Era rimasto solo lo gnomone

S. Martino, così rivive l’antica meridiana

11/04/2004 in Attualità
Di Luca Delpozzo
e.dug.

È riap­parsa in tut­to il suo splen­dore la merid­i­ana del­la par­roc­chia di S. Mar­ti­no di Moni­ga (ret­ta da don Gio­van­ni Bertaio­la). La merid­i­ana è venu­ta alla luce durante il rifaci­men­to del tet­to dan­neg­gia­to dal­la grand­i­na­ta dell’agosto 2002. Sul­la parete nord del­la chiesa era sta­ta nota­ta la pre­sen­za del gno­mone (lo sti­lo di fer­ro infis­so nel muro che, illu­mi­na­to dal sole, proi­et­ta l’ombra sul­la merid­i­ana e indi­ca l’ora) che ave­va fat­to pen­sare all’esistenza di un’antica merid­i­ana. Il par­ro­co, par­lan­do con l’ex sin­da­co Alber­to Vale­rio, noto anti­quario, ne ha avu­ta con­fer­ma. Non solo Vale­rio si è reso disponi­bile nel dis­pen­sare con­sigli, ma ha anche finanzi­a­to il rifaci­men­to del­la merid­i­ana, dal momen­to che non era rimas­ta trac­cia dell’antica. L’esecutore dell’opera è sta­to Ezio Zorzi di Roè Vol­ciano. La scrit­ta in lati­no, che si tro­va sot­to la merid­i­ana, tradot­ta in ital­iano recita: «Qualunque ora pos­sa trovar­ti men­tre dipin­gi l’eternità». È un inno alla vita che ricor­da la bellez­za di ogni suo istante. Sopra la merid­i­ana sono incise tre let­tere, I H S, sig­ni­fica­ti­vo sim­bo­lo eucaris­ti­co: Gesù, sal­va­tore degli uomi­ni, è il sole che illu­mi­na e riscal­da, dan­do sen­so alla vita.