioni. Il Civile ha stip­u­la­to un accor­do con Vil­la Gem­ma. La strut­tura pri­va­ta (appar­tiene al grup­po che fa capo a Mar­co Bonomet­ti, delle Officine mec­ca­niche rez­za­te­si, ndr) ha mes­so a dis­po­sizione due piani. L’accordo, scadu­to il 31 dicem­bre, è sta­to appe­na rin­no­va­to fino al 30 giug­no. In atte­sa di even­ti». In pas­sato il S.Corona era una vil­la patrizia adibi­ta a colo­nia esti­va, con splen­di­do gia­rdi­no a lago: un cen­tro pedi­atri­co di pre­ven­zione per malat­tie reumatiche. E’ diven­ta­ta ospedale nel ’65, aggre­ga­to al Civile di Bres­cia nel ’78. L’ul­ti­ma ristrut­turazione: nel ’96, con la creazione di una pic­co­la ala, di un parcheg­gio da 25 auto sul­la pias­tra sopras­tante e il miglio­ra­men­to dei servizi igien­i­ci. Ave­va un centi­naio di posti let­to (due sezioni maschili, una fem­minile e alcune camere sin­gole a dif­feren­zi­azione alberghiera), altret­tan­ti i dipen­den­ti, dieci i medici, 35 gli infer­mieri pro­fes­sion­ali), 2500–2600 i ricoverati nel­l’ar­co di un anno. Al momen­to del­la chiusura per ter­re­mo­to dispone­va di 61 posti let­to accred­i­tati, ora trasfer­i­ti (provvi­so­ri­a­mente) a Vil­la Gem­ma. «Noi chiedi­amo che ritorni­no al S.Corona, e non vadano altrove — ha det­to l’assessore Lau­ra Vol­pa­to -. A tale propos­i­to mi auguro che gli enti sovrac­co­mu­nali si muo­vano e ci diano una mano». Non man­ca chi ha soll­e­va­to inter­rog­a­tivi sul con­trib­u­to di 800 mila euro del­la Regione: «Sarà uti­liz­za­to per ridare fun­zion­al­ità all’ospedale? O per sis­temare l’edificio, e vender­lo come res­i­dence?». Rispos­ta di Baz­zani: «Temo quest’ultima ipote­si». Il con­siglio comu­nale ha già approva­to una mozione per rib­adire che non intende con­cedere il cam­bio di des­ti­nazione del fab­bri­ca­to. Se ci fos­se la pos­si­bil­ità di trasfor­mar­lo in appar­ta­men­ti, dal­la ces­sione si ricavereb­bero parec­chi mil­ioni di euro. A sosteg­no dell’ufficio postale, la cui attiv­ità è sta­ta ridi­men­sion­a­ta (tiene aper­to tre giorni, anzichè sei), lo scor­so mese di otto­bre sono state rac­colte 600 firme. L’altra sera il sin­da­co ha riper­cor­so le trat­ta­tive con­dotte in sede di Comu­nità mon­tana. Numerose, infat­ti, le local­ità che devono affrontare tagli: Mader­no, Navaz­zo e Cos­ta di Gargnano, Mag­a­sa, Valvesti­no, Tremo­sine. «Una soci­età sta ristrut­turan­do l’ex hotel Cen­trale — ha spie­ga­to Baz­zani -. I lavori dovreb­bero con­clud­er­si in tem­pi bre­vi. Noi otter­re­mo al piano ter­ra i locali da des­tinare all’ambulatorio, alla sala riu­nioni per gli abi­tan­ti del­la frazione e, appun­to, il nuo­vo uffi­cio postale, che così potrà traslo­care dal vici­no com­p­lesso Delle Rose, risparmian­do sul cos­to d’affitto. Nel­lo sti­lare la con­ven­zione, dovre­mo però chiedere ai respon­s­abili provin­ciali di rispettare deter­mi­nati impeg­ni. In più vor­rem­mo un Bancomat».