Vela & Solidarietà

Salpa Proteus la barca a vela per i disabili

24/05/2002 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Brenzone

Sarà vara­ta il pri­mo giug­no al Cir­co­lo nau­ti­co di Castel­let­to di Bren­zone «Pro­teus». l’im­bar­cazione sul­la quale i ragazzi para­plegi­ci potran­no fare il pri­mo cor­so europeo di vela per dis­abili. L’in­tera comu­nità di Bren­zone si è atti­va­ta per la rius­ci­ta del­l’in­au­gu­razione: il Cir­co­lo nau­ti­co di Bren­zone ha assi­cu­ra­to infat­ti la com­ple­ta disponi­bil­ità delle pro­prie attrez­za­ture logis­tiche per le attiv­ità asso­cia­tive, a tito­lo com­ple­ta­mente gra­tu­ito (la base nau­ti­ca offre servizi igien­i­ci, spoglia­toi, e un pun­to di ris­toro com­ple­ta­mente privi di bar­riere architet­toniche) per questo prog­et­to ined­i­to sia a liv­el­lo nazionale che europeo, men­tre l’Am­min­is­trazione si occu­pa del­l’or­ga­niz­zazione. Il cor­so è orga­niz­za­to dal­l’as­so­ci­azione «Eos la vela per tut­ti», nata nel 2000 per inizia­ti­va di alcu­ni appas­sion­ati di vela, acco­mu­nati dal­l’idea che le emozioni legate a questo sport non pos­sono essere acces­si­bili solo a pochi ma van­no con­di­vise anche con chi è meno for­tu­na­to. La nau­ti­ca e la vela sono uti­liz­zate come stru­men­ti riabil­i­ta­tivi rispet­to a vari tipi di hand­i­cap e come mezzi di rein­ser­i­men­to sociale per diverse forme di dis­a­gio. Il dis­abile, una vol­ta sal­i­to in bar­ca, abban­dona la sedia a rotelle e si muove uti­liz­zan­do le brac­cia e la mus­co­latu­ra non toc­ca­ta dal­la par­al­isi. In ques­ta situ­azione, date le carat­ter­is­tiche di ogni bar­ca a vela (insta­bil­ità del mez­zo gal­leg­giante, pre­sen­za sul­l’im­bar­cazione di numerosi appigli, neces­sità di effet­tuare sposta­men­ti fre­quen­ti), egli è costret­to a met­tere in fun­zione e a poten­ziare capac­ità mus­co­lari e di equi­lib­rio in modo del tut­to nat­u­rale e con un’­ef­fi­ca­cia dif­fi­cil­mente real­iz­z­abile con altri sis­te­mi riabil­i­ta­tivi. A questo va aggiun­to l’aspet­to di social­iz­zazione: in bar­ca, le dif­feren­ze tra dis­abile e nor­mod­ota­to ten­dono a sfu­mare. Così due dei soci fonda­tori di Eos, l’avvo­ca­to Mau­r­izio Cimet­ti e l’ingeg­n­er Erwin Linthout, han­no mes­so a dis­po­sizione le loro imbar­cazioni, due J/24, ormeg­giate al Cir­co­lo nau­ti­co di Castel­let­to e chiesto la col­lab­o­razione del giu­dice Michele Dusi, velista para­plegi­co, già pro­mo­tore di espe­rien­ze asso­cia­tive di a vela con dis­abili. I pri­mi aspi­ran­ti velisti sono sta­ti tre ragazze e due ragazzi ex pazi­en­ti del­l’ospedale Sacro Cuore di Negrar, ansiosi di iniziare un per­cor­so di avvic­i­na­men­to alla vela. L’istrut­tore è sta­to indi­vid­u­a­to in un esper­to skip­per pro­fes­sion­ista che ha tenu­to delle lezioni teoriche sui rudi­men­ti del­la nav­igazione nel­la sede del­lo Yacht­ing club Verona. La pri­ma usci­ta a bor­do dei due J/24 si è svol­ta un anno fa e si è riv­e­la­ta per i ragazzi un’es­pe­rien­za entu­si­as­mante. Il suc­ces­so del pri­mo esper­i­men­to, a cui ha dato un sig­ni­fica­ti­vo appor­to la Ban­ca Popo­lare-Ban­co di San Gem­ini­ano e San Pros­pero e del­l’asses­so­ra­to allo Sport del Comune di Verona, ha defin­i­ti­va­mente con­vin­to l’as­so­ci­azione Eos del­la bon­tà del­la stra­da intrapre­sa, e a redi­gere un prog­et­to arti­co­la­to, sud­di­vi­so in due fasi: la pri­ma, sostanzial­mente già com­ple­ta­ta, con­sis­tente nel­l’ad­de­stra­men­to di fisioter­apisti, con l’o­bi­et­ti­vo di farne dei velisti esper­ti, in gra­do di gestire ed oper­are con i pazi­en­ti in totale autono­mia sul­la bar­ca. La sec­on­da fase, in questi mesi del­la pri­mav­era del 2002, che prevede l’is­ti­tuzione per­ma­nente di una strate­gia riabil­i­ta­ti­va a dis­po­sizione del­l’ospedale Sacro Cuore di Negrar, all’in­ter­no del­l’U­nità spinale. A par­tire da giug­no, quin­di, ver­ran­no effet­tuate peri­odiche uscite in bar­ca con pazi­en­ti ospedal­iz­za­ti, autor­iz­za­ti dal­l’e­quipe med­ica e accom­pa­g­nati dai fisioter­apisti, sot­to la respon­s­abil­ità del­l’ospedale. «Pro­teus», bar­ca di 9 metri di lunghez­za, è sta­ta real­iz­za­ta su prog­et­to speci­fi­co a Cavaion e il suo cos­to è sta­to cop­er­to in buona parte da un gen­eroso con­trib­u­to del­la Fon­dazione Cariverona.

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