Cerimonia domenica per la consegna del riconoscimento dedicato a Gasparo da Salò. Premi a Francesco Dolfo e ai coniugi Foff

Salodiani benemeriti

02/11/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Ver­rà asseg­na­to domeni­ca 4 novem­bre, alle ore 17, nel­la sala con­sil­iare del Palaz­zo comu­nale di Salò, il pre­mio «Gas­paro». Per il 2001 saran­no pre­miati Francesco Dol­fo (papà di Nino, apprez­za­to criti­co cin­e­matografi­co di Bres­ciaog­gi), Tul­lio Fof­fa e la moglie Maria Tere­sa Cru­ciani. «Nel­l’in­ten­to di pros­eguire una tradizione avvi­a­ta da qualche anno, e per dare mag­giore solen­nità alla man­i­fes­tazione, abbi­amo indi­vid­u­a­to quale gior­na­ta sig­ni­fica­ti­va la ricor­ren­za del patrono di Salò, San Car­lo Bor­romeo», rimar­ca il sin­da­co . Il nome di Dol­fo, di orig­i­ni friu­lane, è lega­to all’Is­ti­tu­to San­t’Or­so­la. Dopo aver lavo­ra­to come aiu­tante isti­tu­tore a Cre­mona, ebbe occa­sione di trasferir­si a Salò, al col­le­gio civi­co. Al ter­mine del­la guer­ra, però, tornò a casa, a Fiume Vene­to, pochi chilometri da Por­de­none. E là fu elet­to sin­da­co. Nel gen­naio ’46 l’Opera Pia Car­ità Laicale lo richi­amò, affi­dan­dogli la ges­tione del civi­co di via Brunati. Il pen­sion­a­to ospi­ta­va più di cen­to ragazzi. Lui trasfor­mò le cam­er­ate in tante stanzette, miglio­ran­done le con­dizioni. Nel ’55 acquisì il S. Orso­la dalle suore, che era­no giunte agli inizi del ’500 (e inseg­na­vano solo alle fem­mine), pros­eguen­do con le Medie e le Magis­trali. Nel ’60-’70 il boom. Il cen­tro stu­di accoglie­va ben 600 allievi, com­pre­si quan­ti fre­quen­ta­vano i cor­si di recu­pero. Qua­si due­cen­to i con­vit­tori. Giungevano da varie regioni, persi­no dal­l’E­mil­ia Romagna, dal­la Toscana, dalle Marche. «Molti — ama ricor­dare il com­menda­tore — mi scrivono anco­ra oggi. E, se pos­sono, ven­gono a trovar­mi. Ricor­dano sor­ri­den­do gli scapac­cioni che molla­vo. A fin di bene, s’in­tende». Col tem­po furono aggiun­ti il Liceo sci­en­tifi­co, il Lin­guis­ti­co e i Pro­gram­ma­tori. Negli anni ’90 l’in­ver­sione di ten­den­za e il grad­uale calo, sino al centi­naio di iscrit­ti del ’96, allorchè l’is­ti­tu­to chiuse. Il com­menda­tore ha regala­to alla Coop­er­a­ti­va cat­toli­ca, gui­da­ta dal par­ro­co e con la sede in via S. Jago, il riconosci­men­to legale dei cor­si di Ragione­r­ia e Magis­trali, tutte le attrez­za­ture (lab­o­ra­to­rio di infor­mat­i­ca con per­son­al com­put­er, lab­o­ra­tori di chim­i­ca, fisi­ca e lingue, lavagne, seg­gi­ole, banchi, cat­te­dre) e anche un con­trib­u­to di 50 mil­ioni. Com­piu­ti i 90, si è riti­ra­to sul… colle, a monte del­la 45 bis. L’ed­i­fi­cio del S. Orso­la ver­rà trasfor­ma­to in res­i­dence. I coni­u­gi Fof­fa, invece, sono legati all’osser­va­to­rio mete­o­ro­logi­co e alla stazione sis­mi­ca. La mam­ma, Maria Tere­sa, suben­tra­ta nel ’51 al pro­fes­sor Carmine Vacatel­lo (che ave­va assun­to la direzione nel ’38, dopo la morte di Pio Bet­toni, il fonda­tore), ha inseg­na­to a lun­go all’Is­ti­tu­to tec­ni­co «Bat­tisti», rac­coglien­do con cer­tosi­na pazien­za i dati cli­mati­ci, che il mar­i­to Tul­lio provvede a esporre ogni mat­ti­na nel­la bacheca sot­to il munici­pio: tem­per­atu­ra, altez­za del­l’ac­qua del lago, umid­ità, ore di sole, mil­limetri di piog­gia, ecc. I due han­no trasmes­so la loro pas­sione alle figlie. Il Sis­tema bib­liote­cario e la Comu­nità mon­tana han­no pub­bli­ca­to i dati fino al ’90. Poi più niente. Il pre­mio con­siste in una stat­uet­ta che ripro­duce il bus­to di Gas­paro, l’in­ven­tore del vio­li­no. L’ul­ti­ma vol­ta l’ha riti­ra­ta un medico, Ange­lo Gas­parot­ti. «In ospedale — disse tra gli applausi — ho conosci­u­to la sof­feren­za fisi­ca e quel­la del­lo spir­i­to. Poi, alla Casa di riposo, si è cer­ca­to di dare dig­nità e con­for­to a chi invec­chia. Mi sen­to un avvo­ca­to per­ma­nente degli anziani, soprat­tut­to di quel­li che per­dono il loro ruo­lo nel­la soci­età e, tal­vol­ta, gli affet­ti famil­iari». Pro­prio un… Angelo.