La straordinaria raccolta di immagini che abbracciano tutto il secolo. Domani all’osteria del Cantinone sarà presentato il quinto volume

Salò, c’era una volta il Novecento

28/11/2008 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

È un appun­ta­men­to coin la sto­ria, con l’anima stes­sa del­la cit­tà. Domani pomerig­gio, alle 16 all’osteria del Can­ti­none in piazzetta S. Anto­nio, ver­rà pre­sen­ta­to il quin­to vol­ume ded­i­ca­to a «Salò Nove­cen­to», edi­to dal­la Soci­età mutuo soc­cor­so arti­giana & opera­ia, col con­trib­u­to del munici­pio, del­la Provin­cia e del­la Comu­nità mon­tana alto Gar­da. Nell’occasione sarà inau­gu­ra­ta, all’interno del­la Sala del Pen­do­lo, al piano ter­ra del palaz­zo comu­nale, la mostra di fotografie e car­to­line che copre un sec­o­lo intero (aper­ta fino al 28 dicem­bre, orari 10–12 e 16–18.30).[FIRMA]LE IMMAGINI DEL LIBRO fan­no parte del­la collezione di Pierange­lo Del Man­ci­no. Flavio Casali è invece l’autore dei testi. «Un diario visi­vo che si offre all’analisi di ognuno — dice Casali -, che per­me­tte di ripen­sare e ridefinire Salò in tutte le accezioni di generi e stili, nel con­fron­to con il nuo­vo, sia a liv­el­li espres­sivi che urban­is­ti­ci. La immag­i­ni pro­poste, in gran parte inedite, rac­con­tano il vivere quo­tid­i­ano, i ritrat­ti, le com­pag­nie, le sco­laresche, i riti reli­giosi, i momen­ti di intim­ità, le ser­ate all’osteria o le lunghe ore chi­ni sul lavoro. C’è anche il volto di una cit­tà bel­la da vedere e ammirare»«Le fotografie — pros­egue l’autore dei testi — rac­con­tano anche la gen­erosità di chi le ha donate, al pari del­la nos­tra impaga­bile neces­sità di reg­is­trare la Salò di ieri e di oggi attra­ver­so l’obiettivo: da un par­ti­co­lare al banale al momen­to deci­si­vo, incu­ran­ti di Inter­net e di tutte le diav­o­lerie tec­niche che tol­go­no il gus­to del­la ricostruzione immag­inifi­ca, del­la rif­les­sione, del ripensamento».«I quat­tro lib­ri prece­den­ti — affer­ma il sin­da­co — sono già introv­abili, e gelosa­mente cus­todi­ti nelle case di molte famiglie. Le fotografie per­me­t­tono di rac­cogliere e fer­mare il tem­po che fu: rap­p­re­sen­tano una gram­mat­i­ca del ter­ri­to­rio e del­la gente, for­nen­do tes­ti­mo­ni­anze spes­so inedite di una piaz­za, di un even­to, di una anna­ta par­ti­co­lare. Sen­za Del Man­ci­no tante sto­rie andreb­bero perse, smar­rite, dimen­ti­cate. Anche quest’anno abbi­amo volu­to accom­pa­gnare la mostra col libro, per­ché altri­men­ti tut­to (o qua­si) svanirebbe nel giro di pochi giorni».L’ASSESSORE alla cul­tura e al tur­is­mo del­la Provin­cia, Ric­car­do Mini­ni, esprime la sua ammi­razione: «Lavoro, attiv­ità, tur­is­mo, cul­tura, mon­u­men­ti e volti fan­no parte del­la sto­ria di uomi­ni e donne che ritro­vi­amo nelle immag­i­ni d’altri tem­pi. Abbiglia­men­ti, fatiche quo­tid­i­ane, momen­ti di alle­gria, soli­tu­di­ni, sper­anze. In quei ricor­di ritro­vi­amo le radi­ci pro­fonde del nos­tro legame con le cose, la ter­ra, il lago. Una pub­bli­cazione preziosa anche per la sen­sazione di famil­iar­ità che suscita».Il pri­mo vol­ume, usci­to nel 2004, era incen­tra­to sui mestieri scom­par­si. I suc­ces­sivi (‘05, ’06 e ’07) han­no pro­pos­to i mon­u­men­ti, le foto di grup­po, le calamità, le cer­i­monie, i quartieri. L’attuale con­tiene un po’ di tut­to.

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