L’edificio del centro cardiologico verrà recuperato con contributi regionali ma non funzionerà

«S.Corona, soldi buttati»

19/10/2007 in Sanità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Il sin­da­co di Gar­done Riv­iera, Alessan­dro Baz­zani, ha invi­a­to una let­tera di protes­ta al nuo­vo asses­sore regionale alla san­ità, Luciano Bres­ciani, con­te­s­tando la defin­i­ti­va chiusura del S.Corona, e il trasfer­i­men­to dei posti let­to al Richiedei di Gus­sa­go. Crit­i­can­do altresì il fat­to che i lavori iniziati nelle set­ti­mane scorse (impor­to com­p­lessi­vo del prog­et­to: 800 mila euro) non ser­vono a nulla.L’ospedale di Fasano, des­ti­na­to alla riabil­i­tazione car­di­o­log­i­ca, non ha più ria­per­to i bat­ten­ti dal giorno del ter­re­mo­to, il 24 novem­bre 2004. Quel­la notte i pazi­en­ti furono trasportati in altre strut­ture. Poi è sta­ta siglata una con­ven­zione tem­po­ranea con Vil­la Gem­ma, sem­pre a Fasano, per avere a dis­po­sizione un cer­to numero di stanze. Ma dal 1 gen­naio 2008 il per­son­ale ver­rà assor­bito da Gussago.Intanto sono com­in­ciati i lavori di recu­pero del S.Corona. Stu­dio esec­u­ti­vo dell’architetto Mario Sab­ba­di­ni e dell’ingegnere Fran­co Vailati. La gara d’appalto, svol­ta dagli Spedali Civili di Bres­cia, pro­pri­etari dell’immobile, è sta­ta vin­ta dall’impresa Beni­amino Peri­ni di Tremo­sine, con un rib­as­so del 2,50% sul prez­zo a base d’asta, che era di 594 mila euro. Inter­ven­to finanzi­a­to dal­la . Si prevede di ter­minare entro il mag­gio 2008.«Per questi lavori di mes­sa in sicurez­za dell’edificio — dice il sin­da­co — ven­gono impeg­nati sol­di pub­bli­ci, che saran­no sicu­ra­mente spe­si per niente, in quan­to è già cer­to il trasfer­i­men­to del­la strut­tura. Mi com­piac­cio viva­mente del­la scelta — pros­egue ironi­ca­mente Baz­zani — di togliere posti let­to per la riabil­i­tazione all’istituto S. Coro­na per trasferir­li a Gus­sa­go, paese che, così leg­go sul bol­let­ti­no Lom­bar­dia notizie di otto­bre, dal pun­to di vista ambi­en­tale viene inser­i­to nel­la zona crit­i­ca A1, assieme a Bovez­zo, Nave, Sarez­zo, Gar­done Val­trompia, Lumez­zane, Vil­la Carci­na e altri».«Quando si trat­ta di garan­tire il dirit­to cos­ti­tuzionale alla tutela del­la salute — con­clude il sin­da­co — val­go­no più val­u­tazioni eco­nomiche di quelle di natu­ra ambi­en­tale: Gus­sa­go sì, anche se non è pro­prio il pos­to ide­ale; Gar­done no, anche se la salubrità del­la riv­iera è riconosci­u­ta da tutti».Fasano ha sem­pre accolto migli­a­ia di pazi­en­ti con prob­le­mi di cuore, da tut­to il Nord Italia, Adesso la chiusura, men­tre l’impresa edile lavora.

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