Gli allievi del Liceo «Foppa» di Brescia protagonisti di una iniziativa di beneficenza nella sede della Croce Rossa. Battuti all’asta una ventina di quadri: il ricavato destinato ai bimbi ospiti della Cri

Salò, gli studenti ridisegnano il lungolago

14/01/2004 in Attualità
Di Luca Delpozzo
s.z.

Alla pre­sen­za del pres­i­dente del­la Croce Rossa di Bres­cia, Enzo Cos­su, di mons. Cav­al­leri, del sin­da­co di Salò , di madre Assun­ta Cor­ti, diret­trice del­l’is­ti­tu­to di viale Lan­di gli stu­den­ti del Liceo Fop­pa di Bres­cia sono sal­i­ti in cat­te­dra e han­no illus­tra­to ai numerosi pre­sen­ti i lavori svolti nel cor­so del­l’an­no sco­las­ti­co 2002-03. Con l’ausilio del com­put­er, han­no mod­i­fi­ca­to il lun­go­la­go di Salò, riem­pi­en­do­lo di fiori e aiuole, allarga­to le spi­agge, elim­i­na­to muri e muret­ti, sos­ti­tu­ito l’il­lu­mi­nazione idea­ta dal­l’ar­chitet­to Vit­to­ri­ano Viganò del Politec­ni­co di con lam­pi­oni retrò stile ‘800. Han­no anche pre­sen­ta­to alcune soluzioni prog­et­tuali (totem, bandiere) adat­te a ospitare i man­i­festi per pub­bli­ciz­zare gli even­ti cul­tur­ali. Al ter­mine del piacev­ole viag­gio medi­ati­co nel futuro, sono sta­ti bat­tuti all’as­ta i 21 quadri dip­in­ti dagli stu­den­ti, che ripro­ponevano scor­ci e angoli carat­ter­is­ti­ci. Il rica­va­to (855 euro) è sta­to intera­mente devo­lu­to alla Croce Rossa di Salò. In pas­sato l’ed­i­fi­cio di viale Lan­di, costru­ito nel 1932 sot­to l’aus­pi­cio del principe Umber­to Di Savoia, è sta­to uti­liz­za­to come cen­tro cli­mati­co (o pre­ven­to­rio infan­tile). Da anni accoglie bam­bi­ni di tut­to il mon­do (slavi, africani, asi­ati­ci), spes­so costret­ti a fug­gire da situ­azioni ter­ri­bili: la guer­ra, la fame, la soli­tu­dine. Alcu­ni privi di famiglia; altri con la mam­ma, in atte­sa di un ricon­giung­i­men­to affida­to alla buro­crazia e alla buona sorte. C’era chi, non conoscen­do il let­to, dormi­va per ter­ra e, un poco alla vol­ta, pren­de­va con­fi­den­za con il mat­eras­so e le lenzuo­la. Molti i ragazzi ital­iani, man­dati dalle , dal­la Ques­tu­ra o dai ter­ri­to­ri­ali, con decre­to del Tri­bunale. Spes­so vit­time inno­cen­ti di situ­azioni famil­iari del­i­cate. In alcu­ni casi figli di immi­grati rego­lari o in atte­sa di per­me­s­so di sog­giorno, che fat­i­cano a trovare lavoro, allog­gio e accoglien­za. Tem­po fa gli del­la sezione Monte Suel­lo han­no sis­tem­ato i tet­ti del­l’im­mo­bile, e pit­tura­to la fac­cia­ta. Poi la Cri è inter­venu­ta, spenden­do centi­na­ia di mil­ioni di vec­chie lire per met­tere a nor­ma l’impianto elet­tri­co, le cam­er­ate, ecc. I lavori di ammod­er­na­men­to sono sta­ti ulti­mati recen­te­mente. Adesso ci sono quat­tro comu­nità: «Bucan­eve» (bam­bine fino a 10 anni), «Pal­ma» (i maschi), «Gines­tra» (ragazze che fre­quen­tano le medie infe­ri­ori e supe­ri­ori), «Fior di loto» (per i casi di pron­to inter­ven­to). Ven­gono ospi­tati i minori (34 al mas­si­mo) in sta­to di dif­fi­coltà, per il peri­o­do nec­es­sario ai gen­i­tori ad orga­niz­zarsi. Ogni nucleo dispone di due edu­ca­tori a tem­po pieno, uno part-time (al pomerig­gio), e da un numero vari­abile di obi­et­tori e volon­tari, che seguono i bam­bi­ni nel­lo stu­dio o li ten­gono d’oc­chio nei giochi. Sei le suore impeg­nate, Ancelle del­la car­ità. Con la loro inizia­ti­va, gli stu­den­ti del Fop­pa han­no dimostra­to che l’arte può andare incon­tro alle esi­gen­ze di chi ha bisog­no, in un mes­sag­gio impor­tante di solidarietà.