Wwf e Amici della Terra temono l'imminente sanatoria: produrrebbe effetti deleteri su un ambiente già compromesso. Troppi abusi edilizi e campagne sacrificate. La spirale va fermata

«Salviamo la Busa con il parco agricolo»

14/09/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo

Lo svilup­po indus­tri­ale-arti­gianale può con­tin­uare a con­vi­vere, divo­ran­do fette sem­pre più vaste di ter­ri­to­rio, con la vocazione tur­is­ti­ca e agri­co­la del­l’Al­to Gar­da? No, sec­on­do il Wwf e gli Ami­ci del­la Ter­ra, che pro­pon­gono l’is­ti­tuzione di un par­co agri­co­lo per la sal­va­guardia del­la cam­pagna sopravvis­su­ta alle spec­u­lazioni ed all’antropiz­zazione e la val­oriz­zazione dei suoi prodot­ti. Un’idea che i pro­tezion­isti lan­ciano non a caso in questo momen­to: a pre­oc­cu­par­li è l’at­te­so con­dono edilizio.In Busa, sosten­gono il Wwf Bas­so Sar­ca e gli Ami­ci del­la Ter­ra in un comu­ni­ca­to scrit­to a quat­tro mani, stan­no fer­ven­do i prepar­a­tivi di col­oro a cui non par vero di riparare ad un abu­so edilizio con la sana­to­ria. Agli abusi «vec­chi», rispet­to ai quali si reg­is­tra una scarsa reat­tiv­ità delle ammin­is­trazioni comu­nali, se ne aggiun­gono di nuovi. Tra questi viene seg­nala­ta l’oc­cu­pazione di una vas­ta area agri­co­la lun­go via S.Andrea, adibi­ta a parcheg­gio di cas­soni dal­la dit­ta di auto­trasporti Euro­tra­ma: «Area ques­ta che il Prg di Arco des­ti­na come agri­co­la pri­maria. In prece­den­za una pic­co­la porzione era già sta­ta abu­si­va­mente uti­liz­za­ta sem­pre con lo scopo di parcheg­gia­re i Tir. Il con­dono Berlus­coni del 1994 ave­va “provvi­den­zial­mente” sana­to l’abuso…Nella pri­mav­era scor­sa le ruspe si sono messe al lavoro (uffi­cial­mente si trat­ta di una bonifi­ca agraria autor­iz­za­ta, n.d.r.) per trip­li­care il parcheg­gio. Per sal­vare le apparen­ze si è provve­du­to a recintare e a occultare l’am­pli­a­men­to del­la rimes­sa dei camion con cumuli di ter­ra che ne impedis­cono la vista dal­la strada.».«Purtroppo — pros­eguono Wwf e Ami­ci — non è l’u­ni­co caso di uso abu­si­vo di aree pre­viste per l’a­gri­coltura pri­maria. Vedi­amo infat­ti con tris­tez­za che porzioni di cam­pagna ven­gono usate come depos­i­to di mate­ri­ali edili, rimes­sa di automezzi, parcheg­gio di attrez­za­ture di vario tipo. Ciò sen­za che le ammin­is­trazioni locali inter­vengano per ripristi­narne la cor­ret­ta des­ti­nazione. Assis­ti­amo così nel­la nos­tra Busa ad una con­tin­ua sot­trazione di ter­ri­to­rio agri­co­lo oper­a­ta sia in modo non lecito sia attra­ver­so gli stru­men­ti urban­is­ti­ci che, con­sen­ten­do l’a­van­za­ta costante del cemen­to per l’inse­di­a­men­to di nuove attiv­ità umane e per la creazione di nuove strade, por­tano ad un liv­el­lo insosteni­bile il cari­co antrop­i­co che gra­va sul nos­tro territorio».Meno macro­scop­i­co, ma altret­tan­to dan­noso, è l’ef­fet­to indot­to: la manomis­sione, con boni­fiche agrarie, di zone col­li­nari, inter­ven­ti che com­pro­met­tono la nat­u­ral­ità del­l’am­bi­ente e com­por­tano seri rischi idro­ge­o­logi­ci. Ques­ta per­ver­sa spi­rale neg­a­ti­va va fer­ma­ta, con­cludono Wwf e Ami­ci del­la Ter­ra, con l’is­ti­tuzione di un par­co agri­co­lo «che com­pren­da tutte le aree agri­cole dei comu­ni del Bas­so Sar­ca. Questo stru­men­to, che può util­mente ispi­rar­si ad esem­pi vir­tu­osi sper­i­men­tati nel nos­tro Paese, deve servire non solo a tute­lare la cam­pagna ma anche a val­oriz­zare la nos­tra agri­coltura e a miglio­rare la qual­ità del nos­tro ambi­ente e del nos­tro paesaggio».