La divisione con Salò del braccio di lago di fronte al paese è al centro della discussione. «Cento metri sono troppo pochi»: la guerra continua

San Felice vuole mezzo golfo

Di Luca Delpozzo
San Felice del Benaco

La «guer­ra del gol­fo» tra San Felice e Salò pros­egue. Nes­suno ave­va mai dato un’oc­chi­a­ta alle carte posse­dute dal Demanio. Col pas­sag­gio ai sin­goli comu­ni dei com­pi­ti in mate­ria di por­ti e passeg­giate a lago, ci si è accor­ti del­l’inghip­po. «Abbi­amo scop­er­to che i con­fi­ni di Salò arrivano addirit­tura sulle nos­tre spi­agge — ha det­to il sin­da­co di San Felice, avvo­ca­to Ambro­gio Flo­ri­oli -. In teo­ria loro potreb­bero recla­mare i canoni dei posti bar­ca di Portese e dei vari ormeg­gi. In prat­i­ca non suc­ced­erà, ma la ques­tione va risol­ta. L’asses­sore di Salò, Bernar­do Berar­dinel­li, si è det­to dis­pos­to a con­ced­er­ci uno spazio d’ac­qua fino a cen­to metri oltre il molo. Noi ne vogliamo di più». Ma i cug­i­ni cosa rispon­dono? «Dalle mappe è emer­so che noi arriv­i­amo fin sul­la spi­ag­gia altrui — dice Berar­dinel­li -. Siamo dis­posti a riti­rar­ci, las­cian­do a San Felice una bel­la striscia d’ac­qua. Il che con­sente loro di incas­sare gli introiti delle con­ces­sioni, sen­za nes­suna com­pli­cazione. Non ci sem­bra invece pos­si­bile sta­bilire il con­fine pro­prio a metà del gol­fo, che è largo 850 metri. Per il fat­to che le autor­iz­zazioni riguardan­ti le man­i­fes­tazioni (spet­ta­coli pirotec­ni­ci, gare di vela o di can­ot­tag­gio, ecc.) ora ven­gono rilas­ci­ate dai sin­goli comu­ni. Se invece il per­cor­so toc­ca acque ter­ri­to­ri­ali diverse, occorre riv­ol­ger­si alla Provin­cia, con inevitabili lun­gag­gi­ni». Salò vuole insom­ma gestire il mag­gior spazio pos­si­bile. Il mese scor­so Flo­ri­oli è anda­to a bus­sare all’ex Casa del­la Mag­nifi­ca Patria, allo scopo di far valere le sue ragioni. Ma ha rice­vu­to un diniego, uffi­cial­iz­za­to con la seguente let­tera: «La giun­ta munic­i­pale di Salò si è espres­sa unanime­mente per con­cedere una fas­cia costiera di 100 metri, da cal­co­lare sui pon­tili e i pen­nel­li. Si può comunque notare che, in cor­rispon­den­za degli attrac­chi (Por­tic­ci­oli, Portesina, il por­to stes­so di Portese) la pro­fon­dità oscil­la fra i 140 e i 214 metri. Tali dimen­sioni con­sentono al vostro comune una com­ple­ta ges­tione delle aree dema­niali di com­pe­ten­za. Cir­ca la tito­lar­ità del gol­fo di Salò è sta­ta recen­te­mente rib­a­di­ta dal­l’en­tra­ta in vig­ore del­la legge regionale n. 20 del 16 agos­to 1994». Qualche sera fa l’ar­go­men­to è sta­to dibat­tuto a San Felice, durante il con­siglio comu­nale. Bor­to­lo Avanzi, del­la mino­ran­za (Polo), ha crit­i­ca­to l’at­teggia­men­to del­la mag­gio­ran­za (cen­trosin­is­tra). «Avreste dovu­to risol­vere la ques­tione in sede di cen­si­men­to gen­erale, al momen­to di fir­mare la doc­u­men­tazione Istat sul­la delim­i­tazione del ter­ri­to­rio — ha det­to -. In tale cir­costan­za, infat­ti, si trac­ciano i nuovi con­fi­ni. Bisog­na­va impun­tar­si in quel­l’oc­ca­sione. Di soli­to la lin­ea è fis­sa­ta a metà di un gol­fo. Come suc­cede con la spon­da veronese e la nos­tra dirimpet­ta­ia Lazise. «Vor­rei porre l’ac­cen­to su alcu­ni aspet­ti: i tubi del nos­tro acque­dot­to pes­cano in pro­fon­dità, sino a 200 metri di dis­tan­za dal­la riva (e le pompe inviano le migli­a­ia di litri nel ser­ba­toio di Cisano); un vec­chio uso civi­co ci con­sente di pescare fino a 160 metri; esistono varie sen­ten­ze del­l’ex Pre­tore Ric­car­do Fuzio sul­la legit­tim­ità delle multe date dai vig­ili urbani di San Felice in mez­zo al gol­fo. «E ora che fac­ciamo? Ci accon­tenti­amo di avere una fas­cia di cen­to metri col ris­chio, mag­a­ri, che in futuro ci dicano di spostare i tubi? I nos­tri nipoti potreb­bero accusar­ci di avere sven­du­to parte del ter­ri­to­rio, e di non aver fat­to gli inter­es­si del paese». Alla fine del­la dis­cus­sione, è sta­to trova­to l’ac­cor­do. Il Con­siglio comu­nale ha accetta­to (all’u­na­nim­ità) di parte­ci­pare alla ges­tione asso­ci­a­ta riguardante il rilas­cio delle con­ces­sioni dema­niali extra­por­tu­ali, e l’in­cas­so dei canoni. Il sin­da­co Flo­ri­oli dovrà però esperire tutte la azioni pos­si­bili, dal­la pros­e­cuzione dei col­lo­qui amichevoli a un’even­tuale causa, per indurre Salò a fis­sare la lin­ea di con­fine a metà del gol­fo. Il brac­cio di fer­ro continua.