Santuario della Madonna del Carmine: spiccano i restaurati affreschi ex voto

S.Felice, la chiesa che guarda a Est

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Di Luca Delpozzo
Sandro Albertini Sandro Albertini

Lun­go la riv­iera occi­den­tale del , sui col­li del­la Valte­n­e­si che si affac­ciano al gol­fo di Salò, si tro­va San Felice del Bena­co. Il paese prende il nome di un mar­tire dei pri­mi tem­pi del­la Chiesa, le cui reliquie si con­ser­vano, fin dal tar­do Rinasci­men­to, nel­la chiesa dona­ta del mona­co benedet­ti­no padre Ange­lo Moni­ga, nati­vo del­la local­ità bena­cense. Dal pun­to di vista ammin­is­tra­ti­vo San Felice dipende dal­la Provin­cia di Bres­cia. Da quel­lo reli­gioso, invece, come molte altre local­ità riv­ierasche appar­tiene alla dio­ce­si di Verona. A cir­ca 500 metri dal cen­tro sorge l’antico san­tu­ario del­la Madon­na del Carmine. L’edificio medio­e­vale, ric­co di tesori d’arte, è meta tur­is­ti­ca e devozionale per molti vis­i­ta­tori. La chiesa, edi­fi­ca­ta nel 1452, fu con­sacra­ta a «San­ta Maria delle Gra­zie» con un par­ti­co­lare rifer­i­men­to al mis­tero dell’Annunciazione. Suc­ces­si­va­mente il san­tu­ario prese il nome di «Madon­na del Carmine» per la pre­sen­za dei Carmeli­tani, i frati del monte Carme­lo, che si impeg­narono con grande zelo nell’attività reli­giosa e car­i­ta­ti­va. La chiesa roman­i­co-got­i­ca deve la sua fama, più che alla sua architet­tura, agli affres­chi dell’interno. I dip­in­ti, gra­zie all’interessamento dei padri carmeli­tani, sono sta­ti restau­rati. Gli stes­si reli­giosi, rien­trati nel con­ven­to negli anni Cinquan­ta, li han­no ripor­tati alla luce rip­u­len­do l’intonaco, che nel Sei­cen­to, ai tem­pi del­la peste, li ave­va ricop­er­ti per tre sec­oli. Gli affres­chi apparten­gono in gran parte al XV e XVI sec­o­lo e sono opera di artisti del­la scuo­la pit­tor­i­ca lom­bar­do-vene­ta, con evi­den­ti influs­si del Man­teg­na, Fop­pa e Pao­lo Uccel­lo. Altro par­ti­co­lare di rilie­vo riguar­da i sogget­ti e le tem­atiche di questi affres­chi. Non esisten­do un filo logi­co artis­ti­co, reli­gioso o bicli­co che li leghi fra loro, ed essendo ignoti gli autori, è da ritenere ragionev­ole che siano opera di vari artisti che si ispi­ra­vano alla grande pit­tura del Quat­tro­cen­to. Alcu­ni sem­bra­no degli «ex voto», altri rac­con­tano la vita dei san­ti carmeli­tani, come Sant’Angelo, ucciso durante la pred­i­cazione a Lica­ta in Sicil­ia, al ritorno da un viag­gio a Gerusalemme. Gli affres­chi sono incas­to­nati nelle cam­pate delle cap­pelle che imprezio­si­vano la chiesa, i cui altari ven­nero asportati alla fine del Set­te­cen­to. Fra queste ricor­diamo quel­la del­la Nativ­ità, di Sant’Angelo, dei San­ti Sebas­tiano e Roc­co, del­la Mater Gra­ti­ae. Bel­lis­si­mi affres­chi rico­prono anche le pareti del pres­bi­te­rio, l’abside e la sacres­tia. Il san­tu­ario del­la Madon­na del Carmine di San Felice si può definire un «gioiel­lo artis­ti­co» del Bena­co. Uno dei luoghi sac­ri più amati e vis­i­tati del lago di Garda.

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