Il sindaco Cipani chiede alle banche un mutuo di favore per disporre dei 270mila euro chiesti dal proprietario dello strumento. Il contrabbasso costruito da Gasparo Bertolotti nel 1590

Salò acquisterà il contrabbasso di Gasparo

13/08/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Simone Bottura

Affare fat­to. Il con­tra­b­bas­so «Colon­na», real­iz­za­to attorno nel 1590 dal mae­stro liu­taio Gas­paro Bertolot­ti, sarà acquis­ta­to dal Comune di Salò. La Giun­ta munic­i­pale ne ha già delib­er­a­to l’acquisto e in questi giorni sta son­dan­do il ter­reno tra gli isti­tu­ti ban­cari per spuntare le migliori con­dizioni sul mutuo che sarà nec­es­sario accen­dere per garan­tir­si la pro­pri­età del prezioso stru­men­to. Il sin­da­co è con­vin­to che un’operazione cul­tur­ale di ques­ta por­ta­ta potrebbe avere una stra­or­di­nar­ia valen­za pro­mozionale e fa ovvi­a­mente leva su questo per assi­cu­rar­si un sosteg­no finanziario che vada ben oltre le nor­mali con­dizioni di presti­to. Lo stru­men­to, opera d’arte uni­ca, uno dei pezzi più cele­bri usci­ti dal­la bot­te­ga del Gas­paro, cos­ta 270mila euro, ma è un prez­zo di favore con­ces­so al Comune di Salò dall’attuale pro­pri­etario del con­tra­b­bas­so, il mae­stro Leonar­do Colon­na, già pri­mo con­tra­b­bassista dell’orchestra milanese del­la Scala e di gran­di orchestre inter­nazion­ali. Sec­on­do gli esper­ti, il val­ore del­lo stru­men­to bat­tuto a un’asta londi­nese o in Amer­i­ca si aggir­erebbe infat­ti sui 350mila euro. Ma al mae­stro Colon­na, evi­den­te­mente, più che il denaro sta a cuore il fat­to che l’opera del Gas­paro da Salò resti in Italia, tan­to meglio se finisce addirit­tura nel­la patria del liu­taio che lo ha real­iz­za­to. «Sap­pi­amo — dice il sin­da­co — che in molti sono inter­es­sati all’acquisto. C’era il ris­chio con­cre­to che il con­tra­b­bas­so finisse in Corea o in Giap­pone. Per il Comune, che per definire l’acquisto si avvale tra l’altro del sosteg­no del­la Pro loco, era doveroso inter­venire». Lo stru­men­to sarà uno dei pezzi pre­giati del futuro del­la cit­tà, che avrà un’ampia sezione ded­i­ca­ta a Gas­paro e alla liu­te­ria bres­ciana. I lavori di real­iz­zazione del museo, nei locali dell’ex col­le­gio civi­co, sono sta­ti avviati pro­prio in questi giorni. «Ques­ta oper­azione — spie­ga Cipani -, fat­te le dovute pro­porzioni, si pone sul­la fal­sa riga di quel­la attua­ta dal Comune di Cre­mona, che ha acquis­ta­to 14 vio­li­ni Stradi­vari». E pro­prio la cit­tà di Cre­mona darà un sig­ni­fica­ti­vo sosteg­no al prog­et­to salo­di­ano, ospi­tan­do lo stru­men­to pres­so la pro­pria «Civi­ca rac­col­ta dei vio­li­ni» fino a quan­do non sarà pron­to, tra due-tre anni, il museo di Salò. I det­tagli dell’accordo sono sta­ti per­fezionati dai due sin­daci nei giorni scor­si, in occa­sione del «der­by del vio­li­no» pro­mosso a Salò, durante il quale sono state messe a con­fron­to le scuole di liu­te­ria che si con­tendono la pri­mo­gen­i­tu­ra del­lo stru­men­to, da una parte quel­la salo­di­ana del Gas­paro, dall’altra quel­la cre­monese di Stradi­vari. Il con­tra­b­bas­so «Colon­na» ha un’altezza totale di 1.795 mil­limetri. Il fon­do è in due pezzi di leg­no da frut­to, pre­sum­i­bil­mente cilie­gio sel­vati­co di qual­ità supe­ri­ore. La tavola armon­i­ca è qua­si piana, in due pezzi anch’essa, in abete, orna­ta da doppio filet­to, carat­ter­is­ti­co del­la scuo­la bres­ciana. Ha un suono potente, dut­tile, molto pro­fon­do, adat­to sia come sosteg­no orches­trale, sia per solista. Nel ’96 è sta­to usato a Tokio nel­lo «Stradi­var­ius Sum­mit Con­cert», ris­er­va­to a stru­men­ti del­lo Stradi­vari, con l’unica eccezione pro­prio del con­tra­b­bas­so di Gas­paro, apprez­za­to in questi anni anche da diret­tori del cal­i­bro di Clau­dio Abba­do, Ric­car­do Muti e dal mae­stro Stoll, pri­mo con­tra­b­bas­so dei Berlin­er Philarmoniker.

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