Per San Martino tre giorni di festa tra sacro e profano

Sagra patronale al via

07/11/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Enrico Dugoni

Moni­ga si prepara a fes­teggia­re il suo patrono San Mar­ti­no. La comu­nità in questi giorni si ritro­va uni­ta: l’appuntamento patronale, molto sen­ti­to, è orga­niz­za­to dal Comune e dall’Oratorio par­roc­chiale, con la col­lab­o­razione dell’Unione sporti­va e di molti volon­tari, tut­ti impeg­nati a preparare al meglio la ricor­ren­za. Saran­no tre giorni carat­ter­iz­za­ti da giochi per tut­ti, cole la tombo­la­ta, sport, cul­tura, musi­ca, gas­trono­mia, abbinati ai tradizion­ali momen­ti reli­giosi. La fes­ta si svol­gerà all’Oratorio par­roc­chiale, in strut­ture cop­erte e riscal­date. I giochi invece si svol­ger­an­no al cam­po poli­va­lente e sul piaz­za­le anti­s­tante. Domani 8 novem­bre alle ore 14 la fes­ta si apre con i giochi per ragazzi. Poi castagne e vin brulé per tut­ti. Alle 18 la mes­sa prefes­ti­va e, sem­pre alle 18, l’apertura del­lo stand gas­tro­nom­i­co con spe­cial­ità locali e otti­mo . La ser­a­ta sarà alli­eta­ta con musi­ca fino a mez­zan­otte. Domeni­ca mat­ti­na è in pro­gram­ma la passeg­gia­ta in bici­clet­ta, che richia­ma ogni anno centi­na­ia di parte­ci­pan­ti, aper­ta a tut­ti, non ago­nis­ti­ca. Il ritro­vo è in piaz­za San Mar­ti­no alle 8.45. Alle 10 la mes­sa solenne can­ta­ta con la parte­ci­pazione del­la Schola Can­to­rum diret­ta da Simon­et­ta Avi­go. Alle 12.30 pran­zo a base di minest­ri­na con fega­ti­ni, spiedo con polen­ta, con­torni, dessert, acqua e (a 18 euro, preno­tazioni all’Ufficio Ana­grafe). Alle 15 tombo­la­ta con ric­chi pre­mi. Alle 18 mes­sa e aper­tu­ra del­lo stand gas­tro­nom­i­co, quin­di musi­ca sino alle 24. Mart­edì 11 novem­bre, il giorno di San Mar­ti­no, nel­la par­roc­chiale a lui ded­i­ca­ta si cele­br­eran­no due messe solen­ni, sem­pre cel­e­brate dal par­ro­co don Gio­van­ni Bertaio­la, la pri­ma alle ore 10, quin­di alla 20 con la parte­ci­pazione del­la Schola Can­to­rum. La sto­ria di San Mar­ti­no meri­ta di essere rac­con­ta­ta. Nato nel 316 in un regione allo­ra bar­bar­i­ca, la Pan­non­ia, oggi parte dell’Ungheria, seguì il padre, un mil­itare di car­ri­era, che lo avviò al mestiere delle armi. A 15 anni già era guardia a cav­al­lo. A Pavia Mar­ti­no ebbe i pri­mi con­tat­ti con i cris­tiani e ricevette il bat­tes­i­mo, nonos­tante l’opposizione del­la famiglia. Si nar­ra che una notte alle porte di Amiens, si imbat­tè in un povero infred­dolito; sen­za esitare Mar­ti­no sguainò la spa­da e recise un lem­bo del suo man­tel­lo per rico­prir­lo. Atte­so il tem­po pre­scrit­to, a 38 anni ottenne il con­ge­do. Da allo­ra si dedicò all’evangelizzazione dei pagani. Nel 371 divenne vesco­vo di Tours. La sua attiv­ità durò per tut­ta la vita. Morì nel 397, l’11 novem­bre, che divenne il giorno del­la sua fes­ta. A S. Mar­ti­no una vol­ta si face­va il traslo­co, si tenevano le elezioni comu­nali e veni­vano rin­no­vati i pat­ti agrari. Le usanze e il cul­to sono di orig­ine gal­li­ca, per­ché fu la regione in cui egli visse. Per ren­der­lo accetta­to ai pagani si inven­tò la leggen­da del­la cap­pa, attra­ver­so la quale il san­to por­ta­va regali ai bam­bi­ni buoni, men­tre per i capric­ciosi deposi­ta­va una frusta.

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