Seicento firme in Consiglio. L’ufficio aperto solo per tre giorni, nonostante il turismo Problemi anche da Maderno a Tremosine

«Salviamo le Poste di Fasano»

30/11/2005 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Per sal­vare l’uf­fi­cio postale di Fasano sono state rac­colte 600 firme, e il con­siglio comu­nale di Gar­done Riv­iera ha deciso (all’u­na­nim­ità) di sostenere la petizione, sol­lecitan­do i respon­s­abili provin­ciali a inter­venire. Al momen­to l’uf­fi­cio, sit­u­a­to nel com­p­lesso “Vil­la dalle rose”, tiene aper­to soltan­to tre giorni alla set­ti­mana: mart­edì e giovedì dalle 8.30 alle 14, saba­to dalle 8.30 alle 12.30. Ma le con­tin­ue riduzioni di orario fan­no pen­sare a un futuro anco­ra più nero. Di fronte a tale situ­azione i cit­ta­di­ni han­no deciso di protestare vivace­mente. «Fasano — sot­to­lin­ea la petizione — è una local­ità a vocazione tur­is­ti­ca, come dimostra­to dal numero dei vil­leg­gianti che sog­gior­nano da mar­zo a otto­bre. La riduzione di orario a cui è sta­to sot­to­pos­to l’uf­fi­cio postale ha deter­mi­na­to una sot­trazione di servizi nel peri­o­do sta­gionale in cui l’uten­za risul­ta più che rad­doppi­a­ta, gra­zie all’aper­tu­ra di tutte le strut­ture ricettive e com­mer­ciali sul ter­ri­to­rio. Noi resp­in­giamo con fer­mez­za questo meto­do di oper­are dei respon­s­abili del­l’Am­min­is­trazione provin­ciale delle Poste, che con le loro scelte sbagli­ate non risolvono i prob­le­mi legati alla pro­dut­tiv­ità del­l’uf­fi­cio, ma sono causa di dis­servizio e dis­af­fezione dei cit­ta­di­ni, res­i­den­ti e non. Chiedi­amo per­tan­to di man­tenere e riqual­i­fi­care l’uf­fi­cio di Fasano, amplian­do la gam­ma delle prestazioni e ripristi­nan­do l’aper­tu­ra nor­male per l’in­tera set­ti­mana». La rac­col­ta di firme è sta­ta orga­niz­za­ta dal­la Asso­ci­azione “La rata”, che pro­muove abit­ual­mente una serie di attiv­ità cul­tur­ali, ricre­ative, sportive. Com­men­ta Mario Ercu­liani, uno dei com­po­nen­ti del diret­ti­vo: «Il ridi­men­sion­a­men­to è avvenu­to ques­ta estate. Le per­sone di buon­sen­so sono sgo­mente e non capis­cono come certe scelte azien­dali pos­sano essere effi­caci e pro­dut­tive se ven­gono intrap­rese nel peri­o­do in cui si potrebbe lavo­rare di più e con mag­giore red­di­tiv­ità. Una deci­sione sbagli­a­ta, nel momen­to in cui l’Am­min­is­trazione comu­nale di Gar­done Riv­iera, per sgravare le Poste dei gravosi oneri di locazione, ha indi­vid­u­a­to una nuo­va sede, con grande impeg­no e sfor­zo finanziario. Pri­ma l’ospedale San­ta Coro­na, di pro­pri­età del Civile di Bres­cia, che accoglie­va car­diopati­ci di molte local­ità. Il 24 novem­bre, la notte del ter­re­mo­to, i pazi­en­ti furono trasportati in altre strut­ture. L’ed­i­fi­cio, giu­di­ca­to inag­i­bile, è anco­ra spran­ga­to. Poi è toc­ca­to all’uf­fi­cio postale. Il tut­to con­tro ogni log­i­ca e con­tro le neces­sità dei cit­ta­di­ni, i quali si trovano a subire i dis­servizi di scelte irre­spon­s­abili. La stra­da segui­ta non por­ta di sicuro al rilan­cio, e non va nem­meno nel­la direzione del­la con­cor­ren­za alle banche». L’al­tro giorno, nel­la riu­nione del con­siglio comu­nale, il sin­da­co Alessan­dro Baz­zani e il vice Euge­nio Mus­ciot­to han­no det­to che «il prob­le­ma riguar­da numerosi pae­si: Mader­no, Navaz­zo e Cos­ta di Gargnano, Mag­a­sa, Valvesti­no, Tremo­sine. Tan­to che la Comu­nità mon­tana Alto Gar­da si è atti­va­ta, tenen­do una con­feren­za di servizi. I respon­s­abili delle Poste sosten­gono che Fasano ha una pro­dut­tiv­ità infe­ri­ore ai para­metri sta­bil­i­ti dal­la sede cen­trale. Ci han­no comunque assi­cu­ra­to che l’uf­fi­cio ter­rà aper­to tre giorni, e che non chi­ud­erà. Noi vor­rem­mo, invece, ritornare ai sei giorni». Il munici­pio è inten­zion­a­to a met­tere a dis­po­sizione i locali al piano ter­ra del­l’ex hotel Cen­trale, in fase di ristrut­turazione, in modo da alleg­gerire il cos­to del­l’af­fit­to attual­mente paga­to dalle Poste. «I cit­ta­di­ni sono dis­ori­en­tati — ha con­clu­so Ste­fano Vis­con­ti, capogrup­po di mino­ran­za, pri­mo fir­matario del­la petizione -, e si ori­en­tano ver­so gli uffi­ci di altre local­ità. Rite­ni­amo che, da noi, deb­ba essere tenu­ta in con­sid­er­azione anche la pre­sen­za di numerosi turisti».