Occorre un battello spazzino!

S.O.S. alghe

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Di Luca Delpozzo

Più atten­zione ma qua­si un nul­la di fat­to, in con­cre­to, nei con­fron­ti delle due gran­di prob­lem­atiche che inci­dono sull’ecosistema del lago di Gar­da: la mas­s­ic­cia pro­lif­er­azione veg­e­ta­ti­va e la rego­lazione dei liv­el­li del lago. C’è delu­sione nelle parole del sin­da­co Umber­to Chin­car­i­ni dopo i due diver­si incon­tri, con­vo­cati rispet­ti­va­mente dall’Assessore provin­ciale all’ambiente e dal Prefet­to di Verona. «L’unico dato pos­i­ti­vo è che final­mente la macchi­na politi­co-ammin­is­tra­ti­va ha com­in­ci­a­to a par­lare dell’argomento», dice il sin­da­co, «ma è chiaro che ci vor­rà molto tem­po per arrivare a mod­i­fi­care uno sta­to delle cose divenu­to tale gra­zie anche al dis­in­ter­esse delle isti­tuzioni». Il pri­mo incon­tro si è tenu­to nel­la sede del­la Provin­cia, con­vo­ca­to dall’Assessore all’ambiente Camil­lo Pilati, che ha così dato segui­to all’iniziativa lan­ci­a­ta dal­lo stes­so Chin­car­i­ni un mese pri­ma a Peschiera. «Al tavo­lo di lavoro», ha pecisato il sin­da­co, r«hanno parte­ci­pa­to , con Verona, gli asses­sori all’ambiente di Bres­cia e Man­to­va e i sin­daci di Peschiera e Sirmione, i Comu­ni mag­gior­mente col­pi­ti dalle con­seguen­ze di questi prob­le­mi: l’obiettivo pre­fis­sato è che i rap­p­re­sen­tan­ti degli Enti diret­ta­mente inter­es­sati dal baci­no garde­sano entri­no a far parte del­la com­mis­sione min­is­te­ri­ale che sta­bilisce i lim­i­ti entro i quali deve essere rego­la­to il liv­el­lo del lago». Il Prefet­to di Verona ha, invece, riu­ni­to il Mag­is­tra­to alle acque di Venezia, da cui dipen­dono quel­li di Verona e Man­to­va, insieme ai sin­daci garde­sani: l’argomento era la bur­ras­ca del­lo scor­so novem­bre, con dan­ni sul­la cos­ta garde­sana per oltre mez­zo mil­iar­do, favorita dal liv­el­lo trop­po alto delle acque. Giampi­etro May­er­le, nom­i­na­to da pochi mesi mag­is­tra­to alle acque a Venezia, ha pre­so atto del­la situ­azione ver­i­fi­cat­a­si e ha garan­ti­to che una sim­i­le cir­costan­za non si ver­i­ficherà più. «Un atteggia­men­to cer­ta­mente pos­i­ti­vo ma che non servirà a mod­i­fi­care la vera causa di una rego­la­men­tazione dei liv­el­li che sino­ra ha garan­ti­to solo gli inter­es­si dei colti­va­tori del Con­sorzio di Man­to­va», sbot­ta Chin­car­i­ni. «Più acqua c’è nel Gar­da più il Con­sorzio guadagna: questo è un dato di fat­to per­ché l’uso dell’acqua per con­su­mi agri­coli non viene fat­ta pagare per quan­to si con­suma ma a mod­uli e a campi e non sem­pre viene fat­ta pagare per intero.» «Questo è il vero nodo da sciogliere», insiste il sin­da­co, «sen­za dan­neg­gia­re gli agri­coltori ma tenen­do con­to che l’acqua è un bene di tut­ti» Prob­lem­atiche che pos­sono trovare una soluzione? «Purtrop­po, però, non è così: i bat­tel­li spazz­i­ni per elim­inare gli accu­muli algali anco­ra non ci sono e la Regione non ha pre­vis­to fon­di per la rac­col­ta, ma lo Sta­to, per queste cose, dob­bi­amo capire che non c’è e che soluzioni e risorse dovran­no essere trovate dalle isti­tuzioni locali, Comu­ni, Provin­cia e Regione. » Giu­dit­ta Bolog­ne­si

Giuditta Bolognesi
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