Cipani ribadisce l’opinione contraria alla sistemazione di Gavardo e a favore di una nuova struttura Ospedale: il sindaco si adegua Ma sul vecchio avverte: «Il futuro dell’area lo decidiamo noi»

Sanità gardesana

01/03/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Il sin­da­co di Salò non con­di­vide la scelta del­la di puntare sull’ampliamento dell’ospedale di Gavar­do, can­cel­lan­do defin­i­ti­va­mente l’ipote­si di costru­irne uno nuo­vo per acu­ti, capace di servire l’Al­to Gar­da e la Valle Sab­bia. Non è d’ac­cor­do, ripete, ma si adegua. «Sono stu­fo di fare le battaglie con­tro i muli­ni a ven­to — affer­ma Cipani nel­la con­feren­za stam­pa con­vo­ca­ta per chiarire la posizione degli ammin­is­tra­tori comu­nali salo­di­ani dopo le dichiarazioni del­l’asses­sore regionale Alessan­dro Cè e del diret­tore gen­erale del­l’azien­da di Desen­zano Mau­ro Borel­li -. Mi sono scon­tra­to con tut­ti, pun­tan­do su un nuo­vo ospedale, da 150–160 posti let­to: a Roè Vol­ciano, a Limone di Gavar­do, pro­prio all’uscita del­la 45 bis, a Vil­la di Salò o altrove. Non abbi­amo mai avu­to preclu­sioni sul luo­go. L’importante è che avesse un dipar­ti­men­to di emer­gen­za-urgen­za, la ter­apia inten­si­va e la rian­i­mazione. Ma se nes­suno lo vuole, che fac­ciano pure». «Siamo inoltre par­ti­co­lar­mente con­tenti – aggiunge il sin­da­co — del­la notizia riguardante l’au­men­to degli euro disponi­bili, pas­sati da 29 mil­ioni e 31 e mez­zo, per portare a com­pi­men­to un prog­et­to strate­gi­co. Ave­va­mo dunque vis­to gius­to, soste­nen­do che i sol­di c’er­a­no. Quat­tri­ni fati­cosa­mente ottenu­ti gra­zie all’im­peg­no del sot­to­scrit­to e di Bruno Faus­ti­ni, pres­i­dente del­la Comu­nità mon­tana , nonchè capogrup­po di mag­gio­ran­za in con­siglio comu­nale a Salò. La com­mis­sione di esper­ti, gui­da­ta da Giu­liano Coz­za­glio, ex respon­s­abile san­i­tario del­la Poliambu­lan­za, poi alla clin­i­ca S.Anna-Città di Bres­cia, ha sostenu­to la neces­sità di real­iz­zare una nuo­va strut­tura, che ver­rebbe a costare 200–250 mila euro a pos­to let­to (ven­erdì Borel­li ave­va par­la­to di un impor­to di 500 mila, ndr). Un inter­ven­to fat­tibile con i 29 mil­ioni di euro stanziati a suo tem­po e col rica­va­to dal­la ven­di­ta degli immo­bili. Pren­di­amo atto che la Regione ha deciso diver­sa­mente, ori­en­tan­dosi ver­so l’ampliamento di Gavar­do. La rite­ni­amo una scelta sbagli­a­ta, anche se la rispet­ti­amo». Il sec­on­do nodo riguar­da la riabil­i­tazione. Si sta ven­ti­lan­do l’ipotesi di real­iz­zarla a Bar­bara­no, prob­a­bil­mente nell’area di pro­pri­età del­la Fon­dazione Bravi. Il noso­comio di Salò ha per­so i 140 posti che ave­va, pro­gres­si­va­mente spoglia­to di Oste­tri­cia-gine­colo­gia, oculis­ti­ca, otori­no, chirur­gia, orto­pe­dia, pron­to soc­cor­so, med­i­c­i­na, fisi­a­tria e recu­pero moto­rio. Ora, rimas­to con gli ambu­la­tori dei medici spe­cial­isti, la radi­olo­gia, il pun­to pre­lievi e l’, è con­sid­er­a­to trop­po fatis­cente, «e solo per sis­temare le fon­da­men­ta –ha det­to Borel­li — occor­rereb­bero cinque mil­ioni di euro». Sen­za dimen­ti­care che, essendo in riva al lago, fa gola a molte immo­bil­iari. «Il nos­tro ospedale, sman­tel­la­to giorno per giorno, è arriva­to alla fine – con­tin­ua Cipani -. L’ul­ti­mo colpo lo ha subito dopo il ter­re­mo­to, col trasfer­i­men­to a Gavar­do di psichi­a­tria e dial­isi. Adesso si par­la di una cit­tadel­la del­la salute a Bar­bara­no. Ci spiegher­an­no se pub­bli­ca, pri­va­ta o a cap­i­tale mis­to. In ogni caso dovrà dare risposte alle neces­sità del­la popo­lazione, e avere, quan­tomeno, la pista per gli eli­cot­teri, i lab­o­ra­tori, la dial­isi. Per quan­to riguar­da i sol­di che si potran­no ricavare dal­la ven­di­ta del noso­comio di Salò, una cifra da noi sti­ma­ta in cir­ca 20 mil­ioni di euro, andran­no asso­lu­ta­mente rein­vesti­ti sul ter­ri­to­rio». «Mi sarebbe piaci­u­ta una sin­er­gia col S. Coro­na di Fasano, chiu­so la notte del ter­re­mo­to, di pro­pri­età del Civile di Bres­cia. Ho sol­lecita­to un incon­tro con i diret­tori gen­er­ali dell’Asl, dell’azienda di Desen­zano e del­la cit­tà, per conoscere le loro inten­zioni. Non ho rice­vu­to rispos­ta. Le scelte non com­petono a me, per cui resto a guardare». Ma Cipani tiene in ser­bo l’ultima stoc­ca­ta. «Sia chiaro che le deci­sioni urban­is­tiche rel­a­tive alla des­ti­nazione degli immo­bili com­petono a noi ammin­is­tra­tori comu­nali – rib­adisce -. E a Salò non abbi­amo alcu­na inten­zione di trasfor­mare in res­i­den­ziale la vol­ume­tria dell’attuale vec­chio ospedale, sen­za la garanzia che i quat­tri­ni ricav­abili dal­la ven­di­ta resti­no in loco».

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