Grandi manovre sul versante della viabilità che ormai soffoca il paese. In arrivo divieti per i mezzi pesanti

Salionze chiusa ai tirLo ha chiesto il sindaco

24/04/2008 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Alessandro Foroni

La frazione di Salionze potrebbe essere com­ple­ta­mente inter­det­ta al pas­sag­gio dei tir (ora con­ces­so solo per chi viene da Valeg­gio), ma il traf­fi­co pesante crea pre­oc­cu­pazione anche nel­la vic­i­na zona Fontanel­lo. La local­ità è attra­ver­sa­ta dal­la stra­da provin­ciale che con­duce a Castel­n­uo­vo e dove si tro­va una scuo­la per l’infanzia. «Dopo due anni di sper­i­men­tazione del sen­so uni­co per i mezzi pesan­ti sul­la “Garde­sana ori­en­tale” (la stra­da regionale 249)», dichiara con­vin­to il sin­da­co, Albi­no Pezzi­ni, a mar­gine del­la recente con­feren­za dei servizi con i comu­ni con­ter­mi­ni e gli enti inter­es­sati (dal­la prefet­tura a Vene­to Strade), «rile­vo che non ha fun­zion­a­to. Il traf­fi­co è insop­porta­bile, per cui ho chiesto che si vieti il pas­sag­gio nei due sen­si di mar­cia e ques­ta soluzione sia con­sid­er­a­ta con estrema atten­zione da tut­ti, anche se capis­co le titubanze del comune di Castel­n­uo­vo che vedrebbe aumentare il traf­fi­co». È di pochi giorni fa un altro bloc­co alla cir­co­lazione nelle strette vie in cen­tro alla frazione (dopo quel­lo di feb­braio che durò qualche ora), ma il prob­le­ma s’è ripetu­to più volte e pure qualche ambu­lan­za che da Valeg­gio si dirige­va ver­so l’ospedale di Peschiera è rimas­ta imbot­tigli­a­ta. «Il 29 aprile», con­tin­ua il sin­da­co, «ci ritro­ver­e­mo per pren­dere una deci­sione defin­i­ti­va e spero si riesca a deviare il traf­fi­co pesante sul­la stra­da provin­ciale (Sp) 27 “Mongabia” che da Valeg­gio por­ta a Castelnuovo».Soddisfatto Rodol­fo Masera, pri­mo fir­matario di un espos­to dei cit­ta­di­ni di Salionze con­tro il traf­fi­co pesante: «Se arrivasse questo provved­i­men­to sarebbe vera­mente un grosso salto di qual­ità». Ma il trasfer­i­men­to di ulte­ri­ore traf­fi­co pesante, già abbas­tan­za sostenu­to sul­la provin­ciale 27, non tro­va cer­to la stra­da spi­ana­ta. Da qua­si un anno infat­ti i gen­i­tori dei bam­bi­ni del­la scuo­la d’infanzia di Ca’ Pra­to (54 bam­bi­ni iscrit­ti), sit­u­a­ta pro­prio al Fontanel­lo, a pochi pas­si dal­la sede stradale e gli abi­tan­ti del pos­to si stan­no muoven­do per­ché la sicurez­za dei bam­bi­ni è in peri­co­lo e chiedono di far rispettare i lim­i­ti di veloc­ità. «L’anno scor­so», affer­ma Rober­to Lopes, rap­p­re­sen­tante dei gen­i­tori del­la scuo­la, che abi­ta a Salionze, «abbi­amo chiesto alla Provin­cia un sis­tema semafori­co a veloc­ità con­trol­la­ta o la posa di dos­si arti­fi­ciali. Questi sono arrivati a fine estate, ma non ser­vono per i tan­ti camion (di ghi­a­ia e non solo) che tran­si­tano e non rispet­tano i lim­i­ti. Per questi servirebbe solo un semaforo o l’installazione di un autovelox fis­so. Non oso immag­inare quali rischi avreb­bero cor­so i bam­bi­ni se il camion di muc­che che s’è rib­al­ta­to una set­ti­mana fa poco più (local­ità Buset­ta), si fos­se roves­ci­a­to vici­no alla scuo­la». Per questo le inseg­nan­ti soli­ta­mente non fan­no gio­care i bam­bi­ni nel pez­zo di pra­to più vici­no alla stra­da. «Non aspet­ti­amo», affer­ma Mar­ti­no Lucisano, un altro gen­i­tore, «che ci siano mor­ti per pren­dere provved­i­men­ti per­ché il ris­chio c’è e non solo all’entrata e all’uscita da scuo­la». E se la Provin­cia ha rispos­to ai gen­i­tori che lì il lim­ite è di 50 chilometri all’ora e toc­ca a polizia e far­lo rispettare, da parte del sin­da­co c’è atten­zione: «Sti­amo man­dan­do più spes­so i vig­ili ed abbi­amo già chiesto l’autovelox, ma le autor­iz­zazioni toc­cano alla Provin­cia». Se poi in futuro arrivasse la Ti-Bre (Tir­reno-Bren­nero) a scari­care ulte­ri­ore traf­fi­co? «Bisogn­erà costru­ire un tun­nel sot­to il Fontanel­lo», risponde il sin­da­co. Per Nico­la Cor­di­oli, con­sigliere di mino­ran­za, che ave­va prodot­to un’interrogazione in con­siglio comu­nale: «Bisogna a tut­ti i costi far rispettare i lim­i­ti e pen­sare a ridurre il traf­fi­co su gom­ma. La Tibre sarebbe invece solo traf­fi­co ed inquina­men­to in più per il nos­tro ter­ri­to­rio per­ché i tir passereb­bero pro­prio da lì, con­sideran­dola una scor­ci­a­toia per Affi».

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