Convegno sul Romanico: «Urge un piano di recupero artistico»

«Salviamo la nostra storia dall’invasione del cemento»

21/05/2002 in Cultura
Di Luca Delpozzo
Desenzano del Garda

Dal con­veg­no sul Roman­i­co nel­l’area del Gar­da, i cui atti sono sta­ti pre­sen­tati a Desen­zano per inizia­ti­va del­l’asses­so­ra­to alla Cul­tura, sca­tur­isce un mes­sag­gio chiaro e allo stes­so tem­po forte: occorre definire un piano strate­gi­co di recu­pero e di val­oriz­zazione del­l’in­gente e stra­or­di­nario pat­ri­mo­nio stori­co-artis­ti­co per sal­var­lo da ulte­ri­ori urban­iz­zazioni. Per dirla più bru­tal­mente, dalle colate di cemen­to. La ricer­ca sul Roman­i­co, ese­gui­ta da un grup­po di ricer­ca­tori e stu­diosi tra i quali Rena­ta Sal­varani (man­ag­er didat­ti­co per la prog­et­tazione e coor­di­na­men­to del cor­so di lau­rea in attiv­ità tur­is­tiche e val­oriz­zazione cul­tur­ale del ter­ri­to­rio del­la Cat­toli­ca di Bres­cia), Gian­car­lo Anden­na ( Cat­toli­ca di ), Euge­nio Tur­ri (Politec­ni­co di Milano, Francesca Flo­res D’Ar­cais (Cat­toli­ca di Milano) ed altri anco­ra, ha indi­vid­u­a­to la bellez­za di un centi­naio di edi­fi­ci preva­len­te­mente reli­giosi e ricon­ducibili ai due sec­oli a ridos­so del Mille, che videro in Europa i gran­di fenomeni del pel­le­gri­nag­gio e delle Cro­ci­ate, del­la Rifor­ma del­la Chiesa, del­la nasci­ta delle munic­i­pal­ità, del­l’e­lab­o­razione di nuovi lin­guag­gi fig­u­ra­tivi. Era quel­lo un con­testo di grande aper­tu­ra e di inten­sa cir­co­lazione di per­sone e di idee che pro­dusse anche nel­l’area garde­sana mon­u­men­ti artis­ti­ci di alto liv­el­lo e di calore artis­ti­co uni­ci. Una trac­cia indelebile las­ci­a­ta dal­la sto­ria sul ter­ri­to­rio. «Gli stu­di e i mate­ri­ali di ricer­ca — spie­ga Rena­ta Sal­varani, autrice di altre pub­bli­cazioni pregevoli e col­lab­o­ra­trice per la terza pag­i­na di un quo­tid­i­ano nazionale — sono la base per la real­iz­zazione di una rete di itin­er­ari di tur­is­mo cul­tur­ale, un’oc­ca­sione di val­oriz­zazione del ter­ri­to­rio attra­ver­so la riscop­er­ta di mon­u­men­ti che lo carat­ter­iz­zano in modo pecu­liare». L’indagine dei ricer­ca­tori ha por­ta­to alla luce situ­azioni anco­ra sconosciute, altre ben note ma mai appro­fon­dite. Sot­to la chiesa roman­i­ca di , per esem­pio, è sta­ta val­oriz­za­ta una crip­ta sot­ter­ranea. Il bat­tis­tero di Pon­tenove a Bedi­z­zole era vici­no ad un cen­tro di pas­sag­gio sul fiume Chiese. Ma altri edi­fi­ci, purtrop­po, risul­tano in sta­to d’ab­ban­dono o, più sem­plice­mente, igno­rati dal­l’opin­ione pub­bli­ca o dalle stesse ammin­is­trazioni. È quest’ultimo il caso del­la chieset­ta di San Pietro in Olive­to, a Limone sul Gar­da, che non è vis­itabile. Ma il ris­chio per alcune di queste tes­ti­mo­ni­anze antichissime è sem­pre grave. Gli esem­pi non man­cano. A Padenghe il com­p­lesso di Sant’Emiliano, di recente riscop­er­to e rilan­ci­a­to gra­zie alle sol­lecitazioni del e del pro­fes­sor Gian Car­lo Quaglia, potrebbe venire «nascos­to» da una lot­tiz­zazione di prossi­ma aper­tu­ra. Una cola­ta di cemen­to di oltre 145 mila metri quadri, che vedrebbe la luce a poche centi­na­ia di metri dal­la stu­pen­da chieset­ta. Par­ti­co­lar­mente sig­ni­fica­ti­vo un pas­sag­gio del­l’in­ter­ven­to del pres­i­dente del­la , . Una pre­sa di posizione che non dovrebbe rimanere inascolta­ta. «L’arte è un bene che si è costru­ito e mod­i­fi­ca­to nel tem­po, com’è accadu­to per i borghi e le attiv­ità del­l’uo­mo: per quan­to riguar­da il Gar­da questo bene è di raro pre­gio, del­i­ca­to, e quin­di in molti casi ha bisog­no di essere, oltre che vis­su­to, anche pro­tet­to. Questo bisognerebbe fare».