Al Florian una mostra e un libro di cartoline e «scatti» rari su storia e personaggi della cittadina, raccolti da Pierangelo Del Mancino e Flavio Casali

Salò, un secolo intero per immagini

06/12/2007 in Mostre
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Domani pomerig­gio alle 17, con un rin­fres­co sul­la ter­raz­za del Flo­ri­an, ver­rà inau­gu­ra­ta la mostra ded­i­ca­ta alle fotografie e alle car­to­line di Salò, ospi­ta­ta nei due locali al piano ter­ra del­la Torre dell’orologio. Rimar­rà aper­ta fino al 26, giorno di San­to Ste­fano (orario dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18.30).Nell’occasione sarà pre­sen­ta­to il cat­a­l­o­go di Pierange­lo Del Man­ci­no, che ha cura­to la rac­col­ta delle immag­i­ni, e Flavio Casali, autore dei testi.Tre le sezioni: il tem­po e i luoghi, un pos­to in pri­ma fila, le per­sone. Scor­rono le Rive di inizio Nove­cen­to (la stra­da bian­ca delle Zette in mez­zo ai campi) e il tram, la torre dell’orologio e la pri­ma fab­bri­ca del­la Tas­soni in piaz­za Zanel­li, le matasse di lino stese ad asci­u­gare e le aole sulle arelle, una vedu­ta aerea del 1935 (con la stra­da dei Col­li non anco­ra costru­i­ta) e la fab­bri­ca dol­cia­ria «Cedrin­ca» in riva al lago, l’interno del teatro e le viuzze del cen­tro stori­co, i cam­pi­oni delle bisse (1925) e un cor­teo nuziale, la Fer­rari di Alber­to Ascari e il Bres­cia di Rena­to Gei, Faus­to Cop­pi ed Ennio Mor­ri­cone, i car­ri alle­gori­ci del e i ciclisti dei mon­di­ali ’62, i moto­scafi del­la cop­pa dell’Oltranza e le ragazze del­la scuo­la di cuci­to, i pesca­tori e gli , i bam­bi­ni delle scuole e le feste di classe.«L’intento prin­ci­pale — spie­ga Casali — è di far riv­i­vere l’atmosfera che, tra la fine dell’800 e nel 900, si vive nel con­testo del ter­ri­to­rio salo­di­ano. Un viag­gio più o meno doc­u­men­ta­to a ritroso, per ritrovar­si a passeg­gia­re tra strade, vicoli e piazze dell’epoca o, più sem­plice­mente, per sfogliare un vec­chio album ingial­li­to. Gli scat­ti — ricor­da anco­ra l’autore — coprono un tem­po non più lun­go di un centi­naio di anni, il che dal pun­to di vista dell’analisi del mutare dei com­por­ta­men­ti e delle men­tal­ità col­let­tive può essere con­sid­er­a­to piut­tosto breve, ma l’accelerato rit­mo del XX sec­o­lo fa sì che queste immag­i­ni ci trascini­no in un tem­po e in uno spazio lontanissimi».«I tre lib­ri prece­den­ti sono andati a ruba — ricor­da il sin­da­co Giampiero Cipani -. Del Man­ci­no con­tin­ua il suo lavoro paziente e pun­tuale. Anche in questo libro Salò con­tin­ua a incantare, a fare innamorare. Ama­ta da molti, ma vera­mente conosci­u­ta da pochi, è una cit­tà dif­fi­cile da definire. Chi ha prova­to a decifrare il suo mis­tero, ha las­ci­a­to solo fram­men­ti, emozioni, ricordi».E l’assessore alla cul­tura, Gualtiero Comi­ni: «Un sug­ges­ti­vo viag­gio nel­la memo­ria, alla riscop­er­ta di luoghi, even­ti e per­son­ag­gi. L’occasione per risco­prire le pro­prie radi­ci, una con­dizione indis­pens­abile per capire e vivere con mag­giore con­sapev­olez­za il presente».Il pri­mo vol­ume, usci­to nel 2004, era­no incen­tra­to sui mestieri scom­par­si; il sec­on­do (2005) sui volti del­la cit­tà e le calamità. Il ter­zo (2006): il lun­go­la­go alcune chiese non più esisten­ti (S.Giustina in via Brunati, trasfor­ma­ta in palestra, la Dis­ci­plina di via Garibal­di, diven­ta­ta garage e, ora, con­do­minio con negozi), da ulti­mo le foto di gruppo.

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