Stasera a Gardone Riviera è convocato un Consiglio comunale aperto sul futuro del centro di riabilitazione cardiologica di Fasano

S. Corona, un ospedale al bivio

22/08/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca - Bruno Festa

Ques­ta sera, alle ore 21, il sin­da­co di Gar­done Riv­iera ha indet­to un Con­siglio comu­nale aper­to per dis­cutere delle prospet­tive del­l’ospedale di Fasano, il S.Corona, che si occu­pa di ribil­i­tazione car­di­o­log­i­ca. L’in­ter­rog­a­ti­vo è: chiusura o ristrut­turazione? «Chiedi­amo che i prog­et­ti finanziari e le prospet­tive reali siano indi­cati chiara­mente e che non ci si lim­i­ti alle chi­ac­chiere per­ché, men­tre si dis­cute, il “S. Coro­na”, capi­to­la. Si dà la col­pa all’Azien­da di Bres­cia, invece il “S. Coro­na” è sta­to las­ci­a­to lan­guire, evi­tan­do i nec­es­sari inves­ti­men­ti. Ora si dice che è inadegua­to e va chiu­so». Anto­nio Moro, rap­p­re­sen­tante del­la Margheri­ta per l’al­to Gar­da, così chiarisce la posizione del suo par­ti­to, ponen­do l’ac­cen­to su un «dibat­ti­to che è uno spet­ta­co­lo dai toni sem­pre più grotteschi. Si con­tin­ua a perdere tem­po dis­cu­ten­do sen­za costrut­to del­l’Ospedale di Roè. Su di esso il Polo è spac­ca­to: Lega e An sono con­trari all’ipote­si per­ché dicono che non ci sono sol­di. Solo Forza Italia con , sin­da­co di Salò, e con Bruno Faus­ti­ni, pres­i­dente del­la Comu­nità mon­tana Par­co, insiste dicen­do il con­trario. L’u­ni­ca certez­za è che, pri­ma di costru­ire l’Ospedale a Roè, tut­ti i pre­si­di san­i­tari ver­reb­bero sman­tel­lati. Il ris­chio con­cre­to è che nem­meno Roè veda mai la luce». Quan­to al «San­ta Coro­na», con­tin­ua Moro, «la sua chiusura seg­n­erà l’ir­re­versibile decli­no di Fasano: l’ed­i­fi­cio, vin­co­la­to, con dif­fi­coltà tro­verà un’al­tra des­ti­nazione d’u­so». Moro allarga, quin­di, la rif­les­sione all’azien­dal­iz­zazione del­la san­ità in mano alla Regione: «E’ risul­ta­ta un penoso fal­li­men­to. Dove­va essere uno stru­men­to per ren­dere più effi­ciente ed eco­nom­i­ca la ges­tione del­la san­ità pub­bli­ca, in una cor­nice dove si inves­ti­va, ma è divenu­ta lo stru­men­to per chi­ud­ere ospedali pub­bli­ci, agevolare la san­ità pri­va­ta e mor­ti­fi­care le legit­time attese delle comu­nità locali con la chiusura dei pre­si­di ter­ri­to­ri­ali». Sec­on­do la Margheri­ta, «il des­ti­no di Fasano è seg­na­to, se non vi sarà una rad­i­cale inver­sione di ten­den­za nel­la polit­i­ca san­i­taria regionale. Nel frat­tem­po occorre una mobil­i­tazione dei cit­ta­di­ni, e non solo delle forze politiche, per chiedere che Fasano non ven­ga chiu­so. Non è una ques­tione di posti di lavoro, inter­es­sa la comu­nità di Fasano e tut­to il Gar­da, che si vede pri­va­to di un pre­sidio san­i­tario che dove­va essere, invece, riqualificato».

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