L’edificio è del XVI secolo, opere di restauro vennero effettuate quarant’anni fa. Dalla Fondazione Comunità bresciana un aiuto di 20mila euro

S. Rocco, rinasce la chiesetta

06/10/2004 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

Pros­eguono i lavori per il restau­ro del­la chieset­ta di San Roc­co, a Limone. L’in­ter­ven­to è reso pos­si­bile anche dal sosteg­no del­la «Fon­dazione del­la Comu­nità bres­ciana» pre­siedu­ta da Gia­co­mo Gnut­ti, che ha appog­gia­to l’inizia­ti­va con 20.000 euro. Si era inizia­to a met­tere mano alla chieset­ta nel­l’aprile scor­so per effet­tuare le oper­azioni di restau­ro pro­poste, con approvazione del­la Soprint­en­den­za per i beni architet­toni­ci ed il pae­sag­gio di Bres­cia nel­l’agos­to 2002. Lun­go l’e­len­co dei lavori che stan­no tenen­do con­to del­l’as­portazione mec­ca­ni­ca delle efflo­rescen­ze saline alla fer­matu­ra di scaglie di col­ore, soll­e­vate medi­ante iniezione di mis­cela idrauli­ca a base di calce e ossi­do di sili­cio ven­ti­la­to. Altre opere: demolizione delle vec­chie malte, ripristi­no del­l’ade­sione tra i vari strati di intona­co, rimozione dei sali sol­u­bili pre­sen­ti negli strati super­fi­ciali del­l’in­tona­co e tra l’in­tona­co stes­so e la muratu­ra, puli­tu­ra del­la super­fi­cie ed asportazione dei vec­chi ritoc­chi alterati, asportazione dei residui di scial­bo pre­sen­ti sui dip­in­ti e rifini­tu­ra medi­ante pen­nel­li in fibra di vetro, dis­in­fezione del­la super­fi­cie pit­tor­i­ca e degli intonaci, stuc­catu­ra, inte­grazione pit­tor­i­ca delle lacune con col­ori ad acquarel­lo. Sono sta­ti pre­si in con­sid­er­azione anche gli intonaci non dip­in­ti, con rimozione delle vec­chie tin­teggia­ture, demolizione delle malte che rico­prono le par­ti dip­inte, stuc­catu­ra, dis­in­fezione del­la super­fi­cie pit­tor­i­ca, inton­azione cro­mat­i­ca delle stuc­ca­ture con pig­men­ti per affres­co legati con lat­te di calce. La chieset­ta di San Roc­co è sta­ta costru­i­ta nel sedices­i­mo sec­o­lo, con qualche aggiun­ta nei due sec­oli suc­ces­sivi: affres­chi alle pareti e cam­panile. L’ed­i­fi­cazione è lega­ta ad un ringrazi­a­men­to dei limone­si scam­pati alla peste. Notevoli dan­ni ven­nero accusati nel cor­so del­la pri­ma guer­ra mon­di­ale. Il con­fine, infat­ti, pas­sa­va pochissi­mi chilometri a nord del­l’abi­ta­to e i limone­si furono costret­ti all’e­vac­uazione del loro paese, trovan­do ospi­tal­ità a Gar­done Riv­iera e Toscolano. Opere di restau­ro ven­nero affrontate una quar­an­ti­na di anni orsono: in quel­la occa­sione ven­nero alla luce affres­chi orig­i­nali, che risal­go­no al ‘500.