Domani si inaugura la parrocchiale restaurata

S. Nicola rinascea 3 anni dal sisma

03/11/2007 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
SE.ZA.

Guar­ite le ferite del ter­re­mo­to del 2004: i restau­ri del­la chiesa par­roc­chiale di Gar­done Riv­iera, che por­ta il nome di San Nico­la, e del vici­no ora­to­rio San Gio­van­ni Bosco sono ter­mi­nati, e domani si fes­teggerà la conclusione.In pro­gram­ma alle 11 mes­sa solenne, col vesco­vo ausil­iare di Bres­cia, mon­sign­or Francesco Beschi. Con­cele­br­eran­no il par­ro­co, don Ange­lo Per­la­to, e i sac­er­doti che sono sta­ti negli scor­si a Gar­done Riv­iera. A mez­zo­giorno la benedi­zione dell’oratorio, con l’aperitivo. Alle 13 il pran­zo al Mira­mon­ti di San Michele, la frazione in col­li­na. In ser­a­ta il concerto.L’intervento sul­la chiesa si è reso nec­es­sario in segui­to al ter­re­mo­to del 24 novem­bre 2004. Dopo le prime opere di mes­sa in sicurez­za, l’intera strut­tura è sta­ta raf­forza­ta con la posa di tiran­ti, il risana­men­to del­la vol­ta. L’impresa edile ha mes­so mano anche alla sacres­tia, alla torre cam­pa­naria e alla chieset­ta laterale.DON PARLATO ha riv­olto un appel­lo alle famiglie, chieden­do un sac­ri­fi­cio finanziario per far fronte ai notevoli costi. Le offerte sono bene accette. Al momen­to il bilan­cio par­la di spese per 613 mila euro, e di entrate per 274 mila euro, gran parte dei quali rice­vu­ti come con­trib­u­to dal­la Regione, nell’ambito degli stanzi­a­men­ti ero­gati dopo il sisma.Sta invece diven­tan­do pre­oc­cu­pante il caso di Morgna­ga. Per evitare crol­li, la chiesa, risalente al 14° sec­o­lo, e ded­i­ca­ta a Sant’Antonio Abate, è sor­ret­ta da tubi e impal­ca­ture, che cre­ano dis­a­gi ai pas­san­ti. Prog­et­to già mod­i­fi­ca­to su richi­es­ta del­la Soprintendenza.L’edificio è in sta­to pre­cario. Per il restau­ro occor­rono parec­chi quat­tri­ni (almeno un mil­ione e 250 mila euro, di cui il 90% cop­er­to dai fon­di pub­bli­ci). Sen­za dimen­ti­care che met­tere le mani su una strut­tura così anti­ca è sem­pre un’incognita. E altri 300 mila euro ser­vono per la sis­temazione del­la canonica.IL GRIDO DI DOLORE del par­ro­co non si fer­ma qui. Il ter­re­mo­to ha provo­ca­to crepe anche nelle chiese minori, come San Mar­ti­no di Tres­ni­co, San­ta Maria, San Michele. Esclusa S.Nicola, che domani fes­teggia la con­clu­sione dei lavori, e in questi tre anni non ha mai chiu­so i bat­ten­ti, i dan­ni ammon­tano com­p­lessi­va­mente a un mil­ione e 900 mila euro. Con­sid­er­a­to che si preve­dono altri 570 mila euro per opere non legate al sis­ma, e che da arriver­an­no un mil­ione e 320 mila euro a fon­do per­du­to, Don Par­la­to e i suoi fedeli dovran­no fare un grosso sfor­zo, costret­ti a reperire cir­ca un mil­ione e 150 mila euro per fron­teggia­re le necessità.

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