Da oggi il «fine stagione» nell’area gardesana

Saldi in sordina. E la colpa è di Affi

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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

Sal­di in sor­di­na sul , per­ché a far­la da padrone è l’area com­mer­ciale di Affi, pur con qualche eccezione nel­la zona merid­ionale dove, soprat­tut­to a Peschiera, si prevede un buon afflus­so di acquiren­ti anche da pae­si e province vici­ni. Com­in­ciano oggi infat­ti sul­la Riv­iera degli Olivi, come in cit­tà e in tut­to il Vene­to, gli scon­ti di fine sta­gione che, quest’anno, preve­dono rib­assi a par­tire dal quar­an­ta per cen­to su abbiglia­men­to e calza­ture. La spe­sa pre­vista per famiglia è di cir­ca 500 euro.Protagoniste saran­no soprat­tut­to le donne, ben decise ad acca­parrar­si a prezzi scon­tati, quei capi, come maglie, maglioni, vesti­ti, cin­ture, borse, borsette, calza­ture e biancheria inti­ma, che, fino a qualche giorno fa, ave­vano anco­ra prezzi piut­tosto irrag­giun­gi­bili per molti.«In questo peri­o­do i negozi sul lago di Gar­da sono preva­len­te­mente chiusi e i sal­di han­no un mag­gior riscon­tro nell’entroterra, dove il polo d’attrazione è diven­ta­ta l’area com­mer­ciale di Affi», esor­disce Gior­gio Sar­tori, diret­tore del­la Con­f­com­mer­cio Verona. «Richia­ma gente anche dal Trenti­no Alto Adi­ge, in par­ti­co­lare da Tren­to e Bolzano, e persi­no da Inns­bruck, per la vas­ta scelta di prodot­ti e mod­el­li che pro­pone soprat­tut­to a liv­el­lo di calza­ture». E aggiunge: «Questo cen­tro com­mer­ciale ha por­ta­to un forte indot­to, ma ha purtrop­po sof­fo­ca­to il com­mer­cio nei pic­coli pae­si. Anche Coster­mano e Capri­no ne han­no forte­mente risentito».Se in questi due Comu­ni i negozi di abbiglia­men­to non arrivano alla deci­na, sul­la riv­iera garde­sana vari pun­ti ven­di­ta offriran­no in ogni caso oppor­tu­nità di acquisti anche a vis­i­ta­tori esterni: «La zona più voca­ta res­ta il bas­so lago, soprat­tut­to Peschiera (una quar­an­ti­na di negozi d’ abbiglia­men­to su oltre 150 in totale), segui­ta da Lazise, Gar­da (una trenti­na di negozi d’abbigliamento su un centi­naio) e Bar­dolino (una quar­an­ti­na su oltre 150)», spiega.«A Tor­ri, una venti­na di negozi di abbiglia­men­to su un’ottantina in totale, a Bren­zone, una quindic­i­na su 60 cir­ca e a Mal­ce­sine, una trenti­na su un centi­naio, i sal­di avran­no invece un riscon­tro soprat­tut­to locale», dice Sar­tori. E pre­cisa che, in ques­ta local­ità ai pie­di del , «gli arti­coli da mon­tagna non saran­no scon­tati per­ché la “sta­gione” non è anco­ra cominciata».Come per ogni sal­do val­go­no le regole gen­er­ali: «Chi com­pra in questo peri­o­do deve prestare atten­zione», avverte. «Anche a tutela del con­suma­tore, abbi­amo real­iz­za­to un sito ( www.confcommercioverona.it ) dove si pos­sono trovare i con­sigli per non fare acquisti sbagliati. In sin­te­si con­sigliamo di dif­fi­dare dagli scon­ti che arrivano al 60 o al 70 per cen­to e, even­tual­mente, di con­trol­lare con cura i mate­ri­ali ripor­tati sulle etichette», fa notare. «Ricor­diamo poi che la car­ta di cred­i­to non può essere rifi­u­ta­ta, che la pro­va del capo è invece a dis­crezion­al­ità del com­mer­ciante. È bene inoltre con­trol­lare il cartelli­no del prez­zo che deve riportare quel­lo iniziale, la per­centuale di scon­to e il prez­zo finale».Sartori ram­men­ta infine che nor­mal­mente la mer­ce non viene cam­bi­a­ta a meno che il ven­di­tore, a sua dis­crezion­al­ità, non deci­da diver­sa­mente: «Per questo è sem­pre meglio riv­ol­ger­si ai negozianti di fidu­cia anche quan­do si acquista in sal­do». Chi sta fideliz­zan­do cli­en­ti pare essere Peschiera. Gior­gio Pancera, pres­i­dente dell’associazione oper­a­tori ed eser­centi, com­men­ta: «Peschiera negli ulti­mi anni è cresci­u­ta per­ché durante l’intero arco dell’anno, a liv­el­lo pub­bli­co, sono orga­niz­za­ti even­ti di richi­amo che l’hanno resa polo d’attrazione e pun­to di rifer­i­men­to pure per molte per­sone in arri­vo da pae­si vicini».E aggiunge: «Da noi, quin­di, i sal­di sono visti come un momen­to impor­tante anche per­ché abbi­amo pres­ti­giosi negozi d’abbigliamento e di calza­ture, dove la gente può trovare i marchi del­la cit­tà, ma con meno con­fu­sione e meno traf­fi­co intorno. L’impressione è che si stia inizian­do a riva­l­utare i cen­tri stori­ci rispet­to a quel­li com­mer­ciali. Nei nos­tri pae­si si pos­sono fare otti­mi acquisti sen­za però rin­un­cia­re alla pos­si­bil­ità di cam­minare all’aria aper­ta, tra le nos­tre architet­ture par­ti­co­lari, le nos­tre belle vie e a due pas­si dal lago».

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