E’ unica in provincia la struttura dell’ospedale Montecroce di Desenzano. Dotata di apparecchi e strumenti senza lattice

Sala operatoria antiallergia

Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Desenzano del Garda

Una sala oper­a­to­ria «latex free», ovvero attrez­za­ta per effet­tuare inter­ven­ti chirur­gi­ci su per­sone affette da aller­gia al lat­tice. È in fun­zione all’ospedale «Mon­te­croce» di Desen­zano, l’unica in provin­cia di Bres­cia e tra le poche in Lom­bar­dia. Nel noso­comio garde­sano lavo­ra­no al prog­et­to da tem­po, tan­to da arrivare pri­ma del­la stes­sa che di recente ha rac­co­manda­to l’allestimento di una sala oper­a­to­ria con queste carat­ter­is­tiche per provin­cia. Dell’allergia al lat­tice si sa molto come malat­tia pro­fes­sion­ale, ma il ris­chio che una per­sona in sala oper­a­to­ria è alto, tan­to da met­tere in peri­co­lo la stes­sa vita. La vul­ner­a­bil­ità è provo­ca­ta dal lat­tice pre­sente in quan­tità ele­vate negli ogget­ti e nelle attrez­za­ture di una sala oper­a­to­ria. Si cal­co­la che siano almeno 600 i «pezzi» real­iz­za­ti con ques­ta mate­ria pri­ma: pen­sate solo ai guan­ti usati dai medici, i tap­pi delle fle­bo, le sir­inghe, i tubici­ni dei res­pi­ra­tori, ecc. Ora, un’esposizione così mas­s­ic­cia e improvvisa può indurre reazioni leg­gere come un’orticaria, ma anche innescare veri e pro­pri shock anafi­lat­ti­ci capaci di portare fino al coma. È già accadu­to, e a tes­ti­mo­ni­are l’efficacia del prog­et­to di Desen­zano sono una deci­na di inter­ven­ti effet­tuati su pazi­en­ti aller­gi­ci al lat­tice; di questi ben quat­tro era­no sta­ti in coma in segui­to pro­prio ad oper­azioni chirur­giche effet­tuate in nor­mali sale oper­a­to­rie. L’allergia al lat­tice è una patolo­gia in cresci­ta, anche se al riguar­do non esistono ricerche pre­cise. I medici di Desen­zano han­no defini­to un pro­to­col­lo — con tan­to di cer­ti­fi­cazione Iso 9002 — per fron­teggia­re l’eventuale aller­gia dall’ingresso del paziente in ospedale all’intervento chirur­gi­co, fino al decor­so post-oper­a­to­rio. Il pun­to cru­ciale è ovvi­a­mente la cam­era oper­a­to­ria. Come spie­gano i medici del­la rian­i­mazione Nico­la Petruc­ci e Wal­ter Iacov­el­li e il coor­di­na­tore delle attiv­ità di sala oper­a­to­ria Enzo Formisano, una delle cinque sale del bloc­co è sem­pre pronta per oper­are chi lamen­ta allergie al lat­tice. È, in sostan­za, una sor­ta di cam­era «dou­ble-face» che fun­ziona nel modo seguente: per le per­sone aller­giche gli inter­ven­ti sono pro­gram­mati ogni lunedì. I locali sono svuo­tati com­ple­ta­mente dalle nor­mali attrez­zatu­ra, poi chiusi per 24 ore in modo da abbat­tere il numero degli aller­geni pre­sen­ti nell’aria. Il giorno dell’intervento si pro­cede al riem­pi­men­to del­la sala oper­a­to­ria con attrez­za­ture di altro mate­ri­ale, che non sia appun­to lat­tice. Ques­ta è la pro­ce­du­ra segui­ta quan­do si trat­ta di un inter­ven­to pro­gram­ma­to. Ma nel caso di un’emergenza? È evi­dente che non si può ridurre in modo così effi­cace il ris­chio di crisi per il paziente, data appun­to la situ­azione di emer­gen­za; il pro­to­col­lo in questo caso prevede comunque la pre­sen­za di un car­rel­lo aneste­si­o­logi­co e chirur­gi­co già pre­dis­pos­to con mate­ri­ale latex free. Non è sta­to facile con­cretiz­zare il prog­et­to, anche per­chè l’incidenza sui costi ges­tion­ali delle sale oper­a­to­rie ha reg­is­tra­to un incre­men­to ele­va­to, di un buon 30 per cen­to. Ma è altret­tan­to vero che l’iniziativa si sta riv­e­lando utile e potrebbe anche essere «cedu­ta in affit­to» all’occorrenza ad altre strut­ture ospedaliere. Questi sono i numeri di tele­fono ai quali riv­ol­ger­si per avere ulte­ri­ori infor­mazioni 030.9145338; 030.9145343; 030.9145880.

Parole chiave: