L’edificio religioso risale a un periodo compreso tra IX e X secolo

S. Pietro in Oliveto, un tesoro di storia sotto le fondamenta

03/08/2004 in Attualità
Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

Anco­ra pochi giorni di lavoro, e la chieset­ta di San Pietro in olive­to a Limone, potrà con­sen­tire di alzare il velo su qualche seg­re­to. Fino ad oggi l’opera del­l’arche­ol­o­go Gian Pietro Bro­gi­o­lo, coa­d­i­u­va­to da 18 stu­den­ti del­l’ di Pado­va e da un grup­po di volon­tari garde­sani, sta proce­den­do cel­er­mente e por­tan­do i pri­mi buoni frut­ti: non inat­te­si, anzi sperati, se non addirit­tura mes­si in con­to. «Il solo rifer­i­men­to alla chieset­ta nel­la let­ter­atu­ra stori­co artis­ti­ca — spie­ga Bro­gi­o­lo — si deve a Gae­tano Panaz­za, con una gener­i­ca datazione tra il IX ed il X sec­o­lo. Gli inter­ven­ti, mes­si in atto da noi delle scorse set­ti­mane, sono inizial­mente con­sis­ti­ti nel­lo sca­vo che ha per­me­s­so di portare alla luce l’o­rig­i­nale pavi­men­to, che risale al IX sec­o­lo». Il lavoro in atto in questi giorni, e che pros­eguirà fino a tut­ta la pri­ma decade di agos­to, si allarga al ter­reno cir­costante il pic­co­lo edi­fi­cio sacro, e potrebbe ris­er­vare inter­es­san­ti novità. Al suo inter­no, la chieset­ta ospi­ta affres­chi del mil­letre­cen­to, men­tre la vol­ta del­l’ab­side e la sagres­tia sono di epoca suc­ces­si­va. «Si trat­ta di una delle chiesette pri­vate costru­ite da un pro­pri­etario lon­go­b­ar­do o car­olin­gio con la des­ti­nazione di chieset­ta funer­aria — con­tin­ua Bro­gi­o­lo — come stan­no a dimostrare le sepol­ture esterne». All’in­ter­no, l’u­ni­ca scul­tura rimas­ta è un’ac­quas­antiera che risale al IX‑X sec­o­lo, men­tre all’ester­no sono state fino ad ora sca­v­ate 12 sepol­ture, data­bili tra l’ot­ta­vo ed il nono sec­o­lo. La mag­giore di queste è cop­er­ta da una grande las­tra di pietra, con cus­ci­no, ed è sta­ta costru­i­ta con­tem­po­ranea­mente alla chieset­ta. La pietra uti­liz­za­ta è quel­la rossa, di cui vi era­no cave anche in zona, ma non è esclusa la prove­nien­za veronese. Alcune sepol­ture sono state aperte solo nei giorni scor­si: era­no intat­te. Altre risul­tano manomesse, con inser­i­men­to alla rin­fusa di ossa: un inter­ven­to verosim­il­mente risalente ad epoca sei­cen­tesca. E, in effet­ti, coc­ci del Sei­cen­to sono emer­si. Le tombe più recen­ti sono datate tra il X ed il XII sec­o­lo, i loro muri non sono legati con mal­ta. Man­cano, però, spie­gazioni o corre­di che per­me­t­tano una migliore com­pren­sione. I lavori di sca­vo sulle tombe han­no per­me­s­so il recu­pero di altro mate­ri­ale, tra cui lat­er­izi di epoca romana (come sono fini­ti qui? si chiede Bro­gi­o­lo) e macine di età romana e altome­dievale. Queste le certezze che, si dice­va, non rap­p­re­sen­tano una sor­pre­sa vera e pro­pria per l’arche­ol­o­go. Inter­rog­a­tivi affasci­nan­ti sor­gono, invece, in mer­i­to al pros­egui­men­to dei lavori sul ter­reno cir­costante la chieset­ta, specie nel pra­to ret­rostante l’ab­side. Forse, pro­prio questo ter­reno all’om­bra di un anti­co olive­to potrebbe nascon­dere la casa del pro­pri­etario del­la chieset­ta funer­aria, verosim­il­mente con muri di più anti­ca edi­fi­cazione, prece­den­ti il 7° sec­o­lo. Sorge, nel frat­tem­po, un altro inter­rog­a­ti­vo, lega­to ad una leggen­da tra­man­da­ta ma mai dimostra­ta fino ad ora: pare che l’an­ti­co abi­ta­to di Limone sorgesse pro­prio nel­la zona del­l’o­live­to, la stes­sa che oggi ospi­ta la chiesa e nasconde altri edi­fi­ci. Que­si­ti a cate­na, come si vede, scate­nati da un inter­ven­to che si era reso nec­es­sario per ovviare ad un incon­ve­niente piut­tosto comune: l’in­fil­trazione di acqua dalle fon­da­men­ta del­la pic­co­la chiesa in mez­zo agli olivi.

Parole chiave: