San Pietro in Mavinas sta cadendo a pezzi e va salvata. Per questo l’antico monumento longobardo, risalente al IX secolo,

Salvare San Pietro in Mavinas

17/10/2004 in Attualità
Di Luca Delpozzo

San Pietro in Mav­inas sta caden­do a pezzi e va sal­va­ta. Per questo l’antico mon­u­men­to lon­go­b­ar­do, risalente al IX sec­o­lo, è al cen­tro oggi, domeni­ca 18 otto­bre, dell’annuale appun­ta­men­to pro­pos­to in tut­ta italia dal Fon­do per l’ambiente. Sul la locale del­egazione del ha deciso di aprire la chieset­ta ai vis­i­ta­tori, di orga­niz­zare due dal prof. Giampi­etro Bro­gi­o­lo, docente di arche­olo­gia medio­e­vale all’ di Pado­va con la col­lab­o­razione dell’associazione Lacus, men­tre il prof. Gian Car­lo Quaglia illus­tr­erà i pregevoli affres­chi che ornano l’antica chiesa. L’iniziativa, i prog­et­ti di restau­ro, le carat­ter­is­tiche storiche di San Pietro in Mav­inas sono sta­ti illus­trati al nel cor­so di una ser­a­ta orga­niz­za­ta dal Lyons club di Sirmione da Giampi­etro Bro­gi­o­lo, Rena­ta Sal­varani, Gian Car­lo Quaglia e Cesare Feif­fer. In sostan­za le novità sono date dal fat­to che è ormai cer­ta la pre­sen­za sot­to l’attuale edi­fi­cio dei resti di un edi­fi­cio di cul­to romano o pale­ocris­tiano. Inoltre un anno fa è sta­to scop­er­to un affres­co che rap­p­re­sen­ta San Pao­lo per cui si è ipo­tiz­za­to che la chiesa fos­se ded­i­ca­ta ai san­ti Pietro e Pao­lo. «È decisa­mente pre­caria la situ­azione dell’antica chiesa lon­go­b­ar­da, sor­ta come chiesa pri­va­ta di un cor­ti­giano di re Deside­rio — spie­ga il prof. Quaglia, diret­tore dell’Istituto di ricer­ca del restau­ro dell’abazia di Maguz­zano -. Le strut­ture murarie non sono asso­lu­ta­mente in buono sta­to. Gli affres­chi rischi­ano, a causa di umid­ità e delle infil­trazioni d’acqua di andar per­du­ti». «Per questo — aggiunge — una vol­ta com­ple­ta­to a Sirmione il restau­ro del­la chieset­ta di S.Anna, si por­rà mano a quel­la di san Pietro in Mav­inas gra­zie alla deter­mi­nante spon­soriz­zazione del restau­ro da parte del­la Ban­ca Popo­lare di Verona e Novara». E questo non è che l’ennesimo inter­ven­to di recu­pero dei prin­ci­pali tesori del­la riv­iera gare­desana iniziati a Padenghe con la pieve di S. Emil­iano, con il san­tu­ario di San Felice del Bena­co, pros­e­gui­ti a Maguz­zano. Gra­zie ai pri­vati sono sta­ti com­ple­tati i restau­ri di due delle chiese dimen­ti­cate del bas­so lago. Sono quelle di San Francesco Save­rio a Machet­to di Desen­zano e di a Mon­tonale, splen­di­da chieset­ta set­te­cen­tesca con stuc­chi ed una stu­pen­da fac­cia­ta in pietra e cotto.