La richiesta dal Comune alla Regione non è stata accolta: la corsa agli acquisti scontati inizierà in ritardo

Saldi al via solo dal 20 gennaio

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Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Niente da fare. I cli­en­ti, abit­uati a met­ter­si in coda davan­ti alle vetrine dei negozi per il via ai «sal­di» dovran­no anco­ra aspettare con pazien­za. Almeno fino al 20 gen­naio. Il Comune di Desen­zano non è rius­ci­to a strap­pare alla Regione una dero­ga, cioè di antic­i­pare di qualche set­ti­mana l’apertura dei sal­di inver­nali, che gen­eral­mente com­in­ci­a­va dopo l’. Una delib­era del­la Giun­ta regionale ha, infat­ti, tap­pa­to la boc­ca a tut­ti, deci­den­do che i sal­di inver­nali deb­bano com­in­cia­re non pri­ma del prossi­mo 20 gen­naio. E questo, ripeti­amo, mal­gra­do le numerose insis­ten­ti sol­lecitazioni per­venute a più riprese al Comune di Desen­zano da parte dei com­mer­cianti. Ovvi­a­mente la cit­tad­i­na garde­sana, local­ità ad alta vocazione tur­is­ti­ca per di più in gra­do di offrire una vas­ta gam­ma di prodot­ti d’ab­biglia­men­to, è tra quelle mag­gior­mente penal­iz­zate. «L’Am­min­is­trazione comu­nale — spie­ga l’asses­sore al Com­mer­cio di Desen­zano, Emanuele Gius­tac­chi­ni — si è fat­ta por­tav­oce delle numerose richi­este avan­zate dai com­mer­cianti, ha anche intavola­to col­lo­qui nelle sedi isti­tuzion­ali chieden­do di antic­i­pare il peri­o­do dei sal­di inver­nali. «Tut­tavia, nonos­tante l’opera di sen­si­bi­liz­zazione svol­ta, non è sta­to pos­si­bile ottenere dal­la Regione alcu­na pos­si­bil­ità di dero­ga a quan­to sta­bil­i­to dal­la stes­sa Regione in rifer­i­men­to alle speci­fiche esi­gen­ze del­la nos­tra cit­tad­i­na, in con­sid­er­azione anche delle dis­po­sizioni del­la legge statale 22 del­lo scor­so anno. Una nor­ma — ricor­da Gius­tac­chi­ni — che prevede per le ven­dite di fine sta­gione una dura­ta mas­si­ma di trenta giorni, deter­mi­nati dal­la Regione, sen­tite le asso­ci­azioni di cat­e­go­ria». E infat­ti i sal­di dur­eran­no un mese, fino al 20 feb­braio. Alla deci­sione regionale, pre­sa comunque dopo aver recepi­to i pareri favorevoli delle asso­ci­azioni di cat­e­go­ria e dei con­suma­tori, si è oppos­ta la sola Faid, che ha fat­to notare il ris­chio di «com­por­ta­men­ti scor­ret­ti di com­mer­cianti che di fat­to anticipereb­bero la data d’inizio dei sal­di», a dan­no chiara­mente dei col­leghi. Sono qua­si 480 oggi gli eser­cizi com­er­ciali pre­sen­ti a Desen­zano, dei quali 380 non ali­men­ta­ri, in prat­i­ca un eser­cizio ogni 45 abi­tan­ti, con una super­fi­cie com­mer­ciale media di 2,5 mq. per abi­tante. Inoltre, il set­tore assorbe il 46 per cen­to delle unità locali e il 30 per cen­to degli occu­pati, con un aumen­to — dal 1981 al 1996 — del 30 per cen­to. Tor­nan­do alla ques­tione-sal­di, è però dis­cutibile che, nonos­tante la legge statale dia la pos­si­bil­ità alle cit­ta­dine a vocazione tur­is­ti­co-com­mer­ciale di gestir­si al meglio le pro­prie ven­dite pro­mozion­ali, questo per Desen­zano non sia avvenu­to. «Le ven­dite di fine sta­gione pos­sono essere effet­tuate — recita la legge 22 — tenu­to con­to delle con­sue­tu­di­ni locali e delle esi­gen­ze del con­suma­tore… per la dura­ta mas­si­ma di trenta giorni». Non pare pro­prio che per la cap­i­tale com­mer­ciale per eccel­len­za del Gar­da ques­ta esi­gen­za sia sta­ta tenu­ta in deb­ito con­to. Eppure, a spin­gere il Pirellone a tale deci­sione sono state tutte le asso­ci­azioni di cat­e­go­ria e quelle dei con­suma­tori.

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