Riaperta al pubblico l’antica chiesa arilicense dopo importanti lavori di restauro.
Il parroco: «Questa è la casa di preghiera di tutti i popoli»

San Martino tornaagli antichi splendori

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Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

È una par­roc­chiale di San Mar­ti­no rin­no­va­ta quel­la che saba­to si è mostra­ta agli occhi delle autorità e dei res­i­den­ti di Peschiera: la chiesa del cen­tro stori­co aril­i­cense è sta­ta infat­ti ria­per­ta al pub­bli­co dopo un impor­tante lavoro di mes­sa a nor­ma degli impianti elet­tri­co e di riscal­da­men­to e di restau­ro con­ser­v­a­ti­vo del suo inter­no. Un inter­ven­to che ha riguarda­to anche la cap­pel­la feri­ale, adi­a­cente all’edificio prin­ci­pale, che è sta­ta la pri­ma sul­la quale sono inter­venu­ti i tec­ni­ci per prob­le­mi di con­sol­i­da­men­to alle pareti segui­to, anche in questo caso, dal recu­pero dell’interno.Come si pote­va immag­inare, la visione del­la chiesa restau­ra­ta e illu­mi­na­ta con un impianto «demoti­co» tra i più sofisti­cati ha col­pi­to tut­tI anche per­ché l’intonaco che rico­pri­va l’interno dell’edificio risali­va a qualche deci­na di anni fa. Il restau­ro, ese­gui­to dal­la dit­ta Tisato, ha non solo resti­tu­ito bril­lantez­za agli affres­chi del pit­tore Saon­cel­la, agli altari lat­er­ali, alle vetrate, ma ha por­ta­to al recu­pero del mono­gram­ma di Gesù «IHS» pos­to al cen­tro del­la vol­ta del­la chiesa e com­ple­ta­mente cop­er­to nonché resti­tu­ito alle colonne le dec­o­razioni di cui ormai solo pochi res­i­den­ti con­ser­va­vano memo­ria. Alla cer­i­mo­nia era­no pre­sen­ti tec­ni­ci e autorità: il sin­da­co di Peschiera , gli asses­sori regionale Mas­si­mo Giorgi­et­ti e provin­ciale Luca Colet­to, il diret­tore dei lavori Lino Vit­to­rio Bozzet­to e Anna Mala­vol­ta, fun­zionario del­la Soprint­en­den­za per il pat­ri­mo­nio stori­co artis­ti­co ed etnoantropo­logi­co di Verona, Vicen­za e Rovi­go che ha coor­di­na­to e con­trol­la­to la cor­ret­ta ese­cuzione dei lavori.Presenti, in una chiesa gremi­ta di gente, anche le autorità mil­i­tari del luo­go. In aper­tu­ra, il salu­to del par­ro­co don Vale­rio Can­tari­ni che ha sot­to­lin­eato il val­ore del­la chiesa «casa di preghiera per tut­ti i popoli» e ringrazi­a­to «tut­ti col­oro che a vario tito­lo han­no con­tribuito anche all’organizzazione di ques­ta gior­na­ta di fes­ta. E un gra­zie alle isti­tuzioni che han­no sostenu­to eco­nomi­ca­mente quest’opera di recupero».Un’opera dal cos­to com­p­lessi­vo di cir­ca 650mila euro per la quale il Comune ha stanzi­a­to 70mila euro men­tre la Regione ha dato 51mila euro, 50mila la Provin­cia, 46mila la Fon­dazione Cariverona, 10mila la Cam­era di Com­mer­cio. È sta­ta inoltre inoltra­ta, come ha ricorda­to la Mala­vol­ta, una richi­es­ta di con­trib­u­to anche al min­is­tero per i Beni culturali.Sia il sin­da­co che l’assessore provin­ciale Colet­to si sono sof­fer­mati sull’importanza di questo tipo di recu­peri che van­no ben oltre il sig­ni­fi­ca­to artis­ti­co. Chin­car­i­ni ha infat­ti ricorda­to come pro­prio a Peschiera tutte le realtà reli­giose stiano pen­san­do o affrontan­do prog­et­ti di l’ampliamento degli spazi in cui oper­a­no. L’architetto Bozzet­to ha invece ricorda­to le tappe salien­ti dei lavori e la sto­ria del­la chiesa già cita­ta su doc­u­men­ti del 1100. Dopo la parte isti­tuzionale, la cer­i­mo­nia è pros­e­gui­ta con la cel­e­brazione del­la mes­sa pre­siedu­ta da mon­sign­or Maf­feo Ducoli e con­cel­e­bra­ta dai par­ro­ci di Peschiera e dal padre guardiano del San­tu­ario del Frassino.A corre­do del­la gior­na­ta il momen­to con­viviale„ allesti­to sul sagra­to di San Mar­ti­no Vesco­vo affac­cia­to su piaz­za d’Armi, e suc­ce­si­va­mente il con­cer­to «Et in ter­ra pax», ese­gui­to dall’Orchestra dell’Accademia musi­cale Dodeka­chor­don e dal Coro Marc’Antonio Ingeg­neri diret­ti dal mae­stro Gio­van­ni Pet­ter­li­ni.

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