Teatro, don Camillo padre Brown e i figli di Guareschi

Sabato al palacongressi

11/02/2005 in Manifestazioni
Di Luca Delpozzo
Angelo Peretti

Ci sono due preti di intra­montabile suc­ces­so nel­la let­ter­atu­ra popo­lare. Sono don Camil­lo di Gio­van­ni Guareschi e padre Brown, di Gilbert Kei­th Chester­ton. Il pri­mo era in perenne con­flit­to con il sin­da­co Pep­pone nell’Italia del dopoguer­ra, l’altro face­va il detec­tive per caso nell’Inghilterra d’inizio Nove­cen­to. Entram­bi sono sta­ti i per­son­ag­gi car­dine di for­tu­nate serie cin­e­matogra­fiche e tele­vi­sive: indi­men­ti­ca­bile il don Camil­lo imper­son­ato da Fer­nan­del, altret­tan­to fis­sato nel­la memo­ria col­let­ti­va Rena­to Ras­cel, che in tele­vi­sione ves­ti­va i pan­ni di padre Brown. «Il ritorno di don Camil­lo e padre Brown» è il tito­lo dell’inconsueto con­veg­no-spet­ta­co­lo che il cen­tro cul­tur­ale Pal del Vò pro­pone per il pomerig­gio di saba­to 12 feb­braio, a par­tire dalle ore 15, al palaz­zo dei con­gres­si di Gar­da, in col­lab­o­razione con l’amministrazione comu­nale, nell’ambito del trentasettes­i­mo ciclo di man­i­fes­tazioni del sodal­izio garde­sano guida­to da Gian­car­lo Maf­fez­zoli. In sala ci saran­no due ospi­ti d’eccezione: Car­lot­ta e Alber­to Guareschi, figli dell’autore del­la saga let­ter­aria di don Camil­lo. Sul pal­cosceni­co, a inter­pretare don Camil­lo, sarà Gior­gio Avanzi­ni, leader del Pic­co­lo Teatro, e assieme a lui saran­no pro­tag­o­nisti altri attori del grup­po teatrale riv­ieras­co: Pep­pone sarà imper­son­i­fi­ca­to da Mar­co Fras­sani, Pier­pao­lo Bat­tis­toli inter­preterà invece padre Brown, men­tre Ser­gio Bonomet­ti sarà impeg­na­to nel ruo­lo dell’investigatore Flam­beau. Il pomerig­gio prevede la recita di alcu­ni brani trat­ti dalle opere di Guareschi e di Cher­ster­ton, men­tre Car­lot­ta e Alber­to Guareschi si ritaglier­an­no pic­coli inter­ven­ti per rac­con­tare il rap­por­to del padre con la pro­pria creazione, don Camil­lo. L’ingresso è libero. L’iniziativa sem­bra avere tut­ti i cris­mi per dimostrar­si una maniera inno­v­a­ti­va di far cul­tura divertendo.