L’edificio del Comune ha il tetto nuovo e verrà gestito dalla parrocchia dei Santi Zenone e Martino. Risolta con una donazione e un comodato la contesa per la proprietà La chiesetta al Porto meta di fedeli e turisti sarà presto restaurata

San Nicolò riapre le porte

07/03/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Alvaro Joppi

Riapre domani ai fedeli e ai tur­isti la chieset­ta di San Nicolò al Por­to. L’edificio, uno dei più antichi seg­ni del­la sto­ria e del­la cul­tura del­la Com­mu­ni­tas lacisien­sis, è sta­to al cen­tro sia di un provved­i­men­to tam­pone al tet­to, risul­ta­to dan­neg­gia­to dal­la grand­i­na­ta dell’anno scor­so, sia di una lun­ga con­te­sa per deciderne la pro­pri­età. L’eliminazione di infil­trazioni dal­la cop­er­tu­ra dà ora la pos­si­bil­ità di pro­cedere con l’intervento di restau­ro degli affres­chi esisten­ti lun­go il parimetro murario inter­no del­la chieset­ta che mantiene indis­cus­so l’affetto del­la popo­lazione, l’assidua curiosità dei tur­isti e l’attenzione dei cul­tori dell’arte. Nei giorni scor­si gli affres­chi sono sta­ti al cen­tro di un sopral­lu­o­go da parte dei tec­ni­ci incar­i­cati per il loro restau­ro gra­zie al con­trib­u­to del Ban­co Popo­lare di Verona e Novara. I più antichi risal­go­no al XIV sec­o­lo e sono sta­ti esgui­ti quan­do a Lazise, ricor­da uno scrit­to di don Gio­van­ni Agos­ti­ni, «fior­i­vano i com­mer­ci, sorgevano le mura, e i più ric­chi mem­bri del­la con­fra­ter­ni­ta chia­ma­vano da Verona, come si intu­isce, bravi artisti a popo­lare le pareti del­la loro chieset­ta di buone pit­ture per lo sciogli­men­to dei loro voti e l’appagamento del­la loro pietà». Lavori purtrop­po tut­ti più o meno muti­lati a causa di sovrap­po­sizioni o a segui­to di inter­ven­ti assai sbriga­tivi di nuo­vo intona­co. Ria­per­tu­ra del­la chieset­ta risul­ta­ta pos­si­bile, ora, anche gra­zie alla cura di per­sone volon­terose che per con­to del­la par­roc­chia han­no provve­du­to a rip­ulir­la, dopo l’intervento al tet­to, e si sono impeg­nate come Fran­ca Rama e Ren­za Per­inel­li a man­ten­er­la in ordine e ad abbel­lir­la con piante e fiori. Con grande sod­dis­fazione del par­ro­co don Achille Boc­ci dopo l’avvenuta sot­to­scrizione del­la con­ven­zione che dà in affi­da­men­to in uso gra­tu­ito alla par­roc­chia dei San­ti Zenone e Mar­ti­no la chieset­ta appun­to di San Nicolò al Por­to. L’atto chi­ude nel migliore dei modi una con­te­sa sul­la pro­pri­età del bene tra par­roc­chia e Comune. Ques­ta era sor­ta qualche decen­nio fa, quan­do l’ultimo atto con­cor­datario tra Sta­to e Chiesa ave­va por­ta­to nel 1989 a trascri­vere la pro­pri­età dell’immobile alla par­roc­chia lacisiense. Accat­a­sta­men­to ritenu­to in segui­to non cor­ret­to, ma impos­si­bile da annullare in quan­to «ese­gui­to nel pieno rispet­to del decre­to min­is­te­ri­ale del mag­gio 1986». Un involon­tario errore sana­to con la disponi­bil­ità da parte del­la par­roc­chia e del vesco­vo padre Rober­to Flavio Car­raro a ret­ti­fi­care la pro­pri­età con l’escamotage del­la don­azione del­la chieset­ta al Comune, pro­ce­du­ra dal­la Dio­ce­si già attua­ta in altri sim­ili casi. Un bene, quin­di, che ritor­na indis­cus­sa pro­pri­età del­la comu­nità, affida­to però alla par­roc­chia che ne cura «l’esercizio pub­bli­co del cul­to cris­tiano, la manuten­zione ordi­nar­ia e la ges­tione quo­tid­i­ana».