Il Comune sta lavorando al progetto di un servizio di trasporto leggero via acqua, tra Portese e Gargnano, che consentirebbe di sgravare la Gardesana. L’assessore Nastuzzo: «Una soluzione contro i disagi estivi»

Salò: un vaporetto anti-traffico  

03/01/2010 in Attualità
Di Luca Delpozzo

Una via d’acqua in alter­na­ti­va alla sem­pre più inadegua­ta Statale Garde­sana. È l’ambizioso prog­et­to sul quale è inten­zion­a­to a puntare con deci­sione l’Assessorato all’ecologia e all’ambiente del Comune di Salò, che nei prossi­mi giorni pren­derà con­tat­to con le Ammin­is­trazioni vicine per val­utare la fat­tibil­ità dell’iniziativa. L’idea è quel­la di un servizio «leg­gero», attua­to da un vaporet­to che dovrà per­cor­rere la riva bres­ciana dal por­to di Portese fino a Gargnano, facen­do sos­ta agli imbarchi dei cen­tri riv­ieraschi, com­pre­si quel­li delle frazioni, meno servi­ti dalle corse del­la Nav­i­gar­da. L’operazione è com­p­lessa e cos­tosa, ma è evi­dente che il prob­le­ma del traf­fi­co esti­vo sul­la Garde­sana impone l’individuazione di una mobil­ità alternativa.L’idea degli Ami­ci del Golfo«Ogni estate — spie­ga l’assessore Aure­lio Nas­tuz­zo, che già ave­va lan­ci­a­to la pro­pos­ta nei mesi scor­si, in qual­ità di pres­i­dente dell’associazione Ami­ci del Gol­fo — sul­la Garde­sana si for­mano lunghe ed esten­u­an­ti code di auto­mo­bili. Res­i­den­ti e tur­isti sono costret­ti a sop­portare ore e ore a pas­so d’uomo per per­cor­rere quei pochi chilometri che van­no da Salò a Gargnano e vicev­er­sa. Spes­so si rin­un­cia a met­ter­si in viag­gio con l’auto e a spostar­si da una local­ità all’altra per non dover subire questo inevitabile dis­a­gio». La Garde­sana Occi­den­tale «scop­pia» da decen­ni sot­to il peso del traf­fi­co. Negli ulti­mi tem­pi si sono mes­si molti cerot­ti, ma le diver­gen­ze locali e le dif­fi­coltà prog­et­tuali han­no imped­i­to una soluzione rad­i­cale, come l’ipotizzata Garde­sana a mez­za cos­ta di cui si parla­va negli anni Ses­san­ta. Oggi il prob­le­ma non è più prorogabile.Un mez­zo alter­na­ti­vo all’autoL’idea del vaporet­to, anco­ra allo sta­to embri­onale, potrebbe rap­p­re­sentare la scelta gius­ta, non solo per offrire col­lega­men­ti como­di e prati­ci ai tur­isti, ma anche ai res­i­den­ti, che d’estate prob­a­bil­mente lascereb­bero volen­tieri l’auto in garage se avessero a dis­po­sizione un mez­zo di trasporto alter­na­ti­vo per spostar­si da un paese all’altro. «Toc­can­do Salò, con due fer­mate, Toscolano, Bogli­a­co, Vil­la, Gargnano — con­tin­ua Nas­tuz­zo -, ma anche la zona costiera pos­ta in prossim­ità del bor­go col­linare di Ceci­na, il vaporet­to rac­coglierebbe moltissi­mi cit­ta­di­ni e tur­isti ben dis­posti ad un per­cor­so agev­ole e piacev­ole. Il vaporet­to, sapi­en­te­mente inser­i­to tra gli orari delle corse del­la Nav­i­gar­da, andrebbe insom­ma a col­mare, nel peri­o­do esti­vo, una vis­tosa lacu­na in tema di mobil­ità sul­la riva bres­ciana del Gar­da». La ques­tione è sta­ta recen­te­mente affronta­ta anche dal­la Comu­nità del Gar­da, nel cor­so dell’ultima assem­blea: «Va sostenu­ta l’idea — ha dichiara­to il pres­i­dente Aventi­no Frau — di creare una serie di col­lega­men­ti tra le varie local­ità, vis­to che d’estate le strade intasate obbligano gli auto­mo­bilisti a lunghe code. Per­ché non puntare, quin­di, sui vaporet­ti a breve per­cor­ren­za, come avviene sul lago di Costan­za o a Venezia?». Il ruo­lo del­la Comu­nità del GardaAll’attenzione del­la Comu­nità del Gar­da c’è anche il tema del­la ges­tione del­la nav­igazione pub­bli­ca, che con­tin­ua a far capo alla Ges­tione gov­er­na­ti­va dei laghi di Gar­da, Como e Mag­giore, nonos­tante le leg­gi vigen­ti e le delibere delle Giunte region­ali che impon­gono la «region­al­iz­zazione» del servizio. La ques­tione è da tem­po allo stu­dio del­la Comu­nità del Gar­da, che ipo­tiz­za la cos­ti­tuzione di un’apposita soci­età garde­sana, parte­ci­pa­ta anche da sogget­ti pri­vati, che si occu­pi sia di inter­ven­ti strut­turali (por­ti), sia di servizi strate­gi­ci come appun­to la nav­igazione pub­bli­ca. In questo caso il mod­el­lo cui si guar­da è quel­lo del servizio attua­to sul lago d’Iseo.Simone Bot­tura 

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