Borsani, Scarcella e Borelli disertano il consiglio comunale straordinario sul futuro dell’ospedale locale

Sanità, i big snobbano Salò Bordate da tutti i partiti: delusi i citta

12/11/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Car­lo Bor­sani, asses­sore regionale alla San­ità, Carme­lo Scar­cel­la, respon­s­abile dell’Asl di Bres­cia, e Mau­ro Borel­li, diret­tore gen­erale dell’Azienda ospedaliera di Desen­zano, era­no sta­ti invi­tati a parte­ci­pare al con­siglio comu­nale stra­or­di­nario di Salò per pre­sentare le loro strate­gie sul futuro dell’ospedale locale: spoglia­to del repar­to di Med­i­c­i­na (trasfer­i­to provvi­so­ri­a­mente a Gavar­do, avrebbe dovu­to rien­trare a fine set­tem­bre, ma non è anda­ta così), dal pri­mo gen­naio perderebbe anche Lun­gode­gen­za, trasferi­ta nel­la casa di cura pri­va­ta di Bar­bara­no. Ma nonos­tante le tele­fonate, le let­tere, i fax e le sol­lecitazioni, i tre han­no rin­un­ci­a­to a far­si vedere. E la gente, accor­sa numerosa, è rimas­ta con un pal­mo di naso. «Una vol­ta prese le deci­sioni vi con­vocher­e­mo», ha fat­to sapere Borel­li. Apri­ti cielo. «Non nego un pro­fon­do dis­a­gio — ha det­to il sin­da­co , di Forza Italia -. Ai tre sig­nori farò notare la loro male­d­u­cazione. Vol­e­va­mo sem­plice­mente conoscere a che pun­to sono i prog­et­ti riguardan­ti la san­ità sul nos­tro ter­ri­to­rio». Gian­lui­gi Pez­za­li, Fiamma tri­col­ore: «Borel­li ha pre­sen­ta­to la ter­apia del sor­riso ver­so i bam­bi­ni ammalati, con par­ruc­che e maschere. Questo appun­ta­men­to man­ca­to assomiglia a una pagli­ac­cia­ta. E’ una scor­ret­tez­za indeg­na di per­sone che usano i sol­di dei con­tribuen­ti per pren­dere deci­sioni sopra le nos­tre teste». Alber­to Mari­no, di Rifon­dazione comu­nista: «Arti­coli, let­tere al diret­tore, dibat­ti­ti. Leggen­do la rasseg­na stam­pa, in Regione si saran­no accor­ti che sul medio-alto Gar­da e in Valsab­bia il tema è cal­do. La popo­lazione ha dirit­to di sapere uffi­cial­mente come stan­no le cose. Ma qual­cuno non ha il sen­so di come si svilup­pa la democrazia in Italia». Rena­to Cobel­li, del­la Margheri­ta. «E’ un oltrag­gio. Intan­to la san­ità va a fon­do: pun­ti di pri­mo inter­ven­to can­cel­lati, servizi ridot­ti, liste di atte­sa sem­pre più lunghe. Gli anziani non van­no ad acquistare le med­i­cine per­chè non han­no i sol­di per pagare il tick­et. E le famiglie devono sob­bar­car­si gli ammalati croni­ci. Se l’obiettivo è di chi­ud­ere Salò e il S. Coro­na di Fasano, priv­i­le­gian­do le case di cura pri­vate sul mod­el­lo amer­i­cano, ne vedremo di belle». Anco­ra Mari­no, che di pro­fes­sione fa il medico: «Un mio paziente, oper­a­to di by pass, è sta­to rimanda­to a casa dopo 24 ore! Cose assurde. Tut­to è las­ci­a­to al mer­ca­to. Dal pri­mo novem­bre l’assistenza domi­cil­iare è deman­da­ta a sogget­ti pri­vati. Al civile di Bres­cia ver­ran­no can­cel­lati due repar­ti di Chirur­gia. Sul chi­ude Mal­ce­sine, Salò è in coma e Fasano a ris­chio. Occorre asso­lu­ta­mente una strut­tura per acu­ti». Cipani ha dife­so il lavoro svolto per arrivare alla costruzione di un nuo­vo pre­sidio, sfo­ci­a­to in giug­no nel­la delib­era regionale che stanzi ava 29 mil­ioni di euro da des­tinare a Roè o din­torni. «Anche se Borel­li ha deciso che quei sol­di non bas­tano, e intende uti­liz­zarli per ristrut­turare Gavar­do, io non sarei così pes­simista — ha affer­ma­to il sin­da­co -. Il Pirellone ci ha autor­iz­za­to a vendere gli immo­bili di Salò (che l’Ufficio tec­ni­co ha val­u­ta­to in 14 mil­ioni e 250 mila euro) e Gavar­do. Non so se basterà, in ogni caso si trat­ta di una bel­la cifra. Tan­to più che se Roè non accetta, noi siamo dis­posti a offrire l’area tra Vil­la e Cunet­tone». «Col prece­dente diret­tore gen­erale, Ange­lo Fos­chi­ni — pros­egue il sin­da­co — ave­va­mo fat­to un per­cor­so cor­ret­to. Purtrop­po c’è qual­cuno che cer­ca di met­tere i bas­toni tra le ruote. A un con­veg­no di Forza Italia nei giorni scor­si ho det­to chiaro e ton­do che questo è il modo di trasfor­mare un suc­ces­so elet­torale in una dis­fat­ta». Intan­to l’assessore Bor­sani con­fer­ma la sua lin­ea, che coin­cide con quel­la del sin­da­co. In un’intervista al Cor­riere del­la Sera di ieri rib­adisce che il piano regionale prevede la chiusura di Salò e Gavar­do, per puntare su una nuo­va struttura.