Tribune da finire e coperture ancora in sospeso

Salò, lo stadio delle attese

22/10/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
se.za.

Da alcune set­ti­mane il Salò cal­cio ha inizia­to il cam­pi­ona­to di Eccel­len­za con un esor­dio al quale è man­ca­to, e mancherà ‚decisa­mente qual­cosa. I lavori allo sta­dio salo­di­ano «Lino Turi­na», infat­ti non sono anco­ra ultimati.E pen­sare che il prog­et­to esec­u­ti­vo rel­a­ti­vo alla mod­i­fi­ca del­l’impianto sporti­vo venne approva­to la bellez­za di 12 anni fa.Vediamo la situ­azione attuale. Il lot­to A, real­iz­za­to dal­la Soco­gi (gli spoglia­toi e una parte delle tri­bune), è sta­to ogget­to di con­tes­tazioni. «Nel­l’agos­to del ’97, il Comune ha paga­to l’ul­ti­ma franche degli 880 mil­ioni più Iva, come da con­trat­to — ha ricorda­to l’asses­sore allo Sport, Gabriele Cominot­ti, rispon­den­do a una inter­pel­lan­za pre­sen­ta­ta in con­siglio da Mau­ro Ven­tu­ra -. Nel­l’ot­to­bre ’98 l’am­min­is­trazione ha con­fer­i­to all’ingeg­n­er Gio­van­ni Zilet­ti l’in­car­i­co per il col­lau­do tec­ni­co. E il pro­fes­sion­ista ha ril­e­va­to che alcune opere non era­no state ese­gui­te rego­lar­mente. Mi riferisco in par­ti­co­lare all’im­per­me­abi­liz­zazione dei solai di cop­er­tu­ra degli spoglia­toi, dei servizi per il pub­bli­co, delle cen­trali ter­miche e del sis­tema di scari­co delle acque nere pre­sen­ti nel cuni­co­lo retrostante».«Nell’ottobre del­l’an­no scor­so — con­tin­ua l’asses­sore salo­di­ano -, abbi­amo invi­ta­to la Soco­gi a eseguire le opere di ripristi­no entro il 9 dicem­bre. Non aven­do (l’im­pre­sa) ottem­per­a­to, si è deciso di affi­dare alla Sacef, che sta­va real­iz­zan­do il sec­on­do lot­to, l’in­car­i­co di ripristi­no nec­es­sario». L’op­er­azione è sta­ta paga­ta con la vec­chia poliz­za fideius­so­ria, mai svincolata.Ora l’im­per­me­abi­liz­zazione è ulti­ma­ta; ma non bas­ta. Occorre infat­ti posare le solet­tature in cemen­to, oper­azione fino­ra non effet­tua­ta per­ché, con il cal­do, si teme­va il ver­ifì­car­si di scre­po­la­ture. Ci vor­ran­no insom­ma anco­ra una deci­na di giorni.Passiamo al lot­to B, quel­lo che prevede­va il com­ple­ta­men­to dei gradoni e la sis­temazione delle recinzioni.Una vol­ta effet­tua­to il col­lau­do sta­ti­co, la Prefet­tura ha rilas­ci­a­to il cer­ti­fi­ca­to di agi­bil­ità. Man­cano pic­cole sis­temazioni (per esem­pio gli ancor­ag­gi dei para­pet­ti). Nel­l’ul­ti­ma riu­nione del con­siglio comu­nale, Mau­ro Ven­tu­ra e Vin­cen­zo Zam­bel­li (del grup­po sin­is­tra-indipen­den­ti) han­no espres­so dure critiche per le soluzioni adot­tate, che a loro dire han­no notevol­mente appe­san­ti­to l’im­pat­to visi­vo del­la struttura.Lotto C, ’ la cop­er­tu­ra. Qui la situ­azione non si sbloc­ca. L’ap­pal­to-con­cor­so per i lavori è sta­to vin­to da un’im­pre­sa non bres­ciana, che ha pro­pos­to l’in­stal­lazione di una strut­tura metal­li­ca. Il cos­to si aggir­erebbe sui 350 mil­ioni, paga­bile con un finanzi­a­men­to del­l’Is­ti­tu­to di cred­i­to sportivo.Ma ci sono dis­cus­sioni per la revi­sione dei prezzi, e il con­trat­to deve anco­ra essere fir­ma­to. Un altro tec­ni­co sug­geri­va di puntare sul leg­no lamel­lare, ma la soluzione è sta­ta scartata.Tempo fa, gli abi­tan­ti del­la zona han­no sped­i­to una let­tera di protes­ta, soste­nen­do che l’al­tez­za dei…tubi toglierà la vista. In luglio, durante la pre­sen­tazione del­la squadra di cal­cio, Cominot­ti ave­va ipo­tiz­za­to che i lavori avreb­bero potu­to iniziare a set­tem­bre. Ora, invece, nes­suno si sbi­lan­cia sui tem­pi di avvio e soprat­tut­to di ese­cuzione. La respon­s­abil­ità del­l’uf­fi­cio, l’ar­chitet­to Anna Gat­ti, pren­derà in mano la