Il sindaco Cipani è perplesso sulla data del 31 dicembre e avverte: situazione schizofrenica, si rischia di perdere i fondi stanziati

Salò chiude? L’alternativa è a Villa

16/09/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Sin­daci garde­sani divisi alla mèta. Sem­bra ques­ta la situ­azione sul­lo spin­oso nodo del­la san­ità, reso ancor più com­p­lesso dalle ultime notizie. L’an­nun­cio dato la scor­sa set­ti­mana dal pres­i­dente del­la Comu­nità mon­tana, Bruno Faus­ti­ni — «chiusura del­la strut­tura di Salò al 31 dicem­bre, con il trasfer­i­men­to dei pazi­en­ti a Vil­la Bar­bara­no e a Vil­la Gem­ma», come ipo­tiz­za­to dal diret­tore gen­erale del­l’azien­da ospedaliera di Desen­zano, ingeg­n­er Mau­ro Borel­li, uomo apparte­nente all’area del­la Lega Nord — è anda­to ad aggiunger­si alla miri­ade di annun­ci degli ulti­mi tem­pi, sem­i­nan­do ulte­ri­ore scom­piglio. «Non so, ones­ta­mente, quale prog­et­to abbia in tes­ta il diret­tore Borel­li — affer­ma il sin­da­co di Salò, Giampi­etro Cipani, di Forza Italia -. A fine agos­to ci ha fat­to per­venire la relazione di un ingeg­nere berga­m­as­co, Dona­to, soste­nen­do che era inutile spendere i quat­tri­ni per costru­ire un nuo­vo ospedale per acu­ti: a Roè Vol­ciano, a Vil­la di Salò o a Limone di Gavar­do che fos­se. «Con i 29 mil­ioni, molto meglio rimod­ernare l’e­sistente a Gavar­do, dice­va. Nel cor­so di una suc­ces­si­va riu­nione è emer­so (a voce) che, con tale cifra, si pote­vano real­iz­zare anche i due pun­ti di pri­mo inter­ven­to a Noz­za di Vestone per la Valle Sab­bia e a Gargnano per l’Al­to Gar­da. Poi il dis­cor­so del­la chiusura di Salò dal 31 dicem­bre. Ormai si va avan­ti a spot. Con un pro­to­col­lo di inte­sa che alcu­ni sin­daci sono inten­zionati a fir­mare e altri no, tiran­do (cias­cuno) l’ac­qua al pro­prio muli­no. La situ­azione sta rasen­tan­do la schizofre­nia». «Vor­rei ricor­dare — pros­egue Cipani — che, nel­la sedu­ta del 13 giug­no, la Giun­ta regionale ha approva­to l’e­len­co degli inter­ven­ti, des­ti­nan­do 29 mil­ioni di euro al nuo­vo pre­sidio per acu­ti nel com­pren­so­rio di Roè Vol­ciano, in sos­ti­tuzione dei due attuali di Gavar­do e Salò. Venden­do questi due immo­bili, avrem­mo potu­to super­are l’im­por­to com­p­lessi­vo di 40 mil­ioni, cir­ca 80 mil­iar­di di vec­chie lire. Il luo­go? Di fronte al diniego all’inse­di­a­men­to nel ter­ri­to­rio di Roè Vol­ciano, noi abbi­amo mes­so a dis­po­sizione una super­fi­cie di 30 mila metri quadri, tra Vil­la e Cunet­tone, in posizione decen­tra­ta, bari­cen­tri­ca e acces­si­bile, dis­posti ad accol­lar­ci i costi delle opere esterne. Ma siamo pron­ti a esam­inare anche altre aree. Non si può dare un cal­cio a un’op­por­tu­nità come ques­ta. E’ un pec­ca­to mor­tale». Cipani teme che la richi­es­ta di Borel­li di stornare i 29 mil­ioni da un’ipote­si (ospedale nuo­vo) a un’al­tra (ristrut­turazione di Gavar­do) avrà una riper­cus­sione neg­a­ti­va, e si con­clud­erà con la can­cel­lazione del finanzi­a­men­to o, comunque, con una dras­ti­ca riduzione. «Cor­ri­amo il ris­chio di rimanere tut­ti con un pal­mo di naso — aggiunge il sin­da­co -. Com’è pos­si­bile pen­sare che apra­no i pun­ti di pri­mo inter­ven­to a Gargnano e Noz­za quan­do la Regione intende chi­ud­erne parec­chi, a causa degli oneri di ges­tione?». Rena­to Cobel­li, del­la Margheri­ta, invi­ta tut­ti a fer­mar­si un atti­mo. «Occorre trovare una soluzione con­giun­ta tra Valle Sab­bia e medio alto Gar­da — dichiara il con­sigliere comu­nale di mino­ran­za -. Potrebbe prevedere, da un lato, il recu­pero di Gavar­do, sul­la base di un prog­et­to di fat­tibil­ità real­is­ti­co, dal­l’al­tro la soluzione di una lun­gode­gen­za riabil­i­ta­ti­va sul lago, esem­pio a Salò. Bisogna fare ogni sfor­zo uni­tario, evi­tan­do i dis­sensi del pas­sato. Il tema del­la san­ità è vivo, per­chè le strut­ture sono inadeguate sia per i res­i­den­ti che per i tur­isti. Ma i con­ti non sono chiari: chi sostiene che per un nuo­vo pos­to let­to occor­ra­no tot euro e chi (qua­si) il doppio».