La provincia ha comprato per un milione e mezzo i 4300 metri quadri di terreno inedificato fra il porto e viale Rovereto. Previsto un ampliamento dello specchio d'acqua interno al molo

San Nicolò: meno parcheggi, più attracchi

16/12/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo
San Nicolò: meno parcheggi, più attracchi

La giun­ta provin­ciale, con una delib­era di ven­erdì scor­so pro­pos­ta dal­l’asses­sore Grisen­ti, ha deciso l’ac­quis­to dal­la soci­età Pich­ler invest­mens srl di Bolzano del­l’ul­ti­mo pez­zo di ter­reno anco­ra da edi­fi­care fra por­to san Nicolò e viale Rovere­to, alle spalle del­l’ed­i­fi­cio bar e servizi costru­ito da poco. Sono cir­ca 4300 metri quadri, che ha provin­cia ha paga­to 1.547.900 euro, prez­zo iden­ti­co al val­ore di espro­prio del ter­reno. L’area è giu­di­ca­ta essen­ziale per le prospet­tive di svilup­po dei servizi por­tu­ali elab­o­rate dal­la Lido di Riva, che gestisce il por­to su con­ces­sione del comune di Riva.La soci­età, sul­la base d’un pre­lim­inare del­l’ar­chitet­to Cec­chet­to, intende ricavare altri 60 posti bar­ca amplian­do lo spec­chio d’ac­qua inter­no a spese del piaz­za­le-parcheg­gio. Con­dizione pre­lim­inare per scav­are una parte del­l’area des­ti­na­ta alla sos­ta ed ai servizi, è di rius­cire ad avere altro spazio disponi­bile. Allun­gan­do d’u­na quindic­i­na di metri lo spec­chio d’ac­qua potreb­bero vanire accolte una ses­san­ti­na delle 150 domande di velisti che chiedono un attrac­co e non pos­sono essere accon­tentati per man­can­za di spazio. La por­tu­al­ità nel­l’al­to lago è crit­i­ca per cron­i­ca man­can­za di ormeg­gi: situ­azione para­dos­sale per un ter­ri­to­rio che met­ten­do al ban­do i moto­scafi ha scel­to ormai da qua­si ven­t’an­ni di puntare decisa­mente sul­la vela. Lido di Riva, seg­nala il pres­i­dente ing. Bertoli­ni, dopo aver ottenu­to la ges­tione del por­to (arriva­ta dopo una trafi­la infini­ta che ha vis­to il bene pas­sare pri­ma dal demanio statale alla provin­cia e quin­di dal­la provin­cia al comune) ha fat­to pre­dis­porre uno stu­dio di larga mas­si­ma. Con l’ac­qui­sizione del ter­reno si riapre il dial­o­go con Tren­to, pri­ma per ver­i­fi­care a quali con­dizioni potrà diventare disponi­bile, quin­di per val­utare il tipo di inter­ven­to da pro­gram­mare (e finanziare).