Marco Benamati era al timone della motovedetta della polizia durante il fortunale che si abbatté sul trofeo Gorla nel 2003

Salvò 23 velisti, riceve la Bricola d’oro

12/11/2005 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Luca Belligoli

Mar­co Bena­mati, di Mal­ce­sine, assis­tente capo del­la in forza al com­mis­sari­a­to di Riva del Gar­da, è sta­to insigni­to del Pre­mio inter­nazionale sul­la sicurez­za nel­la “Brico­la D’Oro” (il nome brico­la deri­va dai pali di ormeg­gio delle imbar­cazioni). Il pre­mio è patro­ci­na­to dal­la Regione Friuli Venezia Giu­lia, dal­la Provin­cia di Udine, dal­la Cit­tà di Lati­sana e dal­la Cam­era di Com­mer­cio di Udine, gli è sta­to con­seg­na­to in occa­sione del­la diciottes­i­ma mostra nau­ti­ca di April­ia Marit­ti­ma, e ha come tema gli «atti di ero­is­mo com­piu­ti dalle isti­tuzioni nel soc­cor­so ai nav­i­gan­ti per la sal­va­guardia del­la vita umana in acque marine e interne». Bena­mati, assieme ai col­leghi Fran­co Dovi­go e Val­ter Ris­tori, il 31 agos­to 2003, quan­do sul Gar­da si abbat­té un for­tu­nale di inau­di­ta vio­len­za, riuscì a portare in sal­vo 23 velisti naufra­gati men­tre sta­vano dis­putan­do il 37° , pres­ti­giosa rega­ta che pre­cede di una set­ti­mana la . Bena­mati quel giorno era in servizio di pat­tuglia­men­to nell’alto lago al tim­o­ne del­la motovedet­ta PS 1057, un 11 metri Open Abbate con due motori da 505 cav­al­li. «La pri­ma richi­es­ta di soc­cor­so è arriva­ta intorno a mez­zo­giorno. C’era un velista al largo di Tor­bole che si era infor­tu­na­to a bor­do del­la sua imbar­cazione», ricor­da Bena­mati, «poi siamo inter­venu­ti all’altezza di Limone per cer­care di recu­per­are una bar­ca che si era roves­ci­a­ta ed era in balia delle onde. Gli uomi­ni dell’equipaggio però era­no sta­ti recu­perati dal­la e dal­la ». Intan­to il Pel­er, ven­to da nord, con­tin­u­a­va a rin­forzare, tan­to che era impos­si­bile risalire ver­so Riva; l’unica pos­si­bil­ità era quel­la di tenere una rot­ta a ridos­so del­la spon­da veronese e con­tin­uare a nav­i­gare ver­so sud. «All’altezza di Castel­let­to abbi­amo incro­ci­a­to un’altra bar­ca roves­ci­a­ta, con tut­ti i sei uomi­ni dell’equipaggio in acqua. Il ven­to ave­va rag­giun­to un’intensità ter­ri­f­i­cante. Lan­cia­re le ciambelle di sal­vatag­gio è sta­ta un’impresa; vola­vano come aquiloni. Ciò nonos­tante gra­zie alla bravu­ra e al cor­ag­gio degli altri due col­leghi che era­no a bor­do con me siamo rius­ci­ti a portare in sal­vo in tut­to 23 velisti, che poi abbi­amo affida­to alle cure del pun­to di soc­cor­so allesti­to a Tor­ri dal 118». «Ques­ta», com­men­ta oggi Mar­co Bena­mati, «è sta­ta una stra­or­di­nar­ia espe­rien­za sia sot­to il pro­fi­lo pro­fes­sion­ale che umano; il momen­to più bel­lo e appa­gante è sta­to quel­lo dei i ringrazi­a­men­ti che ho rice­vu­to dai velisti che abbi­amo soc­cor­so. In realtà mi sono molto emozion­a­to anche quan­do ho rice­vu­to il pre­mio e i com­pli­men­ti, pochi giorni fa, dal coman­dante gen­erale delle Cap­i­taner­ie di por­to Luciano Das­sat­ti, pres­i­dente del­la giuria del pre­mio Brico­la d’Oro, e dal diret­tore del­la terza divi­sone dei repar­ti spe­ciali del­la Polizia di Sta­to Pasquale Mam­mone, coman­dante di tutte le squadre nau­tiche del­la Polizia». Intan­to Bena­mati con­tin­ua a incro­cia­re nell’alto Gar­da a bor­do del­la motovedet­ta Ps 1057, che tra poco dovrebbe essere dota­ta di due nuovi motori diesel, quel­li attuali sono a ben­z­i­na. «Gli inter­ven­ti che effet­tuiamo più fre­quente­mente riguardano sur­fisti in dif­fi­coltà», spie­ga Bena­mati, «spes­so però il Pel­er e l’Ora cre­ano prob­le­mi anche ai velisti, che non sono prati­ci del lago e si fidano trop­po delle loro capac­ità; come è suc­ces­so a un inglese — per­al­tro hand­i­cap­pa­to, sen­za una gam­ba — che abbi­amo recu­per­a­to sot­to le roc­ce del Ponale. Era in balia delle onde con il suo cata­ma­ra­no roves­ci­a­to a 180 gra­di. Non vale la pena rischiare quan­do non serve; osare un po’ di più è gius­to, ma sem­pre con buon­sen­so, quan­do si devono aiutare gli altri. Lo ha rib­a­di­to il coman­dante gen­erale delle Cap­i­taner­ie di por­to quan­do ci ha premiato».