Edita «Ungiroingiro», la guida fotografica per i più curiosi

Salvi abbraccia tutto il lago

15/07/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
s.m.

L’el­e­gan­za for­male del­l’im­pag­i­nazione non è una sor­pre­sa. Così come non lo è la bellez­za delle immag­i­ni: fotografie che Ste­fano Salvi riesce sem­pre a scattare — ed è un seg­re­to che non svel­erà mai a nes­suno — nelle con­dizioni di luce più fas­ci­nose che si pos­sano immag­inare. Ma oltre a tut­to questo, nel­l’ul­ti­ma fat­i­ca edi­to­ri­ale del noto pro­fes­sion­ista rivano (Ungiroin­giro, itin­er­ari incon­sueti nel ), c’è un «di più» politi­co insospet­ta­bile: Ste­fano Salvi è rius­ci­to a met­tere insieme un prodot­to «pro­mozionale» tur­is­ti­co dove il Gar­da, soli­ta­mente in vet­ri­na per com­par­ti­men­ti stag­ni (com­par­ti­men­ti che sono le sue diverse entità ammin­is­tra­tive), si offre al let­tore, al curioso, a chi vuole conoscerne gli aspet­ti più defi­lati e intri­g­an­ti, in veste uni­taria: Gar­da trenti­no, Gar­da bres­ciano, Gar­da veronese.Eh sì, per­chè Ungiroin­giro, che in ven­tim­i­la copie provved­er­an­no a dis­tribuire gra­tuita­mente gli spon­sor isti­tuzion­ali — vale a dire l’Apt sul fronte trenti­no, il Con­sorzio Riv­iera dei Limoni su quel­lo bres­ciano e l’Apt del­la Riv­iera degli Olivi su quel­lo veronese — abbat­te i con­fi­ni del­la polit­i­ca ed offre al let­tore (in due lingue: ital­iano e tedesco) le sug­ges­tioni di un lago che, come gius­ta­mente anno­ta Enio Meneghel­li in pre­fazione, cava dal cilin­dro tut­to quel­lo che serve «per non annoiarsi».Salvi, la sua macchi­na fotografi­ca, le sue didas­calie poet­iche e accat­ti­van­ti sco­v­ano dal cam­pi­onario illim­i­ta­to del Bena­co un ric­co col­lage di sug­ger­i­men­ti, spes­so poco conosciu­ti dagli stes­si abi­tan­ti del ter­ri­to­rio: come gli angoli più nascosti di via Maroc­co (a Riva), gli ulivi cen­te­nari di Roncaglie, le scul­ture nei sas­si del Sar­ca, le cave di San Mar­ti­no, il «vul­cano fred­do» delle Busat­te, le trote di Biace­sa, le nin­fee del­l’Am­po­la, i tet­ti di paglia di Mag­a­sa, le case medievali del bas­so lago. E decine ancora.Corredata da un’ac­cu­ra­ta map­pa degli itin­er­ari (qua­si tut­ti per­cor­ri­bili anche in bici­clet­ta), da utili sug­ger­i­men­ti sui pun­ti di ris­toro o di sog­giorno, la gui­da di Salvi è sicu­ra­mente un prezioso vol­umet­to che il tur­ista garde­sano sfoglierà volen­tieri, per poi riporre in vali­gia e far vedere agli ami­ci e ai conoscen­ti. Il bel­lo appa­ga sè stes­si e invoglia gli altri. Salvi s’è mosso con ques­ta paro­la d’ordine.

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