Il Comune «cliente idoneo»: potrà così comprare energia dal miglior offerente. Si pensa a un risparmio annuo equivalente di 25mila euro

Salò lascia la fornitura Enel

23/01/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Simone Bottura

Il Comune di Salò si appres­ta ad abban­donare la for­ni­tu­ra Enel per acquistare sul libero mer­ca­to l’energia elet­tri­ca nec­es­saria alle strut­ture e agli impianti comu­nali (illu­mi­nazione pub­bli­ca, scuole, munici­pio, piscine, ecc.). Anche la cap­i­tale garde­sana si incam­mi­na dunque lun­go la stra­da già imboc­ca­ta da Lumez­zane, pri­mo Comune bres­ciano ad acquistare l’energia elet­tri­ca dal miglior offer­ente. Salò, ma anche i Comu­ni di Toscolano Mader­no, Desen­zano e Sirmione, han­no super­a­to l’ostacolo che impe­di­va loro di accedere al mer­ca­to, vale a dire il riconosci­men­to del req­ui­si­to di “cliente ido­neo”, figu­ra pre­vista dal­la nor­ma­ti­va vigente. Il cliente ido­neo è colui che con­suma più di un mil­ione di kwh l’anno da uno o più pun­ti di pre­lie­vo (se intes­ta­ti alla stes­sa ragione sociale). Salò ha avvi­a­to l’iter autor­iz­za­ti­vo, proce­den­do alla richi­es­ta del­la indis­pens­abile qual­i­fi­ca di “cliente ido­neo”, attra­ver­so una nuo­va soci­età con­sor­tile, la Bena­co, vara­ta di recente dal Con­sorzio Azien­da del pres­i­dente Gui­do Maru­el­li, dal­la Spa Aquadolce di Salò e dal­la Bres­cia Ener­gia. E nelle scorse set­ti­mane l’Autorità per l’energia ha con­ces­so alla cit­tà garde­sana il riconosci­men­to di cliente ido­neo. «Ora — spie­ga l’assessore al Bilan­cio Nico­la Scot­ti — pos­si­amo acquistare l’energia nec­es­saria al fun­zion­a­men­to degli impianti pub­bli­ci da chi prat­i­ca le tar­iffe migliori. Quin­di assumer­e­mo una delib­era di Con­siglio per affi­dare il servizio di for­ni­tu­ra alla soci­età con­sor­tile Bena­co e dare­mo la dis­det­ta all’Enel. Il pas­sag­gio avrà luo­go nelle prossime set­ti­mane, entro il mese di feb­braio». L’Enel, pro­pri­etario del­la rete di dis­tribuzione, con­tin­uerà ad essere ret­ribuito per l’utilizzo del­la rete nel­la quale viene con­vogli­a­ta l’energia acquis­ta­ta dal­la Bena­co, ma non più per la dis­tribuzione. «In base ai pri­mi cal­coli — affer­ma Scot­ti — il van­tag­gio per le casse comu­nali potrebbe aggi­rar­si intorno al 10 per cen­to, su una bol­let­ta che tra illu­mi­nazione pub­bli­ca, scuole, munici­pio ad altre strut­ture comu­nali oggi ammon­ta a cir­ca 500 mil­ioni di vec­chie lire all’anno». Cinquan­ta mil­ioni di risparmio, dunque. Cifra non irril­e­vante per le sem­pre più asfit­tiche casse degli enti locali. «Ques­ta oper­azione — con­clude l’assessore — va inquadra­ta in una polit­i­ca di bilan­cio ocu­la­ta, sec­on­do il rig­ore che la legge Finanziaria ha impos­to agli enti locali».

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