«C’è troppo rock» I sindaci perplessi sul cartellone estivo del «Vittoriale»

Salo e Gardone puntano i piedi

19/06/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

«Al Vit­to­ri­ale c’è trop­po rock: non ha nul­la a che vedere con la sto­ria del teatro più impor­tante del lago di Gar­da». L’ac­cusa parte dei sin­daci di Salò (Giampiero Cipani) e di Gar­done Riv­iera (Alessan­dro Baz­zani) che, ieri, han­no dif­fu­so un comu­ni­ca­to stam­pa. Nei giorni scor­si Bres­ciaog­gi ave­va par­la­to del­l’ar­ri­vo di Pat­ti Smith, sac­er­dotes­sa del­la sta­gione punk newyorch­ese di fine anni ’70, artista anco­ra oggi «con­tro», di Steve Win­wood, ex gold­en boy del rock inglese, una figu­ra di cul­to per intere gen­er­azioni di musicisti, di Natal­ie Cole e Wyn­ton Marsalis, dei Tiro­man­ci­no. Oggi il cartel­lone degli spet­ta­coli estivi del Vit­to­ri­ale ver­rà pre­sen­ta­to uffi­cial­mente. Il nuo­vo diret­tore artis­ti­co, Mas­si­mo Chiesa, che ha sos­ti­tu­ito Pao­lo Bosi­sio, tra polemiche e ten­sioni (sul­la vicen­da, gli ammin­is­tra­tori del­la Fon­dazione si sono divisi), pun­ta su una venti­na di ser­ate, che alter­nano musi­ca, bal­let­to, comme­die e operette. Ma il cartel­lone è sta­to vara­to da appe­na sei con­siglieri (assen­ti gli altri nove), quan­do il numero min­i­mo legale sarebbe di sette. Così la pres­i­dente Anna­maria Andreoli ha fir­ma­to un’or­di­nan­za, accettan­do il pro­gram­ma imposta­to da Chiesa. «Il numero min­i­mo legale pre­vis­to dal rego­la­men­to per pot­er delib­er­are è di sette — rib­adis­cono Cipani e Baz­zani -. Alcu­ni degli assen­ti non con­di­vi­dono le scelte fat­te e altri stig­ma­tiz­zano il fat­to che i ver­bali non riporti­no cor­ret­ta­mente le loro val­u­tazioni. La crit­i­ca più ricor­rente? Ci sono trop­pi con­cer­ti rock. Sia nel­la giun­ta che nel con­siglio del Vit­to­ri­ale abbi­amo ripetu­ta­mente espres­so gravi per­p­lessità. I due sin­daci sot­to­lin­eano come la sta­gione teatrale rap­p­re­sen­ti «un momen­to impor­tan­tis­si­mo di pro­mozione tur­is­ti­ca per i pae­si del lago. Il cartel­lone pre­dis­pos­to non sem­bra cor­rispon­dere alla tradizione stor­i­ca e cul­tur­ale di ques­ta isti­tuzione. La richi­es­ta di coin­vol­gi­men­to degli enti locali non cor­risponde, a nos­tro avvi­so, a un rec­i­pro­co spir­i­to di col­lab­o­razione». Al ter­mine del comu­ni­ca­to rispun­tano le pre­oc­cu­pazioni legate alla sos­ti­tuzione di Pao­lo Bosi­sio, deci­sione pre­sa «mal­gra­do il nos­tro parere con­trario. La scelta ha deter­mi­na­to, tra l’al­tro, l’al­lon­tana­men­to dal­l’in­car­i­co di asses­sore alla Cul­tura del comune di Gar­done del­la pro­fes­sores­sa Gio­van­na Cic­carel­li, mem­bro del­la giun­ta e del con­siglio di ammin­is­trazione del Vit­to­ri­ale, fautrice del licen­zi­a­men­to di Bosi­sio. Nel­l’ar­co di tre anni il diret­tore artis­ti­co ha aumen­ta­to le pre­sen­ze degli spet­ta­tori dalle seim­i­la del ’99 alle oltre 20 mila del 2002, ricol­lo­can­do il teatro a liv­el­li di eccel­len­za, sot­to il pro­fi­lo del­l’ac­coglien­za (tut­to il parterre è sta­to rin­no­va­to, e in parte anche la grad­i­na­ta), del­la ges­tione (riv­o­luzion­a­to il sis­tema di preno­tazione) e delle pro­poste artis­tiche».