Per nove giorni il Centro fiera diventa la capitale di collezionismo, modernariato e oggettistica. Centoquindici espositori mettono in vetrina tappeti, arredamenti e alta orificeria

«Samarcanda», la fiera delle cose introvabili

07/02/2006 in Fiere
Di Luca Delpozzo
Francesco Di Chiara

«In fiera tro­verò sicu­ra­mente qual­cosa che mi piace e se come pen­so andrà bene per le mie tasche, vuol dire che ci sono davvero ogget­ti alla por­ta­ta di tut­ti». La bat­tuta dell’assessore provin­ciale alle Attiv­ità pro­dut­tive Rober­to Arturi è il miglior slo­gan pro­mozionale per la 19esima edi­zione di «Samar­can­da», la mostra mer­ca­to di anti­chità che si svol­gerà al dall’11 al 19 feb­braio 2006. Da ogni parte d’Italia sono atte­si 115 espos­i­tori che spaziano nel set­tore del collezion­is­mo, del mod­ernar­i­a­to e dell’oggettistica. «Samar­can­da» è pro­mossa anco­ra una vol­ta da Staff Ser­vice e dal­la seg­rete­ria del Cen­tro fiera. «La rasseg­na coni­u­ga gli ogget­ti antichi con i pezzi da collezione — affer­ma Car­lo Miot­to, pres­i­dente di Staff Ser­vice — offren­do ai vis­i­ta­tori la pos­si­bil­ità di un sug­ges­ti­vo viag­gio nel tem­po». In vet­ri­na ci sarà quan­to di meglio offre il mer­ca­to in fat­to di arreda­men­to, tap­peti, quadri, ceramiche, ogget­ti d’alta orefi­ce­ria, stampe, scul­ture e tes­su­ti. «Con Samar­can­da c’è sem­pre il gus­to del­la pri­ma vol­ta — con­tin­ua Miot­to — tan­to per il più smal­izia­to dei vis­i­ta­tori quan­to per il collezion­ista. Per­chè tra i pre­gi di ques­ta rasseg­na c’è quel­lo, innega­bile, di coin­vol­gere diret­ta­mente il pub­bli­co, por­tan­do­lo per mano alla scop­er­ta di un mon­do che non finisce mai di stupire». Un mon­do che si perde lon­tano, ai con­fi­ni di terre lon­tane che furono attra­ver­sate dai gran­di viag­gia­tori, come Mar­co Polo. «Il nome del­la rasseg­na — osser­va l’assessore Arturi — evo­ca avven­ture di altri tem­pi. Samar­can­da era la cit­tà d’oriente, conosci­u­ta sin dai tem­pi antichi, nel­la ter­ra di Uzbek­istan, nota per i suoi pro­fu­mi ed i tap­peti. Si trovano in fiera ogget­ti rari, man­i­fat­ture finis­sime, quadri d’autore che sono lì esposti e, come dice­va Picas­so, “non sono com­pleti finchè qual­cuno non li acquista”. Anche il cre­ati­vo cer­ca in Samar­can­da una nuo­va ispi­razione così come l’architetto entra negli stands, ele­gan­te­mente allineati, con l’intenzione di trovare nuove ipote­si di design».