Cgil, Cisl e Uil si mobilitano in difesa dell’ospedale di Fasano. La chiusura? «Un’offesa alla sanità gardesana»

«Salviamo il S. Corona»

02/08/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Alfredo Laffranchi

«L’ospedale di Fasano nel Comune di Gar­done Riv­iera non deve chi­ud­ere». Deve essere piut­tosto raf­forza­to con inves­ti­men­ti adeguati, vis­to che si tro­va in una zona in cui le strut­ture ospedaliere davvero non abbon­dano, e la dif­fi­cile situ­azione via­bilis­ti­ca richiede ore, a chi abi­ta in mon­tagna, per scen­dere a fon­do valle. Ques­ta, in estrema sin­te­si, l’opin­ione del sin­da­ca­to, espres­sa ieri nel cor­so di una con­feren­za stam­pa che si è svol­ta nel­la sede Cisl di via Zadei a Bres­cia. Era­no pre­sen­ti Glo­ria Baral­di e Gio­van­ni Ama­rante del­la Fps-Cgil, Diego Zorzi (Fps-Cisl), Andrea Ric­cò e Pietro Boifa­va (Fpl-Uil); oltre ad Ignazio Var­varo (Rsu Spedali Civili). Andrea Ric­cò, il pri­mo a pren­dere paro­la ha rias­sun­to la situ­azione dicen­do: «Ieri il diret­tore gen­erale degli Spedali Civili si è incon­tra­to con il sin­da­ca­to e ci ha comu­ni­ca­to la deci­sione di chi­ud­ere l’ospedale San­ta Coro­na di Fasano, entro e non oltre l’an­no 2005. I motivi? A sen­tire le ragioni del diret­tore gen­erale Lucio Mas­tro­mat­teo — ha aggiun­to Ric­cò — l’ospedale di Fasano deve chi­ud­ere per caren­ze strut­turali e tec­no­logiche. Occor­rereb­bero oltre tre mil­ioni e mez­zo di euro per met­tere in rego­la (e per ren­dere com­pet­i­ti­va) la strut­tura, men­tre esistono vin­coli architet­toni­ci ambi­en­tali che osta­colano gli inter­ven­ti». I posti let­to sono 61 ma la chiusura sarebbe una aut­en­ti­ca maz­za­ta per il Gar­da. L’ospedale di Fasano è noto da tem­po in Italia come esem­plare strut­tura riabil­i­ta­ti­va per malati di cuore. La strut­tura ha avu­to anche il suo atti­mo di celebrità nazionale quan­do in uno dei suoi pri­mi film Erman­no Olmi effet­tuò molte riprese all’in­ter­no del San­ta Coro­na dove (nel­la vicen­da filmi­ca) era ricov­er­a­to uno dei pro­tag­o­nisti. Un uomo a pezzi che trae­va gio­va­men­to evi­dente dal­la bellez­za del lago e dal­la fun­zion­al­ità del San­ta Coro­na. Sec­on­do il diret­tore gen­erale Mas­tro­mat­teo i 66 posti di lavoro del­l’ospedale di Fasano non sareb­bero in peri­co­lo per­chè tut­ti i dipen­den­ti saran­no trasfer­i­ti a Bres­cia o a Mon­tichiari. E i pazi­en­ti? Saran­no inser­i­ti nel­l’ospedale Richiedei di Gus­sa­go. La «forte pre­oc­cu­pazione» e le per­p­lessità espresse ieri dai sin­da­cal­isti face­vano però rifer­i­men­to soprat­tut­to alla sorte dei 66 lavo­ra­tori occu­pati nel­la strut­tura di Fasano che dovreb­bero sob­bar­car­si gravi sac­ri­fi­ci per man­tenere il pos­to di lavoro. «C’è chi abi­ta a Tig­nale — è sta­to ricorda­to fra l’al­tro — trasferir­si a Bres­cia o Mon­tichiari non sarebbe uno scher­zo». Molto crit­i­ci gli inter­ven­ti di Glo­ria Baral­di che ha det­to fra l’al­tro: «Sap­pi­amo che nel­la zona del Gar­da i pri­vati inten­dono inve­stire nel set­tore riabil­i­ta­ti­vo, lo stes­so set­tore che invece si vuole sman­tel­lare. La chiusura, in prat­i­ca, si trasformerebbe in una sot­traz ione di servizi san­i­tari in una zona grave­mente svan­tag­gia­ta. L’ospedale di Roè Vol­ciano? Se ne par­la tan­to, ma per ora si trat­ta di una pos­si­bil­ità, non di una realtà. Per anni è sta­ta prat­i­ca­ta la polit­i­ca di far morire di ine­dia l’ospedale di Fasano. Ecco per­chè ora sono nec­es­sari oltre 3 mil­ioni e 500 mila euro per rimet­ter­lo in ses­to ed aggiornare la strut­tura al liv­el­lo tec­no­logi­co attuale. Il diret­tore Mas­tro­mat­teo fa notare che i cli­en­ti milane­si e delle altre province adesso pagano solo come quel­li bres­ciani. Ma non è una gius­ti­fi­cazione accetta­bile. Sec­on­do noi — ha con­clu­so Glo­ria Baral­di — occorre invece rilan­cia­re nel modo migliore la strut­tura di Fasano e non ipo­tiz­zarne peri­odica­mente la chiusura.