ques­tione quan­do rien­tr­erà dalle ferie settembrine.Intanto la Bif­fi di Berg­amo si è aggiu­di­ca­ta per 360 mil­ioni la gara di appal­to riguardante la costruzione di un altro rettangolo,«da ricavare tra la pisci­na e lo sta­dio grande. Servirà per le gare delle squadre gio­vanili e gli allena­men­ti (di tutti).Il prog­et­to redat­to dal­l’ar­chitet­to Gui­do Armelli­ni prevede l’impianto di illu­mi­nazione e una tri­bunet­ta con 80 posti a sedere. Rimane comunque la pos­si­bil­ità di aggiungerne un’al­tra suc­ces­si­va­mente, ai lati. Niente spoglia­toi: ver­ran­no uti­liz­za­ti quel­li esistenti.Si pro­ced­erà anche a una rior­ga­niz­zazione degli spazi interni: ingres­so sposta­to (ora è davan­ti alla pro­pri­età del notaio Pedrazzi, in futuro ver­rà col­lo­ca­to ver­so la piscina);corridoio per gli spet­ta­tori sep­a­ra­to da quel­lo del pub­bli­co; la bigli­et­te­ria attuale trasfor­ma­ta in casa del custode.L’intervento con­sen­tirà final­mente all’am­min­is­trazione comu­nale di vendere (val­ore stimato:quattro mil­iar­di e mez­zo) il vec­chio sta­dio «Amadei» di Cam­pov­erde, che da anni accoglie un cari­co impres­sio­n­ante di gio­ca­tori. Il ret­tan­go­lo in ter­ra bat­tuta assorbe rap­i­da­mente l’ac­qua, tan­to che nem­meno un nubifra­gio obbli­ga alla sospen­sione delle partite.L’impresa edile acquirente potrà costru­ire qui case per una vol­ume­tria di 13.500 metri cubi, sem­pre che il Piano rego­la­tore ven­ga cam­bi­a­to. A questo propos­i­to ricor­diamo che Gian­car­lo Bion­do ha già acquis­ta­to da un fal­li­men­to la vic­i­na area «Nan­do», ex trat­to­ria da pol­las­tri­no (ai fer­ri) e radicchietti.Un cantiere dal­la sto­ria infini­ta. Il via lib­era risale al lon­tano ’88.II prog­et­to del nuo­vo sta­dio di Salò (non anco­ra ulti­ma­to) risale ai tem­pi di Berta che fila­va. Lo fir­marono molto tem­po fa l’ar­chitet­to Gino Zavanel­la e Alessan­dro Valen­ti, del­lo stu­dio Gau di Mantova.Il con­siglio comu­nale lo approvò, va sot­to­lin­eato, nel luglio dell’88. Col pri­mo inter­ven­to la Bif­fi di Berg­amo, lo stes­sa del San Pao­lo di Napoli e di Lumez­zane, real­iz­zò il ret­tan­go­lo verde. Cos­to: due mil­iar­di e 664 mil­ioni, di cui 709 per l’e­spro­prio del­l’area. Il finanzi­a­men­to: un mil­iar­do e 835 mil­ioni con presti­to a tas­so agevola­to, il resto con mutuo a totale cari­co del­lo Sta­to, in base alla legge sui Mon­di­ali in Italia.Nei pri­mi mesi del ’92 arrivò’ lo stop. Occor­re­vano altri sol­di (425 mil­ioni, in segui­to trovati attra­ver­so la ) per alcu­ni ritoc­chi, servi­ti per esem­pio a col­lo­care i muret­ti di pietra, a met­tere a dimo­ra le piante, a dis­eg­nare i parcheg­gi e a portare la pista di atlet­i­ca da sei a otto cor­sie, nel­la sper­an­za che la Fed­er­azione nazionale scegliesse il come sede di raduni di un cer­to peso. Poi la prosecuzione.Nel peri­o­do 96–97, con l’in­ves­ti­men­to di cir­ca un mil­iar­do, la Soco­gi di Bros­cia ha costru­ito un pez­zo di tri­buna (18 metri per 52, con sei gradoni) e i sot­tostan­ti spoglia­toi, oltre all’in­fer­me­ria e a un locale per gli attrezzi. Il cosid­det­to lot­to A. Intan­to la Bif­fi ave­va già rifat­to due volte il ter­reno, per­ché nel frat­tem­po la gramigna reg­na­va sovrana, ed effet­tua­to le semine.Nel set­tem­bre del ’98 il Salò (Aldo Caf­fi pres­i­dente, Euge­nio Olli diret­tore sporti­vo) ha las­ci­a­to alle squadre gio­vanili il vec­chio Amadei di Cam­pov­erde, trasfer­en­dosi nel nuo­vo impianto.Successivamente è sta­ta allun­ga­ta la tri­buna, real­iz­zan­do (in alto) sei gradoni più cor­ti. Questo viene defini­to lot­to B. Lavori ese­gui­ti dal­la Sacef 73 di Vir­le. Onere di un mil­iar­do, finanzi­a­to dal Cred­i­to sportivo.